Preparazione e prestazione. Milano ed i 23 giorni che portano ai Playoff.

L’obiettivo dell’Olimpia nei prossimi 23 giorni è uno solo ed è rappresentato dal lavoro finalizzato a trovare la condizione migliore in vista dei Playoff.  Possibilità che la squadra di Jasmin Repesa si è guadagnata dominando nuovamente la stagione regolare, e che permette ora di dosare gli sforzi ed affiancargli un richiamo di preparazione che porti al 12 maggio, data di inizio della caccia al terzo tricolore in quattro anni ed al quinto sigillo consecutivo in patria.

La partita di Brindisi aveva senso di classifica solo per gli avversari milanesi, tuttavia è stata giocata, seppur non proprio benissimo, in modo serio, come è dovuto a tutte le altre squadre. Perché se è vero che la posizione dei biancorossi è già definita, è altrettanto vero che per chi si incontra può avere, come nel caso del PalaPentassuglia, un significato fondamentale. Non è facile conciliare una situazione di mera “preparazione” con una di “prestazione”, tuttavia, come già detto, è dovuto. E così sarà.

Analizzare tecnicamente la gara del sabato di Pasqua ha sicuramente un valore ridotto, ma vi sono cinque punti importanti che possono essere presi in considerazione.

Il rientro di Kruno Simon deve proseguire con minutaggi importanti, perché il problema maggiore  del croato è sicuramente legato ad una condizione agonistica che, dopo due mesi, necessita di minuti per essere ritrovata. Ce lo si può permettere, deve essere fatto, fino a quei trenta minuti che saranno abituali quando le gare saranno senza domani.

La situazione di Rakim Sanders preoccupa un poco (eufemismo). Se è solo questione di condizione, vale il discorso di Simon. Se entra in gioco una situazione di atteggiamento, come molti temono, la faccenda si complica. Milano ritroverà il “solito” Sanders delle gare che contano? Può essere, ma attenzione, perché il basket non è come l’interruttore della luce, si rischia di schiacciarlo e trovare la lampadina bruciata.

L’inserimento di Kaleb Tarczewski prosegue a ritmi che sembrerebbero più lenti del normale (9 minuti a Brindisi dopo gli 11 di Pistoia, i 10 contro Trento ed i 14 contro Venezia). Sicuramente vi è una situazione tecnica difficile per il nuovo centro milanese: l’assenza di Mantas Kalnietis ne limita la caratteristica offensiva più importante, ovvero la “rollata” dopo il blocco, cui aggiungerei anche quella dopo la finta del blocco stesso. Anche sabato, nei pochi minuti di utilizzo, vi sono state almeno tre occasioni in cui doveva essere servito, ma le caratteristiche tecniche di Hickman e Cinciarini non lo hanno permesso. In difesa il giovane USA palesa alcuni limiti tecnici quando attaccato direttamente, difficoltà che pensa di poter sempre risolvere con l’atletismo di cui dispone: non è così e credo sarà la base del lavoro di queste tre settimane, cercando di portarlo ad essere un fattore oltre la già ottima predisposizione all’aiuto. Tecnicamente molto diverso, è però quel che accadde con Batista la scorsa primavera: inserire un centro è la cosa più complicata nel gioco di oggi e richiede grande lavoro su dettagli e meccanismi che, oggi, non possono essere automatici. Le notizie che ci arrivano dal Forum ci parlano di un ragazzo ottimo, ben disposto al lavoro ed in grado di migliorare molto.

Jamel McLean ha solo bisogno di riposo, tanto. I 18 minuti di Brindisi ne sono la testimonianza. Nulla si può imputare al giocatore, molto positivo per lunghi tratti della stagione nonché migliorato esponenzialmente da quando arrivò a Milano: la testa è forse oggi più stanca del fisico, quindi sarà necessario bilanciare un giusto utilizzo (15-20 minuti) con il mantenimento dell’importanza all’interno delle rotazioni. La totale impalpabilità di Raduljica non aiuta certamente.

Milan Macvan e Dada Pascolo sono un discorso differente. Il primo, rapporto costo/rendimento migliore dell’intero roster meneghino,  è giocatore troppo “caldo” per sedere in panchina a lungo, poiché dà leadership in un settore dove manca. Ha esperienza per gestirsi e gestire. Il lungo di Udine, dopo un periodo di notevole impatto ad inizio 2017, nelle ultime gare ha palesato qualche difficoltà. Normalissimo, visto che in carriera non ha mai giocato tante gare a questo livello di intensità e pressione. Il ragazzo c’è eccome, ha lavorato splendidamente con lo staff fin da inizio stagione, deve ora solo ritrovare la condizione che lo renderà arma fondamentale nei Playoff.

La sconfitta di Brindisi è sostanzialmente molto simile, seppur migliore come capacità di lottare, a quanto avvenne lo scorso anno tra Capo d’Orlando (78-71) e la stessa città pugliese (64-50). Coach Repesa disse allora «So quello che sto facendo, come fu per il ritiro di Montecatini con la Fortitudo poi campione»: le stesse parole pronunciate sabato sera.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...