Il quadro delle Final Eight di Coppa Italia, e non solo…

Serie A al giro di boa e qualificazioni per le finali di Coppa Italia (Rimini, 16-19 febbraio) in ghiaccio.
Tutto scontato in testa, dove l’ Olimpia Milano domina senza giocare la sua pallacanestro migliore. Venezia è meritatamente seconda, dopo una serie di vittorie assai convincenti.
Gli avversari delle prime due saranno rispettivamente Enel Basket Brindisi e Basket Brescia Leonessa. Il peggio, obiettivamente, per entrambe. Sacchetti è l’ultimo che vorrei avere contro in partita secca, mentre gli uomini di Diana stanno producendo una pallacanestro in grado di mettere in difficoltà chiunque.
S.S.Felice Scandone Avellino 1948 terza, complici alcuni stop imprevisti ed un gioco che, conoscendo Sacripanti, non lo soddisfa ancora per nulla: la crescita delle scommesse estive sugli esterni sarà fondamentale per essere la vera rivale di Milano. Con Venezia è oggi sfida molto seria.
La Dinamo Sassari Official sfiderà gli irpini e non parte per nulla battuta. Nonostante un periodo nero a metà percorso, Pasquini, se non ricasca nel problema dell’over coaching, ha costruito un sistema difensivo molto valido ed in grado di far inceppare qualsiasi attacco: ci vorrà il miglior Pino per venirne a capo.
L’ultimo quarto di finale vedrà sfidarsi la Pallacanestro Reggiana con l’ Orlandina Basket, ovvero il meglio ed il peggio visto finora tra le qualificate in relazione alle attese.
Capo, dopo una metà stagione fantastica, dovrà forzatamente sostituire uno come Fitipaldo, e non sarà facile, se vuole mantenersi in linea con la lotta Playoff, mentre Reggio è desolatamente naufragata nelle ultime sette partite, non tanto per le sconfitte (5) quanto per il livello di pallacanestro espressa.
Il caso degli uomini di Menetti è francamente paradossale. Se è vero che gli infortuni hanno falcidiato il roster, è altrettanto vero che fin da inizio stagione era chiaro che, con questi giocatori, le ambizioni fossero assai ridimensionate. Cervi e James per Lavrinovic e Kaukenas? Ma per favore. Che poi diversi tra i ragazzi reggiani avessero la tendenza ad un po’ troppi acciacchi lo dimostrano le ultime stagioni: tutto ciò equivale ad un rischio ben chiaro. Il fatto che non si giochino le coppe ha agevolato molto la situazione emiliana ed a quel punto, il roster non è più nemmeno così ristretto per il solo campionato. Ciò che lascia perplessi è il fatto che, nonostante 6 sconfitte in 15 partite, nonostante diverse prove molto poco convincenti, quando si parla di Reggio si debba sempre partire dalla bella favola degli italiani e del progetto serissimo. Vi sono diversi progetti seri, tuttavia questa aurea di “intoccabilità” riguarda solo gli uomini di Menetti, coach in primis. Si può dire che Reggio Emilia gioca malissimo da inizio stagione oppure è trattamento riservato a tutte le altre? Si può sostenere che se affronti una stagione con un reparto lunghi composto da Cervi (spesso con guai fisici nelle ultime stagioni), Lesic (che non è Garnett) e Polonara (che in post basso non attaccherebbe nemmeno Tiny Archibald, come non fece con Lafayette) non puoi attenderti più di tanto? Oppure è obbligatorio incensare una tale costruzione di squadra? Che se non ci fosse Aradori, straordinario finora, sarebbe ai limiti dell’ottavo posto, se non oltre.
La grande delusa è l’ Aquila Basket Trento, ma in questo caso imputare qualcosa al bravissimo Buscaglia è assai difficile. Sostituire praticamente tutto il quintetto, su tutti Pascolo e Wright, era impresa titanica. Resto convinto che il valore aggiunto del coach sarà fondamentale per il resto della stagione: Trento lotterà per i Playoff fino all’ultimo pallone, per ragioni tecniche e di serietà societaria.
La Fiat Torino Auxilium è decisamente squadra da cui ci si aspettava di più: a tratti irresistibile, non può mancare la post season con questi uomini.
Peccato per la JuveCaserta Basket Official, straordinaria fino ad un mese fa, poi incappata in una serie nera che le ha tolto Rimini: è tutto in mano a Sandro Dell’agnello, l’uomo giusto per gestire una situazione societaria su cui non vi è tuttora alcuna certezza.
Resta fuori anche Pistoia Basket 2000, ma non può essere una delusione: Esposito anche quest’anno sta facendo benissimo, nonostante uomini non di primissimo piano. Anche in questo caso si lotterà fino in fondo.
La Pallacanestro Cantù attende Milano in quella che è la partita che vale una stagione per le limitate ambizioni brianzole: l’ottimo periodo di coach Bolshakov fa pensare che si possa lottare per i Playoff, a patto di ritrovare una certa stabilità di uomini e di società.
La Victoria Libertas Pesaro Basket a mio parere dovrebbe costruire un monumento a Piero Bucchi ed Ario Costa: con mezzi limitati agisce societariamente in modo assai serio ed il tecnico sta, come sempre, facendo miracoli. Questi dovrebbero essere i due uomini chiave per stare un gradino sopra la lotta retrocessione.
Molto meritato l’ultimo posto di Pallacanestro Varese e Vanoli Basket Cremona: l’allontanamento di Moretti e Pancotto è una bestemmia impronunciabile.
Il fatto che vi siano 9 squadre in sei punti, tra il quinto ed il quattordicesimo posto, testimonia il grande equilibrio e l’apertura ad ogni soluzione. I coach faranno la differenza, ve ne sono diversi molto bravi che stanno offrendo una pallacanestro molto più alta del valore dei propri uomini.
Da qui dovrebbe ripartire il basket italiano, con meno dirigenti e più tecnici.
Sacripanti, Sacchetti, Di Carlo, Diana, Buscaglia, Bucchi, Esposito, Dell’Agnello: siete sicuri che non valgano almeno tre-quattro colleghi di Eurolega?

da play me or trade me

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