La difesa e il focus di Repesa su Hickman: contro l’Anadolu Efes, le vere dimensioni dello sbotto post-Torino

Tanto tuonò che infine non piovve, e la montagna di Torino produsse le epurazioni di Fontecchio, Cerella e… Cinciarini. Insomma, turnover definito e confermato, con un capitano-non giocatore e due spettatori fissi in tribuna, ma sarebbe fuorviante ridurre il tutto ad una mera continuità con il recente passato. Nel 105-92 con l’Anadolu Efes si è infatti rivista una squadra senza elementi «che pensano ai loro numeri personali», con 24 assist di squadra contro i 18 ospiti, e capace di costruire attacchi da 52% da 2 e 68% (?!) da 3. Ben distribuiti anche gli attacchi, con 46 tiri tentati da 2 rispetto ai 19 da 3, e 44 punti in area. Di fatto, ecco gli aspetti fondamentali da sottolineare:

Ricky Hickman. «Hickman segna 11 punti contro Torino, ma Harvey ne mette 25». Jasmin Repesa, di fatto, conferma come la circoscrizione a Kalnietis, Raduljica e Gentile, per lo sfogo post-Torino, fosse totalmente errata. Il messaggio era più generale, e riguardava lo stesso play americano. In effetti, le problematiche difensive dell’ex Fenerbahce sono notevoli, soprattutto sulle letture dei p&r. Il suo +1 di plus/minus, in una gara vinta di 13 punti, sempre condotta, e con 20’ in campo, è certamente poco esaltante. Negativissimo, se confrontato al +12, in altrettanti 20’, conseguito da Mantas Kalnietis. Andrea Cinciarini da 0’: logico alla luce di questi numeri?

Alessandro Gentile. 19’, 17 punti, 5 rimbalzi, 6 falli subiti (4 nei soli primi cinque minuti di gioco), 3 palle perse e 2 assist. Plus/minus non eccellente, +4, ma il suo lavoro in post contro Bryce Cotton vale la costruzione di un successo poi esaltato da altri. Non solo. Parte con 0/2 dalla lunetta e chiude a 5/8, 2/2 da 3 con il primo colpo da centrocampo in chiusura di primo tempo. Sono piccoli segnali mentali di risveglio, enormi al termine di una settimana a dir poco difficile;

La difesa. Nel terzo quarto, quello di fatto decisivo a livello di inerzia, Milano concede 18 punti. In questa stagione di EuroLeague, è la quarta volta che la squadra di Repesa chiude 10’ di gioco sotto i 20 punti concessi sui 24 disputati (?!). E’ successo nel secondo e terzo quarto di Istanbul contro il Darussafaka, e nel primo di Bamberga. E qui sta il problema. Qui il problema si conferma. Qui si ribadisce come, di fatto, un doppio allenamento possa essere utile solo al richiamo delle responsabilità. Pessime letture dei tagli dal lato debole e degli aiuti, un concetto di squadra assente. Milano ha oggi la qualità per segnare 100 punti in Europa, discontinuità netta con il passato, ma potrà farlo anche tra qualche mese, quando le big della competizione, e non solo, avranno meccanismi difensivi rodati e le energie verranno meno? In quel momento servirà la presenza sull’altro lato del campo. Presenza che, appunto, oggi Milano non ha. E in maniera netta.

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