Playmaking e rimbalzi: le condanne del Pireo, una sconfitta non necessariamente inevitabile. Commento e pagelle in attesa del Real

Forse, nello sport, non esistono le buone sconfitte, ma solo le pessime vittorie. Una logica da professionismo, gradatamente amara, ma certamente identificativa, probabilmente necessaria, in un progetto di crescita senza limite alcuno. E allora, della trasferta al Pireo, resti la necessità di non accettare la sconfitta come dato inevitabile, per il valore dell’avversario, per l’insidia della trasferta in sè. In Grecia il successo era possibile, e l’effettivo insuccesso merita un’analisi per quello che è: un insuccesso, appunto.Fatta la dovuta premessa, la squadra di Jasmin Repesa si ritrova reduce da 40’ senza un vero filo conduttore, se non la forza dei nervi. L’Olympiacos, certamente a ranghi pieni una delle quattro top d’Europa, non era squadra alla migliore condizione possibile di ottobre, con Patric Young ancora a mezzo servizio, un Milutinov reduce da un’infiammazione ai tendini, e un Papapetrou mai in partita. I passaggi mancanti, in un’analisi rapida, passano dunque per due aspetti:

Il playmaking. Ricky Hickman che conferma la parabola discendente dopo il titolo di mvp della prima giornata, con 0/3 al tiro (ma tre viaggi in lunetta), 4 assist e 3 palle perse. Mantas Kalnietis ancora poco lucido in transizione, con 21’ da 3 assist, una palla persa, e 4 punti all’attivo. Di fatto, Milano non ha mai avuto una regia nel primo tempo, e nella ripresa la mancanza di un porto sicuro si è aggravata con la perdita di lucidità, portando a conclusioni forzate e rapide ripartenze casalinghe. Il «DNP» di Andrea Cinciarini può valere sino ad un certo punto: contro un p&r come quello dell’Olympiacos, Jasmin Repesa ha sempre considerato un rischio la presenza del suo capitano;

Il calo a rimbalzo. 42-29 il dato finale, con 17 offensivi per i padroni di casa. Birch e Printezis hanno letteralmente dettato legge sotto le plance, soprattutto dal terzo periodo in avanti (16-14 il dato a fine primo tempo). Dato curioso: unico fattore Miroslav Raduljica, con 8 rimbalzi, ovvero più della coppia Macvan-McLean (5). In tutto questo, ovvio che conti molto la qualità dei tiri presi e concessi;

PAGELLE

McLean 5.5 Sempre prezioso sino ad oggi, vive una giornata da 2 punti e 3 rimbalzi in 14’. Dato non condannabile, ma di fatto nei pochi minuti in campo non pare essere un fattore, latitando anche nel consueto dinamismo.

Gentile 6 Avvio eccellente, a conferma di un processo sempre più convincente di reinserimento nel progetto Milano. Terribile ai liberi (0/3) e ancora inesistente da 3 (0/1), perde di lucidità solo nel finale quanto la squadra non ha più una luce gestionale.

Hickman 5 Le volte che attacca il canestro subisce sempre fallo, ma i tentativi di fatto sono tre. Troppo poco per un play offensivo, che conferma di soffrire la pressione su rimessa, e che non riesce mai ad essere gestore.

Kalnietis 5.5 Gara dignitosa guardando le cifre, con 4 punti, 2 rimbalzi e 3 assist in 21’. Pochi per la qualità del giocatore, pochissimi per chi non riesce mai ad essere riferimento per i compagni.

Raduljica 6 Prestazione nuovamente importante in attacco, con 14 punti spesso in allontanamento dal canestro. Gli 8 rimbalzi sono una novità, ma l’approccio difensivo resta sempre il medesimo: lento, a tratti indolente, spesso fuori posizione. Pecca nota, gestibile se vogliamo, ma troppo penalizzante in giornate di appannamento per McLean e Macvan.

Dragic 6 L’Agente Speciale della difesa tocca immediatamente quota due falli nei primi possessi di Spanoulis, e inevitabilmente questo ne pregiudica il piano partita. Va tuttavia in doppia cifra dimostrandosi uno dei pochi elementi pericolosi in transizione.

Macvan 5 Il tirar la carretta stanca, e contro l’Olympiacos il serbo vive una giornata di ridimensionamento. Semplice, se vogliamo, contro il dinamismo e la fisicità di Printezis e Birch.

Pascolo sv Entra in gioco troppo tardi, con volontà.

Sanders 6 Sguardo giusto, carica positiva, ma tre falli sulle prime tre azioni difensive, spesso troppo penalizzanti. Una mazzata che non lo uccide, 8 punti e 4 rimbalzi, ma che non gli permette di essere un fattore, solo 1/2 dall’arco.

Simon 6 Gli si chiedeva un segnale europeo dopo tante, grandissime prestazioni italiche. La riposta è positiva, con 16 punti in 24’ con 6/11 al tiro. Ma non basta.

Coach Repesa 5.5 Le gerarchie europee paiono delinearsi, con Fontecchio e Cerella fuori dai giochi, e Abass, Pascolo e Cinciarini a scaldare la panchina. Rotazione quindi a nove uomini, numero non basso, ma certamente dispendioso in un’Europa così totalizzante, dove Raduljica, Macvan e McLean si ritrovano costretti a sorbirsi tutti il lavoro in area. 

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