L’Olimpia Milano è altra cosa lontano dal PalaBigi, le pagelle di gara-5

Di Alessandro Luigi Maggi

McLean 5.5 – Spende tre falli in 5’ di utilizzo, e a 6.50 dalla fine del secondo quarto esce dal campo per rientrarvi solo nel quarto, dove comunque gioca ben 8’. Energia a tratti.

Lafayette 6.5 – Avvio di gara da «pianto», ma non certo di commozione. 0/1 al tiro e tre palle perse (effettive) dopo i 6’ della coppia Cinciarini-Kalnietis che spaccavano la gara. Un confronto proibitivo, ma lui non perde la testa, e nel quarto quarto piazza le due triple che respingono a -15 una Reggio Emilia tornata sotto la doppia cifra. Non un caso che il tutto, comunque, capiti quando uno dei due registi lo «accompagna» in campo.

Gentile 7 – Milano vince con un capitano da 17’, ma il dato non distragga dalla realtà. E’ anima della fuga del primo tempo con 8 punti, 4/4 al tiro, 2 rimbalzi e 3 assist. Repesa ne evita stanchezza e ingannevole esaltazione preservandolo per la battaglia di Reggio Emilia.

Cerella 7.5 – Una presenza difensiva che va oltre le 2 palle recuperate, una sostanza offensiva che si traduce in 8 punti con 3/5 al tiro. Non è un caso che sia sempre simbolo delle prestazioni convincenti di squadra.

Kalnietis 8 – 16 punti, 8 rimbalzi, 3 assist, 26 di valutazione in 27’ di gioco. Sta vivendo una finale playoff da mvp assoluto, certamente anche favorito dal confronto impari con De Nicolao, ma è innesco fondamentale per una squadra che vuole e necessita di transizione. Ci sono voluti 6 mesi, ma dopo anni l’Olimpia Milano ha un playmaker che non soffre la pressione del ruolo.

Macvan 6 – 10 punti e 5 rimbalzi, in 19’, sono dato di valore. Soffre solo quando si ritrova nell’uno contro uno con Lavrinovic senza lunghi in appoggio, ma rimane quella «mollezza» di fondo che lascia perplessi.

Cinciarini 6.5 – Centellinato come un’opera d’arte bellissima, ma sensibile alla luce e agli ambienti, ci mette firma e presenza nella fuga del primo quarto. Comunque, un fattore.

Sanders 7 – Meno creatore «dal nulla» del solito, è invece espressione ultima di un’efficacia offensiva di squadra che domina, anche fisicamente, l’avversario. Non serve abbandonarsi alla tripla gratuita (0/2) quando si possono chiudere con potenza transizioni ispiranti (7/8 da 2). Essenzialmente distruttivo. Per Reggio Emilia.

Simon 7 – Superato il giro di boa di una serie si accorge di essere in finale scudetto e, per la prima volta con Reggio Emilia, scende davvero in campo. Ritrova inizialmente il tiro da 3, chiude la contesa con alcune giocate di rara classe nel finale, come il gancio che scatena l’ammirazione del pubblico.

Batista 6.5 – 4 punti nel primo quarto, 6 a fine primo tempo, 8 alla sirena. Utile dunque soprattutto nel primo tempo del «massacro organizzato», che agevola anche con un «uno contro uno» partendo dalla linea dei tre punti. Veremeenko non è però un pessimo cliente, e lui non ne approfitta come dovrebbe.

Coach Repesa 7 – Sei uomini in doppia cifra, di cui almeno quattro tra i più deludenti della trasferta di Reggio Emilia, sono ossigeno per la sua convinzione di ampia rotazione. In caso di successo, quel che lascia perplesso il popolo sarà risultato eccellente per la convinzione personale.

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