
Riecco Nikola Mirotic. Nel Forum che urlava “Nikolaaaa”, come quel meraviglioso striscione a bordocampo. Nella città cestistica che lo ha amato. Che sperava di mantenerlo, mentre lui aveva già deciso di andare via.
Nikola Mirotic è stato un sogno ad occhi aperti, un invito alla grandezza non raccolto, un’occasione persa. Non è tanto una questione di talento espresso, di valore, quello è rimasto, mantenuto, si è confermato. Ma non è andata come si sperava.
15 punti e 8 rimbalzi di media nella prima stagione di EuroLeague, 17.7 e 6.4 nella seconda, senza in questo caso infortuni degni di nota. Eppure, nessuna partecipazione alla post-season, una Supercoppa e uno Scudetto, per quanto vinto da assoluto protagonista.
Nikola Mirotic è stato momenti di luce accecante, ma di risultati ridotti. L’Olimpia Milano è rimasta nell’ombra, chiudendo il rapporto in una malinconica notte che lanciava i rivali della Virtus Bologna verso lo Scudetto.
Generale, in campo, di una truppa sfiancata, incapace di portare a termine ogni campagna. E’ l’ultimo ricordo, e allora il sentimento vira su quel che poteva essere, e non è assolutamente stato.
Il colpo del millennio del basket italiano lo avevamo definito, e invece l’Olimpia Milano ha quasi da subito dovuto fare delle scelte. Il rapporto con Nicolò Melli non è mai nato, è diventato un problema dal giorno uno. Un problema fatto di silenzi, non di confronti.
Giocare con due ali si poteva, lo ha dimostrato la coppia Mirotic-LeDay l’anno dopo, tuttavia il rapporto non è decollato, per essere generosi, e alla fine Ettore Messina è rimasto con il cerino in mano. Senza Nicolò Melli prima e, ora, senza Nikola Mirotic. Che, sostanzialmente, è andato a Montecarlo per fare quello che è riuscito all’ex “nemico”: vincere l’EuroLeague che gli manca.
L’Olimpia Milano ha fatto scelte pesanti per Nikola Mirotic, ma alla fine Nikola Mirotic l’ha mollata. Senza stare troppo a discutere, senza certo stringere la mano a Giorgio Armani in una cena è stata più fiction che reality, senza valutare un potenziale futuro comune.
Un tornado, che è passato e ha proseguito la sua strada. Come nulla fosse. Probabilmente spinto dai tanti dubbi di un club che ha sbagliato innumerevoli scelte per due anni, che non ha gestito al meglio alcune situazioni, che è arrivato ai playoff italiani stremato e senza più certezze.
Nikola Mirotic ha parlato di “sfida”. Che è realtà, ci mancherebbe altro. E’ andato in una squadra cui manca il suo stesso ultimo passo. Più sfida di questa?!
Probabilmente, nessuno è stato all’altezza delle aspettative dell’altro. Più la società che il giocatore. Ma resta un addio che, a chi ama il gioco, lascia un enorme vuoto dentro. Come, se vogliamo, Cristiano Ronaldo alla Juventus.
Ci teniamo due immagini. I 30 punti e 12 rimbalzi nella gara-4 del 2024, e i 30 con 5 del suo saluto finale, il 7 giugno 2025. Poteva andare meglio Nikola, ma grazie per essere passato di qua. Oggi, il Forum, si alzerà in piedi solo per te.
