Olimpia Milano-Partizan, si torna al Forum e si resta in modalità EuroLeague. 3 domande 3, per non esagerare nel doppio turno.
Gara importante, come quella di Valencia, se non di più.
«Sì, ma Melli dice l’unica verità. Si pensa ad una gara alla volta, poi alla fine vedranno dove saranno. In zona calda, nessuno si ferma. Sì, Milano è 5-0 nelle ultime cinque, ma se si guardano le ultime dieci gare dal quinto all’undicesimo posto solo due squadre, Baskonia e Maccabi, hanno un bilancio negativo. Le altre sono stabili, o come nel caso del Partizan in crescita, 7-3. Un rivale complesso».
Un rivale complesso che sembrava mal assemblato, come un anno fa. E invece…
«E invece il gruppo americano si è compattato, ed evidentemente Obradovic ha saputo incanalarne gli umori. Un po’ come il Monaco, nel dubbio si è fatto un gruppo forte di USA, e in questo modo lo spogliatoio non può esplodere. Punter, Exum, Lessort, LeDay e Nunnally. Solo lo “zainetto” è uomo dai grandi equilibri, ma gli altri hanno un talento incredibile. Segnano 12 punti di media in più dell’Olimpia, sono il terzo miglior attacco della competizione, ma l’Olimpia non è più il peggiore».
Quali possono essere le armi di Ettore Messina?
«Il Partizan è forse la peggior squadra a rimbalzo, anche se nella metà campo avversaria hanno numeri analoghi a Milano. Non concedere seconde occasioni deve essere la prima arma. Il resto lo deve fare la difesa. I cambi dei lunghi saranno fondamentali per reggere soprattutto gli uno contro uno sugli esterni. Poi occhio alle scelte in attacco: in transizione il Partizan ha bocche da fuoco, Avramovic compreso, per punire».
