Efes vs Olimpia Milano, 5 domande 5 | La parola chiave è energia, l’Anadolu non è imbattibile

Palla a due domani alle ore 18.30 per Efes vs Olimpia Milano, trentaduesimo round di EuroLeague. Tornano, le 5 domande 5 di ROM

Palla a due domani alle ore 18.30 per Efes vs Olimpia Milano, trentaduesimo round di EuroLeague. Tornano, le 5 domande 5 di ROM.

Definizione di massa: Efes reduce da una delle gare più belle dell’anno, Olimpia dalla più brutta, o quasi. Come dire, pronostico chiuso?

«Quello è un altro discorso. Francamente, se una gara senza canestri per gli ultimi due minuti, fatta di uno contro uno e poco altro, è la sfida dell’anno, allora ok, va bene tutto. Niente contro lo show di ieri sera, assolutamente godibile, peraltro è il basket di questi anni e non ho niente di che da obiettare, ma il genere di appartenenza è lo stesso. Poi l’Efes è la squadra che ha perso di 22 con il Monaco e di 13 con il Baskonia. L’8 e 11 marzo, non nel 2019».

Ma la Milano di ieri ha destato molte perplessità.

«Messina ha detto di essere molto preoccupato. Non posso certo smentirlo io. Quella con il Maccabi è stata una prestazione orribile, con momenti di difesa rivedibile e percentuali al tiro raccapriccianti, anche quanto le conclusioni erano “buone”. Da qui a temere il crollo ce ne passa: in una stagione da 90 gare sono flessioni che fanno parte delle cose. Se è qualcosa di diverso lo potremo vedere solo in un segmento di tempo più lungo, di due o tre partite».

L’Efes non pare essere riuscito a cambiare marcia come l’anno scorso. E’ una squadra in declino?

«Shane Larkin non è mai tornato ad essere, per continuità, quello del 2019-2020. Ma nei momenti chiave spesso prende la decisione giusta. E poi c’è Vasilije Micic, che è semplicemente il miglior giocatore della competizione (non me ne voglia Mirotic), e quando decide di cambiare marcia fa quello che vuole. Il problema, se vogliamo chiamarlo tale, è il supporting cast che invecchia intorno a loro. Milano è più squadra, loro hanno semplicemente più talento. Come di ogni altra squadra di questa competizione».

Tornando al discorso pronostico, Efes dunque favorito?

«Mettiamola così. Con Brescia, e poi con il Maccabi, Milano non ha capito a chi affidarsi. Perchè in fondo Shields è lontano dalla migliore condizione, Hines vive un momento di naturale flessione, il Chacho balbetta, e Melli è soprattutto un baluardo difensivo (bene ieri anche in attacco, comunque). L’Efes, con il Madrid, ha avuto qualcosa da tutti. Momenti di energia da Dunston, da Pleiss, da Anderson. Oltre ad un Moerman di altissimo livello. Ecco, la parola chiave in EuroLeague è sempre la stessa, energia, senza perdersi troppo in analisi tattiche: se Efes e Olimpia giocano come ieri da quel punto di vista, finisce tanti a pochi, a prescindere dalle percentuali».

Energia, quindi parliamo anche dello stato del roster.

«Mi pare che l’assenza di Dinos Mitoglou non sia scontata. Lo poniamo come “questionable”. Per il resto la squadra è quella che si è vista a Tel Aviv. Mi aspetto qualcosa in più dai Datome, dai Daniels e dai Rodriguez. Energia è anche fare canestro, con continuità».

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