Novità per Rakim Sanders, di cui avevamo parlato solo due giorni fa. Rakim “The Dream” avrebbe l’accordo in Israele con l’Hapoel Beer Sheva.
מהלך גדול של הפועל באר שבע: ראקים סאנדרס, אקס ברצלונה ומילאנו (וגם גלבוע/גליל בתחילת הקריירה) על סף סיכום @sport5il
— omri manhime (@OManhime) July 20, 2020
Rakim Sanders, una luce accecante del basket italiano
Innanzitutto, Rakim Sanders ha scritto in tre stagioni scarse la storia del basket italiano. Due scudetti, 3 Final Eight di Coppa Italia, due Supercoppe, due titoli di mvp delle finali scudetto in fila e uno delle Final Eight. Nel 2016, infatti, in mezza stagione in biancorosso fu il miglior giocatore di entrambe le finali nazionali.
Un vincente, poco da dire, visto che la sua carriera europea iniziò, dopo un breve passaggio al Maccabi Tel Aviv, con il titolo nella Lega Balcanica in maglia Hapoel Gilboa. Chiamato dal Barcellona dopo la fine dell’era di Jasmin Repesa, ha vinto una Copa del Rey segnando 12 punti nella finale con il Real Madrid.
Personaggio particolare Rakim. Un fisico clamoroso, braccia poderose, e quel rimbalzo che fece la storia negativa dell’Olimpia Milano, quando catturò e corresse il pallone che valeva l’overtime in semifinale scudetto di gara-7 del 2014-2015. Poi, disse: «Esultai molto perchè credevo fosse il canestro della vittoria». Vittoria fu, comunque.
Poi, come detto, Barcellona. A gennaio il giocatore inizia a non essere convocato da coach Sito Alonso, ma il caso è già esploso il 22 dicembre. I blaugrana incassano con il Baskonia il sesto ko in fila tra ACB ed EuroLeague, la peggior serie in cinquant’anni di storia del club.
Negli spogliatoi scoppia l’inferno. Un assistente di Sito Alonso mette le mani addosso a Rakim Sanders urlandogli «Tu giochi con il pane dei miei figli». Rakim lo fissa per un attimo, i compagni di squadra si immobilizzano, cosa sta per succedere?
E invece no, il giocatore è di ghiaccio: «Toglimi le mani di dosso. Dimmi quello che hai da dire, ma non toccarmi mai più». Un compagno di squadra, nascosto dietro l’anonimato, dirà poi a Mundo Deportivo: «Credo che cercassero una sua violenta reazione per poi licenziarlo». Addirittura a costo della vita di un assistente? (scusate la battuta).
Rakim Sanders, la lunga parabola
L’avventura di Rakim si chiuderà a fine stagione, con una media di 8.9 punti e 3.1 rimbalzi in EuroLeague in 15 gare con 19.7’ in campo. Poi, un lungo vuoto.
Una lunga attesa, e nell’estate 2019 Rakim Sanders viene annunciato in G League in casa Erie. Gioca 6 gare, vede il campo per 27’ di media, ma la lunga inattività è evidente: 5.2 punti di media con 3.3 rimbalzi.
In gennaio, firma però in Corea del Sud con i LG Sakers: anche qui, non lascia il segno. 8.3’ in campo, 4.4 punti con 5/25 da 3. Quindi, la pandemia.
Ora la giusta distrazione con la pesca. Ma il mondo del basket ha ancora bisogno di Rakim “The Dream” Sanders.
