Arriva il derby d’Italia, e per Milano è questo forse l’avversario peggiore nel primo pesante trittico della stagione. Podgorica, Bologna, quindi Assago con il Real infine Pireo: gare dure, che in Italia propongono una squadra di livello, certamente più «ragionata» rispetto a quella della passata stagione.

Dopo quegli entusiasmi mal sopiti, la coppia Dalla Salda-Martelli ha saputo dare una dimensione più cestistica al club della famiglia Zanetti, lavorando sotto traccia alla composizione di una squadra robusta ed esperta. Da qui l’esterno totale Punter (mvp di questo avvio di stagione, 28 punti di media in due gare) il difensore Martin (che ha recuperato da un acciacco), il tiratore Taylor, gli intimidatori Kravic e Qvale e l’ex Amath M’Baye (9.5 punti con 6.5 rimbalzi). Le uniche difficoltà di un mercato ben percorso portano alla casella coach. Dopo il lungo flirt con Andrea Trinchieri, Pino Sacripanti sarà davvero guida insindacabile anche negli inevitabili momenti di difficoltà?

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Certamente, l’interesse sulla gara è stato addensato con forza dalle evitabilissime parole del dirigente bianconero Luca Baraldi. Dopo il fallimento totale della passata stagione (con inevitabile emarginazione dal ruolo sportivo), il comunque potente rappresentante del patron Zanetti nel club si è lasciato andare anche ad accuse ai limiti, come: «Milano domina in campo e nelle sedi istituzionali. Mi sembra di rivedere la Juventus quando entravo alle Assemblee di LegaCalcio». Tenendo conto che fu dirigente di Parma e Lazio prima di Calciopoli, il riferimento è meno che elegante…

Dal canto suo, Livio Proli, che aveva avuto solo la colpa di augurare un futuro in EuroLeague agli avversari, non ha dispensato risposte: «Noto che il responsabile del progetto sportivo, l’ad Dalla Salda, non parla, mentre chi è principalmente esperto di calcio e ciclismo continua ad esternare. E’ tutto molto strano, ma non voglio creare un palcoscenico mediatico a chi lo sta cercando» (Gazzetta dello Sport).

E allora andiamo sul campo. L’Olimpia, che ha vinto le prime quattro gare della sua stagione, è tornata in Italia con un Brooks malconcio dopo un colpo al costato, e un roster da interpretare per questa settimana di impegni. Credibile un minutaggio alto per Andrea Cinciarini, spettatore a Podgorica, da valutare Curtis Jerrells, che ha fatto un fugace esordio nel primo quarto, che è in cerca della condizione, e la cui disponibilità è in dubbio nelle parole stesse di Simone Pianigiani. Il coach senese, infatti, nel presentare la gara dice: «In campionato vedrete diverse rotazioni rispetto a quelle di Podgorica, dove Cinciarini non ha giocato e Jerrells pochissimo». Ma solo martedì specificava come: «Per far giocare Jerrells in LBA devo far riposare due giocatori in salute». Quale scelta?

Credibile comunque la rinuncia ad uno dei due centri, con Gudaitis certamente fondamentale in Europa più di Tarczewski e un Burns in cerca di un posto al sole. Tra gli esterni, Dairis Bertans è stato spettatore a Podgorica, ma la presenza di Amedeo Della Valle rende più che probabile il ballottaggio tra il lettone e la combo di Austin.

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