La Gazzetta dello Sport riserva un trafiletto a pagina 35 e titola: «Milano riparte con Napier e la riscoperta di Voigtmann».
Questo l’attacco: «Velocità di esecuzione, leadership e qualche V lampo offensivo: Shabazz Napier esordisce in modo positivo con la maglia dell’Olimpia numero 13 che fu di un certo Chacho Rodriguez».

A Milano non serviva solo un play, ma serviva un giocatore che in palla mano sapesse essere pericoloso. Sia per un discorso offensivo, sia per l’efficacia con cui puoi giocare il pick and roll. Avere un esterno che mette sotto pressione la difesa fin da subito rende più difficile fare scelte sul pick and roll. Cosa che purtroppo con Hall e Mitro capitava poco volte.
Di base si aspettava molto di più da Mitrou-Long come gestore del pallone. Questo è chiaro. E li è andata male. Pangos poi doveva essere il tuo play da 25 minuti e più e poi usare Mitro, Hall e Baron come gestione condiviso del pallone nei restanti minuti. Situazione che Pangos aveva già visto allo Zenit, quando a gestire il pallone mentre lui era al riposo erano Baron e Loyd.
Credo che la valuta di base fosse quella.