La Gazzetta titola: Milano ora sprofonda “Pensiamo alla Serie A”

La Gazzetta dello Sport oggi in edicola titola a pagina 44: «Milano ora sprofonda “Pensiamo alla Serie A”

La Gazzetta dello Sport oggi in edicola titola a pagina 44: «Milano ora sprofonda “Pensiamo alla Serie A”». Sottotitolo: Messina dopo la sconfitta a Vitoria, la settima di fila in Europa: “Proteggiamo il campionato”».

Così Paolo Bartezzaghi nell’attacco del suo articolo: «La striscia di sconfitte consecutive non si ferma. È la settima di fila per Milano in Eurolega che cade anche a Vitoria. Non crolla, nonostante il passivo alla fine sia severo (-16 punti), grazie a una difesa che limita la squadra più prolifica dell’Eurolega a soli 78 punti. Il problema per l’Olimpia resta in attacco. Vincere segnando 62 punti è praticamente impossibile a questi livelli».

25 thoughts on “La Gazzetta titola: Milano ora sprofonda “Pensiamo alla Serie A”

  1. Se Re Giorgio darà prova per l’ennesima volta della sua generosità portando Campazo a Milano credo si possa raddrizzare la barca. Per l’Europa, magari senza tante pressioni, prendendola come viene magari con la testa libera ed un Campazo nel motore ci potrebbero scappare i play off (forse) e poi si vedrà. Ricordiamoci sempre l’Efes dello scorso anno…..Per la Lega è lunga e conta essere in forma a maggio, indipendentemente dalla posizione. Lo abbiamo dimostrato lo scorso anno

  2. Già perdere è brutto, ma perdere così fa davvero male.

    Messina non ha lo spogliatoio in mano, la squadra non gioca per lui. A questo punto la cosa a me pare evidente.
    Tre elementi per sostenerla: l’ennesimo battibecco prolungato tra Messina e Baron, peraltro semivoltato di spalle; le percentuali da 3 irreali per una squadra di tiratori da 3, che gioca fondamentalmente sul tiro da 3; la mancanza di un giocatore a turno che emerga di partita in partita, come succede sempre nelle squadre che contano.
    (E non mi dire che lo sta facendo Davies, perché quello che ha mostrato con Baskonia È il suo livello, checchè ne dicano gli scettici).

    L’ipotesi generale è che se uno che tira da 3 in carriera col 40% e passa, di colpo sta sotto il 25%, OGNI VOLTA, allora la conclusione inevitabile è che quello non voglia segnare.
    E perché non vorrebbe segnare? Perché qualcosa nello spogliatoio lo disturba. Possibile? Sì, senza se e senza ma.

    Questi tre americani, Davies, Baron e Pangos, hanno un carattere molto diverso dagli americani a cui siamo abituati; Davies ha mollato Jasikevicius probabilmente perché frusta e carota non sono per la sua dignità.
    Sembra che il metodo dia molto fastidio anche a Baron.
    Indizio laterale: Hines, baluardo dello spogliatoio, ha lasciato perdere da tempo.

    Ne consegue che lo spogliatoio granitico dell’anno scorso era frutto della coppia Chacho Poz, con la valida collaborazione di Hines Melli, e in parte Datome.
    (Non è certo la mano sul capo di chi è uscito male, come fa Poeta, a fare quello che faceva il Poz, a fare quello per cui quel ruolo è stato creato.
    Quando penso a gioia ed entusiasmo penso al Chacho e al Poz, e guarda caso scrivono tutti che questa squadra manca di gioia, di leggerezza).
    E, mi dispiace scriverlo, ma non mi stupirei se i due partitoni ultimi di Davies siano un “come vedete la colpa non è la mia”… prima di tornare nel disimpegno. Un segnale agli agenti, forse, anche.

    Perché non è che si guardino intorno solo i tifosi angosciati.

    Perdere così male poi complica tutto, ed è molto difficile e doloroso. Per tutti.
    (1. Segue).

    1. Anch’io credo che la spogliatoio sia un punto debole.
      Ma le prime partite (es. Partizan) le abbiamo vinte pur non giocando bene e poi…cosa è successo dopo l’infortunio di Shields?

    2. Sinceramente caro Palmasco non so come tu faccia a trarre tutte queste conclusioni anche circa il carattere dei giocatori semplicemente vedendoli all’opera nei 40 minuti di una partita di basket.
      Quando si attraversa un periodo difficile ogni battibecco diventa sinonimo di spaccatura. Si è in difficoltà, che coach e giocatori si confrontino anche in maniera dura mi sembra quasi naturale, vincessimo non ci faremmo nemmeno caso.

      In LBA le percentuali da 3 salgono al 40% ed i giocatori sono gli stessi, a meno di ritenere che Baron o Naz a Treviso si gasino per le triple realizzate mentre a Baskonia scendano in campo per sbagliarle apposta per dar contro a Messina. E no, non c’entra la difesa del Baskonia, che spesso ci lasciava appositamente tirare da 3 collassando in area.

      Il contributo del Poz lo scorso anno è stato sicuramente importante, ricordo però che due sagioni fa il Poz non c’era e Milano è arrivata alle final4 di EL.

      1. Beh Cap, senza false modestie, forse io so guardare, e guardo con occhi esperti e senza pregiudizi.

        Di Hall avevo scritto già mesi fa: ha smesso di fare il play e sta tornando a essere il giocatore che è è che potrebbe essere.

        Il tema delle liti in campo con Baron è ricorrente, ed è supportato dai fatti: tira 3.2 volte da 3 a partita, contro i 5.3 tiri a partita di media in carriera, ma contro i 7 degli ultimi due anni allo Zenit.
        Ti pare potrebbe essere contento?
        E oltretutto, come mai uno come lui non è messo in condizioni di tirare?

        Una squadra con questi tiratori da 3, tutti sul 40% in carriera, Pangos, Baron, Voigtmann, Ricci, Mitrou che non riesce a far meglio del 25% OGNI SINGOLA PARTITA, non ti sembra un segno leggibile?

        Davies da panchinato a MVP, non grida: il problema non sono io?!
        E speriamo che non si fermi a questa dichiarazione.

        La mancanza d’anima della squadra, perdere senza lottare, incassare senza reagire, fare diversi quarti a 10 punti o meno, e almeno un quarto a partita così sterile, non parlano chiaro?

        Non avevo scritto che serviva prendere un’ala piccola ben prima che arrivasse Cabarrot?

        E Hines ti sembra quello che conosciamo?

        E non dimentichiamo la partita con Bologna, mi pare, tutti a rifiutare i tiri.

        O anche certi fatti di contorno: Alviti che prende sempre 6 in pagella “perché fa il suo”, cioè niente, essendo però il suo il ruolo di ala piccola… – ma ci accontentiamo e gli diamo la sufficienza. Mah.

        Per non parlare di Thomas, un buon giocatore fino a quest’anno, che qui però è venuto a “morire”.

        Certo, è più facile e immediato dire campagna sbagliata, via Messina, prendiamo Campazo tanto Armani i soldi ce li ha, e stronzate del genere.
        Ma i fatti sono altri, io cerco di guardarli e di dar loro un senso, spero corretto.

      2. Può essere, Palmasco, però mi sebra che tu stia vedendo tutto solo e soltanto in ottica negativa.
        Se Davies non gioca la scorsa partita di EL (domenica a Treviso già era in campo e aveva dato buon contributo) e ieri gioca e pure discretamente bene la cosa può essere vista come “la panchina gli ha fatto bene, l’ha fatto reagire nella maneira giusta”, tu invece nel dubbio propendi epr “ha voluto dimsotrare che la colpa non è sua” ossia appunto in opttica negativa.
        I tiratori sono gli stessi che la domenica poi in campionato tirano con il 40% da tre, o giocano sempre contro Messina oppure non è che alla domenica tirano bene e poi al mercoledì in coppa gli giocano contro e sbagliano apposta per poi tornare alla domenica a tirare col 40%.
        Su Baron: a parte che è appena tornato da un infortunio quindi non è sicuramente al top della condizione, domenica a Treviso ha tirato (e segnato) da 3, ieri ha tirato da 3 però sbagliando. Discute con il coach? Per forza, la squadra sta faticando, tutti stanno faticando, mi immagino che si stiano sforzando tutti per uscire da questa crisi e quando vdi che gli sforzi paiono inutili ti innervosisci, ovvio, è una reazione umana e scontata. Ci si innervosisce, giocatori, coach, staff, e si di discute e la discussione può anche essere animata. Datome fù mandato affanculo in diretta mondiale da Obradovic, per dire.
        Thomas: in teroria dovrebbe essere la ciliegina sulla torta, se manca la torta inutile star a evidenziare che la ciliegina non funziona, è l’ultimo dei problemi. Si sta parlando di un giocatore, poi, che ogni stagione cambia squadra, vorrà pur dire qualcosa anche questo. Si è creata questa opportunità di mercato, la si è colta pensando di andare a puntellare ulteriormente una squadra già forte e completa, evidentemente ad oggi sbagliando valutazione.

        Detto questo, pure a me la mancanza di lotta e di cattiveria lascia sconcertato e fa male.

      3. @ palmasco con tutto il rispetto la tua valutazione mi sembra di natura psicologica, e potrebbe anche essere veritiera se fossi all’interno dello staff, vedendo una partita mi sembra un tantino presuntuoso da parte tua. Senza offesa mi spiego, tu ne fai un discorso di rendimento individuale e di cattive percentuali da 3, facendo paragoni con le stagioni precedenti dei singoli in altri club, senza a mio avviso considerare che il modo di giocare è diverso. Ieri in telecronaca gli ottimi De Rosa-Pessina sottolineavano il fatto che all’Olimpia mancassero canestri “facili” cioè i classici layup dovuti a buone spaziature e che determinano mismatch o facili assist, piuttosto che arresto-tiro dalla media ad alta percentuale o semplicemente transizioni rapide in contropiede ecc. Ecco Milano ahinoi gioca in tutt’altra maniera con una circolazione di palla molto perimetrale, il pitturato che raramente viene esplorato ed il cronometro che corre fino a quando al limite dei 24 qualcuno si prende forzatamente il tiro ed il più delle volte arriva l’errore. Ed alla lunga considerando anche il dispendioso lavoro difensivo il tutto diventa logorante, la pressione dovuta dal punteggio aumento ed anche tiri costruiti bene alla fine escono.

        Possiamo analizzare ciò che si vuole, criticare, dare addosso a qualcuno, però imputare ai giocatori mancanza di impegno e di giocare contro il mister mi sembra sbagliato

    3. Concordo con la tua visione sulla “gestione Messiniana” di Davis, e (per quel poco che si riesce a intravedere da fuori) Baron e Thomas. Culturalmente (posso dirlo per diretta esperienza vivendo in USA e avendo lavorato per anni nello sport professionistico americano), un americano con esperienza college o (peggio) qualche anno NBA, arriva in Europa (in media) “coccolato” da un sistema di coaching (USA) che e’ mediamente “pro player” (essendo lo sport americano tendenzialmente “player centric” (e protetto da dinamiche di mercato, media e agenzie). Niente urla, minimi attacchi pubblici, nessuna critica diretta via media (a parte chiaramente l’episodio estremo di Bobby Knight in Texas, che fece storia finche’ non venne arginato nonostante i successi di squadra). Naturalmente esistono eccezioni (Hines ne e’ una, McAdoo un’altra ancora volendo andare indietro nel tempo Peterson), ma in media il sistema “frusta e carota” (inclusi i doppi workout europei) ha alto rischio di fallire con player USA che vengono in Europa spesso transitoriamente e impreparati agli shock culturali (vedi esperienze D. Williams, Iverson e molti altri venuti in europa durante il lockdown di anni fa). Stupisce il fatto che Messina ha allenato il giro per il mondo, incluso in assistenza in NBA, quindi più’ di chiunque altro dovrebbe avere sensibilità’ al riguardo. Forse sbaglio, ma se qualcuno di noi va indietro nel tempo (YouTube) a riguardarsi il “giovane” Messina (Virtus e altro), noto un atteggiamento diverso nel personaggio. Competitivo e aggressivo sempre, ma insofferente (spesso) e “sconnesso” dalla squadra, antitetico e conflittuale nelle interviste media e sempre caustico nei commenti. In passato quello che traspariva dal volto dell’individuo sembrava un irrefrenabile desiderio di vincere e un appoggio indiscriminato della squadra, mentre ora sembra leggersi un disdegno profondo, spessop anche nei confronti dei giocatori (rabbia competitiva e disdegno hanno effetti chiaramente diversi sulla psicologia umana). Chiaro che posso sbagliarmi (e lungi da me ogni mancanza di rispetto nei confronti di un coach che ha vinto tutto), ma per chi vuole fare il confronto via clip storici (e attuali), quello sembra emergere dal body language. E chiaro che le spaccature con personalità’ che hanno bisogno di un trattamento più’ a “bambagia” per trovare il loro ritmo potrebbero essere più’ probabili se di fatto un cambiamento personale c’e’ stato con il corso degli anni. Non sono psicologo e entriamo qui in ambiti rischiosi ma quello vedo dall’esterno, almeno al momento….

  3. 2.
    Non avere lo spogliatoio in mano.
    Giocatori che non segnano, giochi che le difese avversarie leggono prima ancora che inizino, disordine, linee di passaggio ineluttabilmente chiuse, palleggi palleggi palleggi.

    Inoltre, seguimi, i tanti cattivi tifosi che godono delle sconfitte, delle prestazioni scadenti di questo o di quello, perché così possono venire qui a sfogare le loro frustrazioni, manifestare con orgoglio la propria ignoranza, molestare gli altri commentatori, cioè quelli che invece la squadra la amano e la sanno soffrire, quei poveretti scrivono da anni che la campagna acquisti sarebbe stata sbagliata.

    Parere secondo me molto superficiale, vado a spiegare perché.
    Non è possibile che giocatori che si sono già provati da anni, non stelle, ma validissime pedine, a volte da quintetto, vengano poi a “morire” da noi, con regolarità fastidiosa.
    Thomas l’ultimo e più doloroso esempio.
    Voigtmann. (Non è mai stato un atletismo, ma siamo sicuri che a guardare come si muove, la ricetta Giustino Dainesi non gli abbia appesantito le gambe oltre misura? Com’è, per esempio, che tira sempre sul primo ferro, indice netto di mancanza di gambe? Com’è che ieri, unico tiro in sospensione che gli abbia visto provare in area a Milano, tira una sassata contro il tabellone, chiaro indice di mancanza di equilibrio sulle gambe? Vabbeh. Ho capito che Dainesi è un totem, ma sarebbe bello metterlo a sedere per un’oretta e fargli una bella intervista).

    Uno dice: scelte sbagliate, e se ne lava le mani.
    Io dico: possibile?
    E dubito fortemente.
    E scrivo – di nuovo – : è possibile invece che Messina non crei per loro?
    Per cui sotto la nuova idea celeste della “fluidità”, vengono a morire giocatori che sanno fare altro, che magari sono specialisti di altro.
    Ma se tu non li sai, non li vuoi, non li puoi leggere, hai davvero lo spogliatoio in mano?
    Stai chiedendo davvero quello che ti può dare?
    Com’è che ogni anno nelle squadre di testa emergono giovani e rinascono Calathes, mentre da noi si spengono validi giocatori?

    Altra cosa che non capisco, e chiudo: ma se hai fatto una squadra di attaccanti, perché ti ostini ossessivamente sulla difesa, e invece fai a malapena 60 punti a partita?
    È come il soffio biblico sulla creta: soffia idee e schemi d’attacco, piccoli dai e vai, situazioni da mini basket in quel corpo squadra, invece di quel continuato, prevedibile e noioso “tutti fuori”, e vedrai come quella creta che tu stesso hai creato, potrebbe animarsi. Ma gli devi dare i mezzi. Devi creare per loro potenzialità.
    Col lavoro puoi trasformare un semaforo difensivo in un piccolo ostacolo, ma non ne farai mai un cancello.
    Inventa l’aria, soffia l’aria nelle tue soluzioni d’attacco, e quella squadra di attaccanti che hai scelto, risponderà!

    Non c’è altra soluzione, dobbiamo giocare a chi segna di più, anche se non ti piace.
    Di partite ne perderemo altre di sicuro, ma almeno saremo sconfitti lottando, giocheremo per quello che siamo, e magari invece di partite ne vinceremo molte di più.
    Non dico di oggi, che sarebbe troppo facile, ma molte di più delle poche che perderemo.
    Con questi uomini, sì, con questi giocatori interpretati nel modo giusto.
    Che risponderanno, perché capiranno.
    Oggi non capiscono, è chiaro, e chi non capisce non compra.

    1. Mi trovi in accordo…cio’ che stupisce al punto da non essere pienamente spiegabile: stiamo parlando di qualcuno (Messina) che il basket e la gestione di “uomini di pallacanestro” la fa da oltre 40 anni, se non di più’. Ai massimi livelli peraltro, e con un palmares di vittorie e accolades che fanno invidia a molti colleghi. I buchi di connessione con il gruppo a questo punto sono evidenti, il fatto che giocatori di qualità’ (provata in passato) si sono improvvisamente spenti e sembrano depressi nel fare un lavoro che fino all’anno scorso li animava, l’assenza di schemi offensivi (assenza o cattiva esecuzione, mai lo sapremo non essendo in panchina, ma io al momento non vedo nulla di predisposto per esaltare le qualità’ individuali di quanto disponibile), la predilezione dell’ammazzarsi in difesa fino allo stremo delle forze con un gruppo che dovrebbe avere forti armi offensive ma non ha più’ le energie per dispiegarle….a l’astio palpabile rivolto a chi e’ in difficolta’ (se qualcuno ha osservato Alviti dalla lunetta, con il terrore negli occhi e bianco come un fantasma). Drammatizzo si per fare il punto, ma rimane incomprensibile come si sia creato un’apparente spaccatura in un momento in cui la difficolta’ dovrebbe unire….Ripeto, osservazioni spero fattuali e bilanciate dette con il rispetto di chi e’ destinato e entrare negli Albi storici del basket europeo, quindi con il massimo rispetto. Non capisco pero’.

  4. Non sono esperto come @Palmasco. Non so se Davis ha un carattere combattivo e se Baron non sopporta un coach che urla. So che il fatto che lo spogliatoio è disunito e che il coach non ha in mano la squadra è evidente a tutti, tranne che a Messina, evidentemente. Lascio agli altri le conclusioni in merito a questo aspetto.

    Che la nostra Europa dia andata a rotoli è altrettanto evidente. E del resto niente mi sembra possa modificare il trend depressione/sconfitte, e non si cambia nulla.
    Però…. La stagione è lunga e il tempo per arrivare preparati ai playoff di lba c’è, eccome. Bologna oggi ci batte? Probabile. Ci batterà fra sei mesi? Vedremo. Certo se si presenta una squadra sfilacciata, senza coesione e voglia, sicuramente non si vincerà nulla.

  5. Ora pur di difendere l’indifendibile si cerca di far passare per vero che i giocatori giocano contro Messina.
    Contro il coach che li ha voluti a Milano, come se non lo conoscessero visto che è conosciuto in tutto il mondo come uno dei migliori coach a livello europeo, dimenticandosi che sono comunque dei professionisti e una cosa del genere stroncherebbe la loro carriera se ciò corrispondesse alla realtà.
    Pazzesco!!!!

  6. @Palmasco sono al 100% d’accordo con quello che scrivi. Realtà cruda. Che sintetizzo con: Messina sta sul culo a 3/4 di squadra (salvo Baldasso, Hall, Mitrou e quello nuovo che non ha ancora fatto in tempo) ed è stato mollato anche da Hines (che guarda i palloni passargli davanti senza reazione).
    Messina non ha intelligenza emotiva e ora sta pagando il conto.
    Hai fatto una perfetta analisi da consulente però ora mettiti un attimo nei panni dell’amministratore delegato e sulla base della tua disamina decidi cosa fare.
    Ps
    Se si può evitare le solite stronzate frasi fatte del tipo lavorare in palestra sarebbe meglio.

  7. Concludo menzionando un twit di Clyburn sull’esclusione di Hilliard a Tel Aviv. Dice che un giocatore non si rincoglionisce da un anno all’altro ma è colpa dell’ambiente (= coach). Ha perfettamente ragione

    1. Anche un coach non si rincoglionisce da un anno all’altro, o un GM, o qualsiasi persona, è un discorso che vale per tutti.
      Si commettono errori, si fanno valutazioni, si fanno scelte, capita l’annata negativa tanto al giocatore quanto al coach altrimenti sarebbero sempre tutti al top tutti gli anni.
      Non è o bianco o nero, o fuoriclasse o incapace, o bravissimo o bollito, ci sono 7000 sfumature di grigio intermedie, ci sono variabili che entrano in gioco e ogni anno cambiano.

      1. Se non è colpa dei giocatori o del coach, mi spieghi perché siamo ultimi in classifica? Perché qui non si discutere se siamo 5 o 8 o 10 ma bensì ultimi che neanche il più pessimista avrebbe potuto immaginare.

      2. Io per quello che che faccio non sono abituato ad accettare l’underperformance grave. Ne sono abituato alle scuse (che tra l’altro è lo stesso atteggiamento di Messina che ti mette N.E. Senza se e senza ma). Questo però dopo aver messo nel circuito intelligenza emotiva che il nostro non ha. Come dice qui sotto GMP se non è colpa di nessuno perché siamo la peggior squadra di Eurolega con il 3 o 4 budget?
        Riguardo a Messina non sta avendo una stagione negativa, lui è sempre lo stesso è che non prendi Baron, Pangos Davies se devi trattarli come Alviti. Alviti si tratta in un modo Baron in un altro.
        Oppure prendi 10 Hall e fai quello che vuoi (per ora).

    2. Ma vorrei capire dove si sarebbe scritto che non è colpa dei giocatori o del coach.
      E’ evidente che se si stanno collezionando risultati negativi in serie significa che c’è qualcosa che non va, tra valutazioni errate da parte del coach, giocatori che stanno rendendo al di sotto delle aspettative, infortuni e via dicendo.
      Ma la “colpa”, se di colpa dobbiamo parlare, non può essere di uno solo, è un insieme di fattori che purtroppo non si stanno incastrando nel modo giusto. Uno sport di squadra è un insieme di x elementi che devono incastrarsi alla perfezione, soprattutto uno sport di squadra come il basket.
      Leggere di un coach che sarebbe bollito o rincoglionito o con basket superato dopo che un anno fa si era alle final4 e 6 mesi fa quasi, è evidente che trattasi di assurdità detta da parte di chi ha solo voglia di buttare in vacca qualsiasi discussione e, soprattutto, ha zero interesse a confrontarsi tranquillamente e in maniera costruttiva su quelli che sono i problemi attuali e le possibili soluzioni per cercare di raddrizzare l’annata.
      Ovvio che Messina abbia responsabilità, il roster l’ha allestito lui e lo sta allenando lui, chi avrebbe in primo luogo responsabilità di insuccesso se non lui?!? E Messina l’ha detto chiaro e tondo, “responsabilità mia”.
      Ma c’è lui, il suo staff, che sicuramente si stanno arrovellando per capire dove hanno sbagliato, come rimediare, come uscire da questo periodo, ma evidentemente qui si preferisce che chi ha costruito la squadra si arrenda immediatamente e abbandoni la nave che sta affondando delegando ad altri il compito di cercare di portarla in salvo. Bah…

      1. Che Messina è il primo responsabile lo sa lui stesso come noi tifosi.
        Lui non è solo il Coach ma anche il Presidente Operativo per la gestione sportiva.
        Tutte le scelte di mercato sono state approvate da lui in prima persona e se andiamo a vederle nel dettaglio sono tutti buoni giocatori ma nulla di più, che purtroppo per una serie di motivi non stanno rendendo secondo le aspettative sia del nostro coach sia da parte di noi tifosi.
        Non è arrivato nessun giocatore del livello di Hines o del Chacho, gente che sa come si vince in Eurolega, che sono dei leader sia in campo sia fuori.
        Pangos, Mitrou, Tonut, Baron, Thomas, Cabarrot, Voigtman e Davies sono tutti giocatori buoni ma nessuno del calibro di Hines e Rodriguez.
        Qualsiasi altro allenatore, oltretutto con il suo potere per via del suo doppio ruolo, al suo posto, sarebbe stato cacciato a pedate dopo questi risultati, perché dopo aver avuto a disposizione uno dei migliori budget, essere ultimi e aver quasi compromesso l’EL dopo sole 11 giornate neanche il più pessimista avrebbe pensato uno scenario del genere.

      2. Preciso che io non sono per il cambio del coach in corsa, perché qualsiasi altro coach si brucerebbe in una situazione simile con giocatori non scelti da lui.

  8. Scusate, solo una piccola precisazione, perché in alcuni commenti mi pare che il mio pensiero sia stato distorto.
    Non sto affatto “buttando merda, o tutta la colpa sui giocatori” – tant’è vero che tutto è stato scritto sotto il cappello, chiaro ed evidente, di: “non avere in mano lo spogliatoio”.

    Il resto, per chi vuole leggere, segue.

    1. Hai anche aggiunto: “la squadra non gioca per lui”.
      Facile omettere a tuo piacimento.

  9. Caro Palmasco il problema qui è avere la voglia di leggere e soprattutto di capire.
    Ma per chi scrive di solito due righe per lo più di insulti i tuoi “polpettoni” risultano indigesti.
    La tua narrazione è affascinante e potrebbe essere anche condivisibile, ma credo che ci manchino molti elementi non vivendo insieme alla squadra per capire se quello che scrivi e’ “vero” o verosimile,

    Prendiamo Baron. Anche a me sembra irritato, correre sui blocchi e ricevere solo due palloni giocabili non lo entusiasma.
    Ma il fatto che discuta con Messina, sostenendo le sue posizioni, può far parte del suo modo di essere , non per questo negativo. Come vedi quelli che sostieni non so se è vero o verosimile

    Comunque grazie per i tuoi sforzi di cercare di capire……….poi c’è il Gran Premio Montagna che come un ossessione ogni commento è su Messina. Cosa vuoi fare, ognuno ha i suoi fantasmi

  10. Proviamo ad eliminare la parola colpa e vediamo cosa manca a questa squadra per arrivare almeno ai PO: 1) il recupero di due titolari + Datome. Qui bisogna aspettare mesi e non sappiamo come rientreranno, per cui o si va sul mercato o si incrociano le dita. Ma il mercato offre un Pangos e uno Shields?
    2) Spirito di squadra, voglia di soffrire insieme per vincere: in realtà si e perso per strada perché vittorie tipo Belgrado non vengono dal nulla. Questo te lo da una leadership positiva che il coach non sa dare e nemmeno basta qualche senatore tipo Melli o Hines evidentemente. Chi può essere questo leader? Pozzecco? Forse. Campazzo? Dubito che accetti di venire alla squadra ultima in classifica 3) variabili tattiche per ovviare alla serata storta dei tiratori. Tasto dolente non da oggi, Messina punta molto su difesa e recuperi, per due anni ha funzionato ora non basta più. Qui deve essere il coach a tirare fuori un’idea oppure lo spogliatoio lo molla e addio per sempre. 5) testa libera di giocare con piacere e non come una condanna. Qui devono lavorarci tutti, società coach (e qui torniamo alla vecchia discussione dei due ruoli in una persona) e giocatori. Mi sembra il punto più difficile perché si è creato un circolo vizioso di polemiche e ripicche.
    Io credo ancora all’ottavo posto ma ci vuole una scossa forte, non si può navigare così a vista.

  11. Certo che pretendere di capire i risvolti psicologici di una squadra e i veri motivi del perché non funzionano le cose non vivendo tutti i giorni, come fanno i giocatori e gli addetti ai lavori, all’interno dell’ambiente che si vuole giudicare, non è assolutamente facile e non è privo di una mancanza completa di tutte le informazioni che sono necessarie per formulare un giudizio obiettivo e realistico.
    E allora lungi da me queste considerazioni.
    Io posso, non dimenticando che sono un tifoso Olimpia e che quindi questo mi condiziona nei miei giudizi, cercare di fare qualche considerazione pratica.
    Che fare a questo punto?
    Cambiare allenatore? No, non risolveremmo i problemi che abbiamo.
    Cambiare alcuni giocatori? No, non è così facile cambiare giocatori e inserirli a questo punto della stagione, senza trascurare il fatto di dovere e potere trovare giocatori all’altezza di quanto ci serve.
    E allora?
    Ho sempre detto che quest’anno i problemi nascono in regia (c’è una bella differenza tra quella di quest’anno e quella dell’anno scorso anche se non possiamo dimenticare che i due giocatori dell’anno scorso non hanno voluto rinnovare e tra l’altro non dimentichiamo che tenere il solo Chacho, data l’età, non sarebbe stato sufficiente per le nostre necessità).
    C’è Campazzo sul mercato? Facciamo uno sforzo, e poi lasciamo in pace Allenatore e giocatori, senza fare critiche a volte abbastanza immotivate. Allenatore e giocatori hanno tutti un passato più che dignitoso, alcuni molto glorioso e allora sosteniamoli e lasciamoli in pace.
    Speriamo di risolvere il problema play e poi: Forza Olimpia!

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