Simone Fontecchio: A Milano il campo mi sembrava lontanissimo

Simone Fontecchio parla del suo “sbarco” in NBA alla Gazzetta dello Sport. Ecco tre sue dichiarazioni su Utah, contratto e Milano

Simone Fontecchio parla del suo “sbarco” in NBA alla Gazzetta dello Sport. Ecco tre sue dichiarazioni.

SUI JAZZ

«Affascinante, difficile da spiegare a parole. Qualcosa di lontano dalla percezione, quasi scioccante».

SULLA TRATTATIVA

«L’opzione per uscire dal contratto con Vitoria scadeva il 15 luglio, l’offerta finale dei Jazz è arrivata il 15 mattina. Ero eccitatissimo. Non avevo perso le speranze, anzi ero contento di restare a Vitoria, un posto perfetto per crescere. Mi sono detto: “Sarà per l’anno prossimo”. Una bella sorpresa che mi ha scombussolato».

SU MILANO

«Rivincita no, ma è bello riconquistarsi quello che avevo dato per perso. In Eurolega con Milano il campo era lì ma mi sembrava lontanissimo. Ora questo percorso mi sta dando tante soddisfazioni».

8 thoughts on “Simone Fontecchio: A Milano il campo mi sembrava lontanissimo

  1. Per quello che aveva fatto vedere a Milano pure in LBA il campo era per lui lontanissimo…
    Comunque onore al merito,il giocatore si e’ rimesso totalmente in discussione ( a differenza per esempio di Kaleb) senza adagiarsi in una confort zone.
    Il duro lavoro lo ha premiato ,merita tutti i complimenti del caso ed e’ un esempio positivo da seguire.
    Bravo.

  2. Era molto giovane quando era con noi. Tecnicamente è fisicamente il potenziale era evidente (Kaleb solo fisicamente). Stesso percorso di Melli d’altronde. E probabile stessa fine …un paio di annetti in NBA poi contratto top con una big di EL (spero noi)

  3. Mah… io gli auguro le migliori cose ovviamente, però non mi pare abbia la velocità necessaria a un’ala piccola da NBA, e temo fortemente che il campo lì sarà ancora più lontano di quello milanese.
    E la sua media nel tiro da 2 è sotto il 50%…
    Poi sarà bravissimo a smentirmi, e io sarò molto contento per lui e per la nazionale (se ce lo lasciassero giocare).

    1. Ha dalla sua che ha sempre smentito tutti, come se avesse sempre spazio per crescere, quindi potrebbe stupire ancora. Un grande in bocca al lupo anche da parte mia.

  4. Si potrebbe pensare: “una chance NBA non la si nega a nessuno”, ma sarebbe ingeneroso nei confronti di Fontecchio, che è un giocatore ormai giunto alla maturità e che ha saputo, nel tempo, tolta la trista parentesi meneghina, migliorarsi come in pochi altri casi ho visto, quindi un sentito “in bocca al lupo” a lui

    1. Non so però chi potrebbe mai pensare che una chance NBA non la si nega a nessuno, considerando che gli italiani che hanno avuto una chance sono stati pochissimi.

      1. Ragionamento che non fa una piega:Esposito,Rusconi,Bargnani,Belinelli,Datome,Gallinari,Melli,Mannion,Arcidiacono ed ora Fontecchio.
        Lascio da parte i vari D’Antoni,Diener,Acker per naturalizzazioni successive al periodo NBA .
        Non credo ce ne siano altri.

      2. La mia non era una considerazione scolpita nella pietra, ma una forzatura concettuale volta a sottolineare i meriti di Simone Fontecchio

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