RealOlimpiaMilano Top 10 | I dieci giocatori più rappresentativi dell’era Armani

I dieci giocatori più rappresentativi dell’era Armani. Gli ultimi, quasi, 15 anni che passano per personaggi che hanno fatto la storia di Olimpia Milano

I dieci giocatori più rappresentativi dell’era Armani. Gli ultimi, quasi, 15 anni che passano per personaggi che hanno fatto la storia di Olimpia Milano.

Sia chiaro, non un discorso di talento, ma di valore verso la piazza, e dalla piazza verso l’Europa, o di elementi in grado di diventare iconici con una giocata. Decisiva. Buona lettura.

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27 thoughts on “RealOlimpiaMilano Top 10 | I dieci giocatori più rappresentativi dell’era Armani

  1. Io alzerei Hines e Melli rispetto a jerrells e a Gentile .. quel maledetto infortunio con il Maccabi ne ha cambiato rendimento e crescita.

  2. Vergogna! Cosa ci fa Gentile al 2?? Se facciamo la classifica degli italiani: 1)Melli 2)Cinciarini 3)Gentile

    E Jarrels? Giocatore ipervalutato per quel tiro, ma nella reatà modesto e non meritevole della top-ten

    Goudelock, grandissimo talento, più alto di Langford, sul quale pesa come un macigno quel libero che non poteva sbagliare

    Quindi la classifica je tutta sbagliata, je tutta da rifare, che ci fa Gallinari in una posizione cosi alta per 4 mesi di carità che ci ha fatto?

    Ai primi posti, scegliete voi come, vanno Hines, Chacho,Melli, Micov, subito dietro il Cincia, poi non importa

    1. Sempre divertenti queste classifiche, però…..
      c’è un’Olimpia prima di Rodriguez e Hines e c’è n’è una con e, speriamo, dopo di loro!!!!!

  3. Questi giochini ovviamente sono fatti per litigare.
    Io ci avrei messo dentro Simon, meraviglioso giocatore, e se mi dici che devono essere rappresentativi, ti dico che è il vincitore delle ultime due EuroLega…
    Langford l’avrei messo molto più in alto, tra i primi, perché lo scudetto 14 e i po di EL secondo me portano soprattutto la sua firma.

    E… se mi metti dentro Gentile, che diciamo la verità: è stato molto più “quello che avrebbe potuto essere ma non è stato”, più di quanto sia stato realmente rappresentativo – perché allora se vale “quello che avrebbero potuto essere” senza guardare poi al rendimento effettivo, mi devi mettere dentro anche Tarczewski!
    😇

  4. Non parlo di Gallinari ,non mi interessa.
    Io la vedo così:
    STRANIERI:Kyle,Sergio,Shavon,Keith,Vlado,Arturas ( prima delle infortunio) aggiungo Mito per quello che avrebbe potuto essere (se avesse avuto almeno un etto di cervello)…
    ITALIANI:Nicolò,Ale ( idem come Mito),Daniel.

  5. Batista uno scudetto lo ha vinto e l’anno dopo con la reyer, un ottimo centro.

  6. Io toglierei Gallinari. Un giocatore rappresentativo deve avere vinto qualcosa. Felice che Danilo sia stato in Olimpia ma non ha vinto nulla, aspettava solo di andare in NBA, al suo posto perché non mettere Kruno Simon o Shavon Shields?

  7. Leggo che alcuni citano Simon, che ricordo nella serie con Efes, emarginato da coach Ataman prima che si infortunasse, perchè dannoso (palle perse in sequenza) per la sua squadra; dannoso come anche da noi fu, per quello che è sempre stato il suo vizio capitale: il passaggio in salto, foriero, anche in maglia Olimpia, di tante palle perse

    Sacrosanta la sua non menzione in classifica di ROM

  8. Mi spiace non poter condividere. Ma non si può inserire nei 10 Gentile e lasciar uori Gigi Datome!

  9. Chi sta in questa classifica deve almeno aver vinto uno scudetto. Fuori Gallinari e dentro Datome, ricordando che il “primo scudetto” fu anche merito di Hackett.

    1. Pertanto, nel caso in cui quest’anno non avessimo vinto lo scudetto, seguendo la tua logica, Sir Hines e il Chacho non potevano far parte di questa classifica.
      Per cui la vittoria dello scudetto non è la condizione essenziale per poter dar parte della Top 10

      1. È interessante che dopo aver per un anno affermato che senza scudetto Messina era un fallito, ora lo scudetto non conta niente. Lo scudetto lo vincono anche i giocatori e se avessimo perso quest’anno sarebbero usciti i contestatori ed i provocatori e non si sarebbe salvato ne in Chacho ne Hines.
        Non fare il furbo sei saltato sul carro dei vincitori ma eri pronto a contestare tutto e tutti se non si fosse vinto.
        Ora mi vieni a dire che vincere non conta.
        La coerenza diciamo non è il tuo forte , il tuo forte è il cambio di casacca.

      2. Il tuo difetto, come un certo gruppo che c’è qui, è quello di scambiare un utente per un altro, solo perché non condivide il tuo stesso pensiero, è un giochetto che non mi appassiona e non mi apoartiene. Come ho risposto già ad un altro blogger, sinceramente non mi interessa nulla, perché io ti ho risposto sulle considerazioni da te espresse, non sulla persona. Io non ho mai scritto da nessuna parte che senza lo scudetto Messina è un fallito, tantomeno sono saltato sul carro dei vincitori.
        Rispedisco al mittente l’accusa di essere incoerente, e aggiungo che da parte tua si denota un atteggiamento provocatorio che io non raccolgo.

      3. @Iellini Gentile amico (bello il suo nick: il grande Giulio…), io penso che spesso su questo sito ci siano dei fraintendimenti che derivano, per così dire, da incomprensioni lessicali (cioè del lessico, del linguaggio). Lei (non solo lei, a dire il vero…) confonde la frase: “è un fallito”, con la frase “ha fallito”. Le faccio rispettosamente notare che tra le due locuzioni c’è una grande differenza (che spero lei riesca a cogliere…): se Messina non avesse vinto lo scudetto quest’anno, al terzo anno di Olimpia, avrebbe fallito l’obiettivo. Non per questo qualcuno sano di mente avrebbe potuto ritenere ritenere Messina “un fallito”: questo infatti, con i trascorsi che ha Messina (che è uno degli allenatori più vincenti della pallacanestro italiana), sarebbe stato tra l’altro assolutamente ingiustificato ed anche un po’ stupido, direi. Se Jacobs non arriverà in finale nei 100 m ai prossimi mondiali si può ben dire che, essendo il campione olimpico in carica, “avrà fallito”. Ma c’è qualcuno che potrebbe forse dire che, proprio in virtù dei due titoli olimpici vinti l’anno scorso, Jacobs sia “un fallito”?
        Cordialità.

      4. Un applauso per aver aver colto la differenza tra le sue locuzioni: un conto è scrivere “Messina è un fallito” (frase peraltro mai pronunciata dal sottoscritto), perché non corrisponderebbe alla realtà dei fatti, poiche non si vincono ben 4 EL per caso; un altro è scrivere ” Messina ha fallito” perché nel caso non avesse vinto lo scudetto quest’anno avrebbe fallito l’obiettivo da lui stesso dichiarato a inizio stagione. Bravissimo Pino per aver colto questo rilievo che fa tutta la differenza del mondo.

      5. Rispondo solo per commentare del discorso “ha fallito”, non per la diatriba fra i due utenti sopra.

        Siamo però un po’ figli del linguaggio che usiamo, eh. Io non credo ci sia un padre di famiglia fra quelli che “Messina ha fallito” che se la loro figlia venisse rimandata o bocciata direbbero ai loro amici “Eeeeh, mia figlia ha proprio fallito”. Questo vale anche per i giornalisti eh. “Squadra X UMILIATA”, “Allenatore Y CACCIATO”, ecc. Si possono dire le stesse cosa anche con un linguaggio che mostra più empatia e più compresione della complessità del lavoro.

      6. Caro Pino non ci sono fraintendimenti. Su questo blog appena si perdeva qualche partita Messina veniva denigrato come portatore di borracce, Datome come uno a fine carriera e via dicendo ( vada a rileggere). Ora la vittoria lava tutti gli insulti che ho letto quest’anno e pure l’anno scorso.
        Quindi mettiamo le cose a posto, molti di quelli che insultavano senza capire nulla di basket si sono al momento zittiti e/o fanno gli gnorri.
        Tutti i materassi e cronometristi che hanno rotto i coglioni per tutto l’anno sono spariti (mi scuso del linguaggio politicamente scorretto, ma è più chiaro).
        Quindi il suo sofismo è fuori luogo: se L’Olimpia avesse perso sarei stato curioso di leggere i commenti sulla persona Messina.
        La verità è che non ho letto uno straccio di autocritica .
        Un piccolo sassolino che era giusto condividere con tutti

      7. Io ritengo che occorrerebbe un po’ di misura, sia da parte di chi denigra a prescindere l’operato di Messina, che è un grande allenatore, sia da parte di chi lo idolatra ritenendo che tutto ciò che fa sia per forza la cosa migliore che essere umano possa fare.
        Messina è un grande allenatore, ma non è né il Messia né il mio Pastore, né il miglior acquisto del basket italiano degli ultimi dieci anni. Anzi, le dirò che se non avesse vinto lo scudetto avrebbe sicuramente fallito gli obiettivi che si era dato in questo suo primo triennio. E non lo dico io, o Gamba o Cappellari, che sono molto ma molto più autorevoli di me, lo ha detto lui stesso, quando, in fase di rinnovo biennale offertogli generosamente da Re Giorgio, ben prima della vittoria del campionato, ha affermato di essere “in debito con Armani”, ovvero, se la lingua italiana non è un’opinione, di non avere ottenuto, fino a quel momento, gli obiettivi prefissi (“essere in debito con qualcuno”, e non me lo chiami, caro amico, sofisma…).
        E se anche avesse fallito (come ad esempio l’anno scorso), si sarebbe dovuto crocifiggerlo sulla pubblica piazza? Assolutamente no. Tutti noi (compreso me…) abbiamo fallito qualche obiettivo nella nostra vita, e allora? Da persone intelligenti e di esperienza ci si rimbocca le maniche facendo tesoro degli errori e si riparte.
        E così ha fatto Messina che ha probabilmente messo in discussione qualche pilastro della sua filosofia, ha avuto la capacità e la lungimiranza di chiamare al suo fianco il suo opposto (Gian Marco Pozzecco), ha integrato il roster con qualche giocatore di valore e quest’anno ha vinto, consentitemi di dirlo, alla grande, contro una grande squadra (che invece il suo di obiettivo lo ha parzialmente fallito).
        Questo fa di lui un Dio? Direi proprio di no, ma siccome è alla fine che si giudica un lavoro, bisogna riconoscere, col senno di poi, come è giusto che sia, che la sua filosofia di gioco e di gestione della squadra si è rivelata vincente (e quindi intelligente). E adesso aspettiamo, sperando che l’anno prossimo il cammino subisca un’ulteriore evoluzione (e l’ovvia scaramanzia mi suggerisce di fermarmi qui…).
        Cordialità.

      8. D’accordo su tutto quello che ha detto: ne Messia, ne portaborracce.
        Quindi non aggiungo altro alla sua riflessione.
        Il punto era una altro: la considerazione che dopo un anno di insulti, giudizi tecnici idioti, non ho letto una riga di autocritica e finiamola qua.

      9. Pino l’anno scorso Messina avrebbe fallito?
        Avendo giocato la F4?

        Ok, sei un provocatore, fulminato dal caldo, e non hai idea di cosa scrivi. E non capisci niente, scusa se te lo dico, ma qualcuno deve dirtelo!

        E nonti serve nemmeno mettere quelle frasi viscide, finte umili, luoghi comuni di basso livello, banalità come “io ritengo, che occorrerebbe un po’ di misura” – banalità, luoghi comuni, provocazioni di livello elementare, dettate sicuramente dal caldo e dalla scarsa conoscenza.

        La F4 in nessun modo e per nessuno motivo può essere considerata un fallimento: al contrario è un successo incredibile.

        Ma che te lo dico a fare, a te che scrivi banalità precedute da un ridicolo “io ritengo”.
        Fatti una doccia, e soprattutto non ritenere, che ti fa male. ciao Pino

      10. Urca @Palmasco, a proposito di caldo devo dire che il suo commento denota un preoccupante nervosismo. Come mai? Eppure non mi sembrava di essere stato né provocatorio né maleducato. Ognuno su questo sito sarà in grado, credo, di giudicare il suo commento ai miei interventi e quindi mi fermo qui, non ritenendo necessario proseguire. Le faccio semplicemente notare che lei confonde quelli che chiama “luoghi comuni” (ma sa cosa significa, in italiano dico, “luogo comune”?) con i toni pacati ed educati di chi non ritiene che per esprimere i suoi pareri e le sue opinioni (legittime fino a prova contraria…) sia necessario provocare ed offendere. Quasi sempre una sana ironia, a saperla usare, è preferibile alla grossolanità ed alla maleducazione.
        Cordialità.

    2. Il criterio non può e non deve essere la vittoria ✌ ma la qualità dell’uomo perciò sono d’accordo sull’inclusione di Datome per i valori espressi e visto che la testa in questo sport conta dai 10 toglierei Gallinari e Gentile .

  10. Sono un fan di Simon ma in effetti è stato qui poco e l’ultima stagione giocò troppo poco per diventare un simbolo.

  11. Per me la classifica della Top 10 dell’era Armani, che esula dall’aver vinto o no lo scudetto, tenendo conto non solo l’aspetto tecnico ma anche quello emotivo, è la seguente:

    1) Rodriguez
    2) Gallinari
    3) Gentile
    4) Hackett
    5) Micov
    6) Langford
    7) Melli
    8) Cinciarini
    9) Hines
    10) Goudelock

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