Olimpia campione d’Italia 2022: festa scudetto domenica al Forum

Fabio Cavagnera 14

Lo scudetto numero 29 sarà celebrato nel piazzale del Mediolanum Forum nella giornata di domani

Dopo la coppa e l’invasione di campo, è tempo di celebrare lo scudetto numero 29 dell’Olimpia Milano. L’appuntamento per tutti i tifosi biancorossi è per domenica pomeriggio (ore 18) all’esterno del Mediolanum Forum.

Ovviamente sarà presente tutta la squadra, lo staff e la coppa dei campioni d’Italia. Per chiudere questa trionfale annata 2021/22, in cui i biancorossi hanno conquistato scudetto, Coppa Italia e playoff di Eurolega. Con il triplo tutto esaurito delle finali contro la Virtus.

14 thoughts on “Olimpia campione d’Italia 2022: festa scudetto domenica al Forum

  1. Nella grande festa del momento, vorrei sottolineare che abbiamo vinto una serie molto difficile, da non favoriti, forse per la prima volta da anni, contro una squadra molto forte.

    Certamente la nostra vittoria vale ancora di più dato il valore dell’avversario, ma altrettanto certamente l’evidente disfatta della Virtus, disfatta che va oltre ogni scala di valori realistica, parla anche della nostra disfatta dell’anno scorso.
    Quest’anno Bologna è arrivata alla finale sazia, per aver conquistato il traguardo più importante: l’Eurolega. Sazia.
    Come noi l’anno scorso arrivammo sazi, per aver raggiunto un traguardo immenso, per l’epoca: le F4.

    Non ho mai sottovalutato l’importanza dell’ appagamento per i risultati raggiunti l’anno scorso, come non sottovaluto l’importanza dell’’appagamento che ha fatto rendere Bologna ben sotto le aspettative in questa finale.
    Spero che su questo saremo tutti d’accordo.

    Noi non avevamo “l’obbligo di vincere”, come hanno scritto in molti anche autorevoli, ma certo, se avessimo perso non sarebbe stata una gran stagione.
    Si è visto negli occhi infuocati dei nostri giocatori in campo, nella voglia superiore che avevano, nell’energia dominante che hanno avuto.

    Oggi è facile dirlo, ma Bologna non solo era svantaggiata per un’evidente differenza di motivazioni – il fattore sazietà – ma era svantaggiata anche per una dirigenza e una proprietà che purtroppo non si sono mostrate all’altezza dell’occasione.
    Purtroppo dico per il basket italiano in generale, e per quel tanto in più che può dare alla squadra una dirigenza di alto livello – basta confrontare la gestione Messina con quelle che l’hanno preceduta a Milano.
    E nessuno dei suoi predecessori recenti ha dovuto confrontarsi con la forza e la disponibilità di questa Bologna. Nessuno era partito non favorito nella finale scudetto, l’abbiamo poi vinta o persa.

    Le lacrime di Datome, la consolazione di Hines a Jaiteh, l’eleganza e la noncuranza di Armani che fende una folla certamente amica, ma comunque potenzialmente pericolosa per un fragile ottuagenario, pur di alzare il trofeo insieme ai suoi, sono un’emozione forte e duratura che si aggiunge a quella provata in campo, a quella provata a ogni sussulto del forum intero per un vantaggio che di colpo è apparso netto e rassicurante.
    Che serata!

    Da quello che leggo in giro si prepara una Milano futura ancora più forte, più importante, più ambiziosa: una Milano che dovesse rifare le F4 come mi auguro e credo possibile – con un po’ più di fortuna di quest’anno – se dovesse rifare le F4 arriverà comunque non sazia alla prossima finale di scudetto, per vincerla, con la voglia di quest’anno, probabilmente ancora contro Bologna.

    E la sua (di Bologna) miserabile dirigenza e proprietà, scusate se chiudo così rancoroso, che ha cercato di trasformare la meraviglia del gioco del basket giocato, in una conversazione di arbitri e privilegi. Per fortuna senza riuscirci, perché insieme a una signora proprietà come la nostra, la dirigenza creata da Messina è il frutto di veri uomini di sport.
    Gli altri meritano niente.

    1. Buongiorno Palmasco, concordo su tante cose.
      Bologna è arrivata “sazia” (ci intendiamo sul significato del termine in questo contesto) come noi l’anno scorso, ma come noi l’anno scorso è arrivata anche materialmente sulle gambe, e non è un caso.
      Nel basket europeo odierno, per stare su alti livelli devi monitorare tante variabili ed essere pronto ad affrontare difficoltà impreviste e anche dure: di questo si parla quando si dice avere dei “valori”. Questo l’ho chiamato lo scudetto della consapevolezza e della maturità perché dimostra che la società, e non solo strettamente la squadra, ha raggiunto uno step importante: siamo un top team non solo di livello, ma di mentalità “europea”, che riesce a competere ai massimi livelli, con performance di eccellenza, nella doppia dimensione nazionale ed internazionale. Tra l’altro con stile ed eleganza, che non guasta mai.
      Anche io sono particolarmente amareggiato, e non da quest’ultima serie, dall’atteggiamento della società Virtus (la squadra non saprei, non sono così convinto che Scariolo ad esempio si sia sentito tutelato e facilitato nel lavoro dal troiaio messo in piedi da Zanetti e Baraldi). Il mio commento nei loro confronti, alla fine delle partite della serie, era “benvenuti in Eurolega”, perché si sono dovuti confrontare con un livello di durezza fisica e mentale per loro inusuale. E questo livello lo devi affrontare appunto con “valori”, lavorando sodo qualunque siano le condizioni, gestendo a testa alta tutti i possibili imprevisti, senza stare tanto a far polemiche e risse per buttare sull’esterno responsabilità ed eventuali inadeguatezze di cui invece è da “adulti” farsi carico.
      Che dire, auguro loro di fare questo step di crescita, non mi pare ancora che stiano costruendo i presupposti, ma faccio loro i migliori auguri perché sono una grande squadra, con grandi giocatori ed una grande storia, hanno grandi mezzi e poi a me Bologna come città piace molto a prescindere dal basket.
      Ma avranno tempo per spiegarsi tra di loro, li lasciamo tranquilli che noi abbiamo da festeggiare.

      1. D’accordo su tutto.
        Ma del resto Messina l’ha spiegato ieri in una frase: chi vince festeggia e chi perde la spiega.

        Lasciamo la seconda a loro e speriamo, per il bene del basket italiano, che ci mettano poco a capirlo. Hanno le potenzialità per farlo, non hanno ancora le persone chiave.

        Noi siamo dove Armani e Messina voleva che fossimo: nell’elite del basket europeo con una combinazione di valori tecnici e umani e societari unica. Se guardo fuori solo il Real è ai nostri livelli, forse.

        Per una volta orgogliosi della italianità, non a caso e come sempre ai vertici quando costruita su uomini eccezionali che hanno avuto un respiro globale.
        Non ne abbiamo due, non uno…

    2. Io non ritenevo la Virtus favorita per lo scudetto. Era lei che si autocelebrava, ma in fondo cos’ha vinto? l’Eurocup, contro squadre europee toste ma meno forti delle squadre d’Eurolega contro cui l’Olimpia ha vinto tante trasferte l’inverno scorso, arrivando terza in regular season EL laddove la Virtus traccheggiava a metà classifica nel girone eliminatorio. La Virtus ha vinto la regular season LBA solo perché non doveva far fronte al doppio impegno settimanale di Eurolega, mentre l’Olimpia tra le big d’Europa si è comportata bene, perdendo meno di altre nei rispettivi campionati.

      Certo poi il mercato di guerra portato in Virtus i 2/5 del CSKA Mosca, senza i quali forse non avrebbero nemmeno vinto l’Eurocup e di certo l’acquisto di Hackett e Shengelia non può certo dirsi frutto della programmazione del lungimirante manager Luca Baraldi, dato che la guerra è stato elemento improvviso e inatteso.

      Ecco, diciamo che una Virtus superiore all’Olimpia solo nelle miopi autocelebrazioni di Baraldi, grazie al mercato di guerra ha pareggiato la forza dell’Olimpia. Senza i due CSKA in finale LBA sarebbe stato probabilmente un 4-0 Olimpia senza storia, basta guardare alla strepitosa serie disputata da Shengelia.

      Ora passiamo al discorso della freschezza mentale e atletica. Se dal punto di vista psicologico è giusto dire che la Virtus era scarica mentalmente avendo conseguito il primario obiettivo stagionale (licenza l’Eurolega) esattamente come l’Olimpia nella stagione precedente (FF di Eurolega), dal punto di vista di forma atletica imho non si possono fare paragoni. Perché mentre l’anno scorso le FF di Eurolega sono capitate la settimana prima della serie di finale playoff, l’Eurocup è finita prima dell’inizio del primo turno dei playoff, dunque un mese prima della finale scudetto.

      Oltre a ciò va detto che mentre l’anno scorso l’Olimpia aveva 90 partite sulle gambe contro 70, quest’anno lo stesso, l’Olimpia, con una regular season di Eurolega più lunga e contro avversari più tosti è arrivata alla finale scudetto con una decina di partite nelle gambe in più rispetto alla Virtus.

      Questo per dire che l’organizzazione facente capo a Messina è riuscita a mantenere un’ottima energia nel finale di stagione, nonostante tutti gli ostacoli incontrati lungo il percorso, tra infortuni e casi di doping senza contare il covid che ha colpito a natale tutta la squadra e a marzo diversi giocatori.

    3. Non mi sembrano le sconfitte delle finaliste de l’anno scorso e di quest’anno, pienamente sovrapponibili in termini di causa; L’anno scorso, fattore fondamentale fu la sorpresa di dover affrontare inaspettatamente una difesa super intensa che ha tolto letteralmente il fiato all’asse di produzione del gioco Rodriguez-Shields e la nostra resistenza è stata nulla, sia nella serie che nella singola partita; noi, a quell’appuntamento siamo arrivati scarichi di testa e privi di energia nel fisico

      Quest’anno, tutto sommato,partendo coi favori del pronostico, la Virtus se l’è giocata, a parte ieri, sia nella singola partita, che nella serie, solo che, Olimpia Milano si è semplicemente dimostrata più forte

      1. La Virtus dell’anno scorso era semplicemente più forte, più umile e meglio allenata. Era una squadra e ci ha sconfitto meritatamente.

        Quella di quest’anno, almeno in questo momento, è Shenghelia e poco più’.
        Ricordiamoci come hanno giocato la coppa Italia. Ricordiamoci le tensioni tra giocatori e il loro nervosismo.
        Ricordiamoci l’incapacità di un gioco corale.

        Mi dispiace ma non c’è proprio paragone tra l’anno scorso e quest’anno. Era forse difficile capirlo a priori e giustamente eravamo preoccupati, ma a freddo lo possiamo dire: siamo nettamente una Squadra più forte, con la S molto maiuscola.

    4. Ottima disamina. Attenzione a un aspetto importante: vincere ovviamente è stato fantastico ma se l’Olimpia avesse perso sulla sirena di gara-7 non sarebbe cambiato nulla per quello che riguarda il peso della società a livello internazionale oggi. Attirare talenti è più facile oggi di quanto lo sia mai stato in era Armani e questo è l’aspetto più importante, perché gente come Datome, Rodriguez e Hines non sono eterni né garantiti (anzi il Chacho sembra tutto fuorché garantito che rimanga). Lo scudetto però sgonfia la pressione e permette di costruire una squadra importante con più agio.

  2. Miserabile dirigenza e proprietà. Sei stato fin troppo indulgente. Sottoscrivo.

  3. Scariolo dice che sono arrivati stanchi ! L’anno prox allora non si presentano??

  4. Aver avuto la possibilità, durante la partita, di tributare la meritata STANDING OVATION, ai giocatori, è stato bellissimo.

  5. A me è rimasta impressa un’immagine di gara 6. Solita efficace entrata a canestro di Shields con Hackett che frappone il suo corpo senza fallo. Entrambi rovinano a terra. Mentre l’azione riparte, Shavon è il più lesto a rialzarsi, Daniel gli porge la mano, Shavon l’afferra, l’aiuta a rialzarsi ed entrambi si fiondano verso la zona focale del gioco, ormai dall’altra parte del campo. Quelle due mani protese l’una verso l’altra mi hanno ricordato, oltre che un celebre capolavoro di Michelangelo, l’essenza dello sport: due avversari che in campo combattono fieramente ma nel contempo si rispettano e, se in caso, si aiutano l’un l’altro.

    Questa doveva essere e spero sarà in futuro la sfida tra Milano e Bologna, Olimpia e Virtus, Scariolo (o chi per lui) e Messina. Una sfida di lealtà sportiva, di valori autentici e di rispetto dell’avversario, senza polemiche, solo gioco acerrimo e a tratti anche muscolare e violento ma sempre nel rispetto degli avversari….e degli arbitri.

    Purtroppo questa serie è stata affossata dalla dirigenza Virtus. Patron Zanetti, grande imprenditore ma discutibile figura sportiva prima nel calcio ed ora nel basket, dovrebbe liberarsi di chi l’ha sobillato, il losco figuro Andrea Baraldi, che con le sue parole polemiche senza senso solo nuoce alla causa Virtus e a tutto il movimento.

    Il risultato è chiaro. La squadra nera innervosita e piena di pressione ha perso, non la partita, ma la faccia dinnanzi all’intero palcoscenico nazionale del basket, dinnanzi alla Lega A, dinnanzi alla Federazione.

    La prova sta nella Rosea di oggi. Nelle 4 pagine riservate alla sfida scudetto, solo una dozzina di righe in fondo all’articolo sulla cronaca dell’incontro sono state dedicate al parere del coach Scariolo e alle sue scuse per la sconfitta.

    Un’altra prova di come la Virtus non valga nulla? A fine partita Scariolo ha abbozzato la stretta di mano con Messina (parlo di Ettore Messina non di un parvenue) senza una parola di congratulazioni. Sono scappati via come ladri che sanno di aver perso molto più di una serie scudetto, grazie ai loro dirigenti.

    E nonostante tutto quel grand’uomo (prima ancora che giocatore mitico) di Kyle Hines, dimenticandosi dei festegggiamenti per qualche minuto, ha abbracciato e confortato a lungo il talentuoso centro della Virtus Jaiteh, seduto abbacchiato e in lacrime, a testimoniare quali sono i valori di Kyle e della famiglia Olimpia tutta.

  6. Sono stati mesi lunghi, difficili e di sofferenza, ma alla fine la cosa più importante era tornare a festeggiare.

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