Vatutin ricorda: «Quando Messina mi disse “o io, o lui”». Ecco la storia

Alessandro Maggi 5

Nel corso di una intervista il presidente del Cska Mosca Andrey Vatutin ha parlato anche di Mike James, di Olimpia Milano e di Ettore Messina

Nel corso della sua intervista con matchtv.ru, il presidente del Cska Mosca Andrey Vatutin ha parlato anche di Mike James, di Olimpia Milano e di Ettore Messina.

«Chiaro che la conferma di Itoudis nel club chiude ogni porta a Mike James. Multe? Dopo una vicenda nello spogliatoio avremmo potuto multare Mike James, addirittura rescindere il contratto. Ma vi era la speranza di risolvere la situazione. Poi due eventi tristi per lui, a livello famigliare, ci hanno fatto desistere. Viene poi da chiedersi quanto una multa da 50.000 dollari possa essere pesante per un giocatore che percepisce 2 milioni di dollari a stagione. Infine, in EuroLeague esiste un patto sindacale che non rende propizie certe decisioni».

E qui entra in gioco Ettore Messina, e una storia del passato: «Aleksey Savrasenko, se vi ricordate, ebbe qualche problema. Ettore venne da me e mi disse “o io, o lui”. Inutile fare differenze di approccio tra Itoudis e Messina, si parla di adattamento tra due stili. E devo dire che Savrasenko mostrò grande comprensione».

Ettore Messina, Mike James e Aleksey Savrasenko

Nel suo libro scritto a quattro mani con Flavio Tranquillo, «Basket, Uomini e altri pianeti», Ettore Messina racconta direttamente quella vicenda.

«Nel 2009 mi trovai ad affrontare il malcontento del nostro centro dell’epoca, Alexey Savrasenko»

Allora 30enne, Savrasenko è un 218 centimetri di Krasnodar, nazionale russo ai Mondiali del 2002 e con quattro europei alle spalle, compreso quello d’oro del 2007 con David Blatt al timone.

Rivelatosi insolitamente all’Olympiacos, con il Cska si mette in tasca 3 EuroLeague, due con Messina, che nella stagione 2007-2008 ne fa un uomo da quintetto dopo lo stop di David Andersen. Ma, un anno dopo…

«Con il tempo però Alexey si dimostrò sempre meno contento di quel che aveva in termini di minuti e attenzione, ritenendoli non sufficienti. La mia convinzione, giusta o sbagliata che sia, è che non bisogna mai scordarsi del passato, o mettere le proprie aspettative davanti al bene della squadra».

«Dopo aver cercato di ricomporre la situazione mi convinsi che l’unica soluzione possibile fosse la separazione immediata, soluzione che venne fatta propria dal Cska con tutto il dispiacere del caso. All’epoca Andrey Vatutin dichiarò che il giocatore era scontento fin dall’inizio della stagione e che si era arrivati al punto in cui era impossibile tollerare oltre questa tensione».

«I principi, indipendentemente dai nomi e dai contesti, sono universali, e dicono che una squadra è tale quando il suo risultato viene prima di qualsiasi considerazione personale».

Andrey Vatutin, l’Olimpia Milano e le Final Four di Colonia

Andrey Vatutin ha poi commentato la stagione di Olimpia Milano e di Ettore Messina:

«Ricordo con grande interesse il mio lavoro con lui, una partita a scacchi quotidiana. E’ un maestro, nel gestire le situazioni e nella pallacanestro in generale. Queste “Final Four” sono un successo colossale per Milano, e il principale artefice è lui, da allenatore e da presidente. A Milano ora è un re, un dio. Certo, ha una squadra di veterani: Kyle, Chacho, Datome, Delaney, Micov… I veterani non hanno bisogno che gli venga insegnato il gioco, sanno cosa fare. Le vulnerabilità compaiono solo durante la stagione: età, stanchezza, infortuni. Ma la “Final Four” per i veterani sono felicità e piacere, e hanno tempo per prepararsi. L’esperienza può giocare un ruolo decisivo a Colonia».

5 thoughts on “Vatutin ricorda: «Quando Messina mi disse “o io, o lui”». Ecco la storia

  1. «I principi, indipendentemente dai nomi e dai contesti, sono universali, e dicono che una squadra è tale quando il suo risultato viene prima di qualsiasi considerazione personale». That’s all folks.

  2. “A Milano ora è un re, un dio”.
    Non per tutti, caro Andrey Vatutin che ci hai chiarito come funzionano i rapporti all’interno di una squadra e l’importanza di un allenatore carismatico.

  3. Oggi Olimpia è una creatura di Messina, così come pensata e progettata. Non sarebbe la squadra che è diventata se Messina non ci fosse e non avesse ottenuto il doppio incarico. Chi non riconosce ciò……..

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