Olimpia Milano post Fenerbahce | Il dominio turco, gli arbitri, Delaney e le scelte di Messina

Olimpia Milano post Fenerbahce a dir poco complicato. Il terzo posto rimane, seppur in coabitazione con il Bayern Monaco, ma…

Olimpia Milano post Fenerbahce a dir poco complicato. Il terzo posto rimane, seppur in coabitazione con il Bayern Monaco, ma lo Zalgiris, prossimo avversario, è nono con due soli ko in più.

La cronaca della partita

La partita

Vinta dominando dal Fenerbahce, ben oltre il disavanzo finale, reso possibile da momenti di onnipotenza offensiva di Shavon Shields e Kevin Punter.

Giusto andare oltre l’arbitraggio, mediocre come in altre gare (pensiamo allo Zenit in Russia), certamente da “sit-com” negli zero falli fischiati in nove minuti al Fener nel quarto quarto, ma senza dimenticare alcune visioni a beneficiari alterni nel resto del match (ricordiamo un tecnico alla panchina del Fenerbahce nel terzo quarto dopo una rimessa dubbia).

Le parole di Ettore Messina

Non sono cose che cambiano il corso del match: i due parziali turchi, tra secondo e terzo quarto, raccontano di una superiorità fisica totale, una maggiore profondità e pieno controllo del ritmo del match. Oggi il Fenerbahce è più forte. Le assenze di Delaney e LeDay sono alibi? Le assenze le hanno tutti, ma non puoi regalare oggi ad un avversario due giocatori così.

Malcolm Delaney

La coperta, in caso di infortuni, è sempre corta. Il giocatore si è fatto male a settembre e venne fermato poco dopo  per un altro problema. Un doppio trattamento della problematica che non ha sortito effetti.

Da qui, il controllo di Monaco di Baviera, che consigliava attesa. Poi, tra sabato e domenica, il peggioramento repentino alla ripresa degli allenamenti. 

Lo stop di Delaney

Solo il risultato finale, playoff di EuroLeague o meno, dirà se cinque mesi di convivenza con l’infortunio, prima di un’operazione, siano stati la soluzione migliore. E’ la crudeltà dello sport.

Le scelte di Ettore Messina

Small-ball per Milano ieri sera. Non una scelta, visto che Kaleb Tarczewski non vale più l’EuroLeague, e al fianco di Kyle Hines ritroviamo un Jeff Brooks al rientro, un Jeremy Evans fermo da più di un anno, e Gigi Datome, che in stagione ha reso più da “3”.

Le pagelle di ROM

Quindi Michael Roll in regìa, e non Riccardo Moraschini (o Andrea Cinciarini), che in stagione era stato il terzo regista prima del crollo dei minuti nelle ultime uscite. La spiegazione di Messina è di fatto già stata fornita: «Serve pericolosità al tiro, altrimenti in EuroLeague ti lasciano spazi» potremmo sintetizzare.

Non tutti possono fare male al tiro giocando a singhiozzo, ma la scelta è chiara: nel momento chiave della stagione, le rotazioni si restringono in EuroLeague. Chi è fuori è fuori, e chi è dentro è dentro.

La visione del Guazz

9 thoughts on “Olimpia Milano post Fenerbahce | Il dominio turco, gli arbitri, Delaney e le scelte di Messina

  1. Iniziare l’articolo parlando di arbitri e infortuni…per me e’ iniziare molto male.
    Pur con tutti i commenti che hai messo di fianco. Sono 2 argomenti che mai citerei. Tantomeno all inizio.

    1. Beh come non parlare di arbitri ieri…. Un quarto senza Falli in EL Difficile da vedere! Sugli infortuni invece, più che piangere per ieri, mi preoccupo in prospettiva… È quindi giusto parlare anche di quelli.

  2. Ci sono molte cose su cui non sono d’accordo, Maggi, nel senso che mi sembrano giudizi troppo severi, dovuti penso alla delusione di una sconfitta che si è rivelata inesorabile col passare dei minuti di gioco.

    Correggerei, per esempio, “oggi il Fener è più forte” con “oggi il Fener è STATO più forte”.
    Una bella differenza. La differenza tra una partita e una stagione.

    Altra nota secondo me troppo severa, quella sulle assenze.
    Certo, tutti le patiscono, ma ci sono assenze e assenze, e cedere tutt’e due insieme il perno della nostra difesa – perno assoluto ed essenziale – ovvero Delaney, e la nostra migliore soluzione d’attacco tra i lunghi, ovvero LeDay, ha un peso specifico imbarazzante a questi livelli.
    Fammi giocare con Fener senza De Colo e Vesely, e noi con Delaney e LeDay e ne riparliamo – e vediamo se davvero la difesa dei turchi riesce a chiudere tutte le nostre opzioni d’attacco come ha fatto, obbligando Shields soprattutto e Punter a un lavoro stressante di creatività offensiva.

    Senza De Colo e Vesely la nostra difesa, anche privata del perno che dà senso a tutta la manovra, sarebbe riuscita a contenere il Fener sotto gli 80 punti, situazione nella quale di solito vinciamo – anche perché ieri il nostro attacco è stato piuttosto prolifico, soprattutto nel primo quarto.
    Insomma le nostre assenze in questo caso non sono una giustificazione, sono la causa della sconfitta.

    Lo dicono gli 8 assist di Vesely, che sono il frutto di una difesa che deve prepararsi agli aiuti sul famigerato e micidiale p&r di De Colo Vesely: chiuso il quale resta ovviamente tutto lo spazio del mondo per gli scarichi del centro agli esterni.
    Tant’è vero che la differenza tra primo tempo vinto da noi, e secondo tempo vinto da loro, sta nelle percentuali del tiro da 3 dei turchi – che erano a 27%, irreale nel primo tempo.
    Poi loro hanno trovato la mira anche perché noi non abbiamo più avuto la brillantezza necessaria a chiudere quegli spazi.
    Dunque il Fener non è più forte, è che a questi livelli non si possono regalare due giocatori cardine – ma non può farlo nessuno, guarda il Real.

    Tarczewski poi è un vecchio discorso sul quale secondo me ti accanisci troppo.
    È vero che non è adatto alle nuove ambizioni che abbiamo in EL – per giocare davvero le F4 ci vorrebbe ben altro centro (ma ce ne sono che siano acquisibili???) – ma secondo me non è vero che non sia da EL.
    A livello di entrare nei po è perfetto.
    Innescato dal Chacho ha il suo potenziale, ed è comunque una minaccia della quale tenere conto e sulla quale preparare una difesa – lo vedi dalla LBA dove non riescono a farla e Kaleb va spesso in doppia cifra.
    Ieri per esempio ha segnato 6 punti, più di Hines, ha preso una valutazione totale (pir) superiore a Hines, e ogni volta che in difesa lo hanno costretto a cambiare, ha chiuso piuttosto bene, tenendo per esempio un 1/1 contro Brown (mi pare) e costringendolo a un air ball abbastanza clamoroso.
    Insomma il suo lo fa, anche in EL, e la sconfitta di ieri non è certamente figlia del suo rendimento, come non è solo sua la responsabilità della differenza di rimbalzi subiti.
    Non è certo adatto al salto di qualità della squadra che tutti speriamo e che pare già in atto, ma quello è un altro discorso.

    Se la superiorità del Fener di ieri sera è stata nei due parzialoni, e credo che lo sia stata, allora è lì che va cercata la chiave della sconfitta, insieme alle due assenze decisive di cui abbiamo già parlato.
    Questione d’interpretazioni: hanno fatto i parziali perché hanno segnato da dio, o perché noi non abbiamo segnato per troppi minuti di seguito?
    Io direi vero nel primo parziale che noi non abbiamo segnato per troppo tempo, perdendo palloni stupidi, e lì ancora devo rimarcare il peso dell’assenza di Delaney, come sostituto di Rodriguez, e come genio del trattamento del pallone, vero nel secondo che loro con Guduric e Brown, mi sembra, hanno messo una serie di 6 triple praticamente in fila che ci hanno stroncato.
    Su questi due buchi ci sarebbe da discutere anche le scelte della panchina, ma non c’è più spazio…

  3. Palmasco come al solito preciso e condivisibile nelle sue analisi. I due parziali ammazzaOlimpia avrebbero potuto essere contrastati? Abbiamo in squadra lo spaccalegna adatto? Vero Messina dice che in EL non puoi mettere un giocatore che non sia pericoloso in attacco altrimenti gli altri quattro pagano dazio, comunque personalmente utilizzerei proprio il vituperato Tarczewski in questo ruolo utilizzando Hines come ala forte.

    1. Ancora con Tarzeschi!!!! Non so cosa aspettino a dargli il ben servito, non ne azzecca una! Per carità…

  4. A posteriori direi che la scelta della conferma di Tarczewsky è stata un errore de Messina e dello staff. Facile dirlo ora 🙂
    Il giocatore poteva avere un ruolo fondamentale soprattutto in difesa ma pretendere da lui gioco in post o pick and roll mi sembra un po’ troppo. Il suo atletismo non è sufficientemente supportato dalla tecnica e dalla visione di gioco. Non che Gudaitis mi desse più affidabilità, ma almeno era presente a rimbalzo.
    Immagino che a fine stagione si rivedrà la posizione del ragazzo….si può anche immaginare una risoluzione del contratto. Vedremo. Ma la sua voglia e la professionalità non si discutono

  5. Effettivamente l’argomento arbitri non mi ha mai appassionato, è vero che una partita si legge anche da stats, falli fischiati etc, però io tengo per buona la prima impressione che una partita mi lascia alla fine. Ebbene posso dire che il Fener è squadra ben allenata, che ben si applica in campo, con grandi giocatori, tornata pienamente competitiva e che unitamente alla sorella Efes si farà strada in questo finale di stagione. Tornando alla partita il secondo tempo mi ha lasciato pochi dubbi sul e nel merito della loro vittoria
    Quanto a noi, diciamocelo, ci eravamo fatti contagiare dal giustificato entusiasmo; non rinnegando nulla, però giudicando il presente e in ottica futura, bisogna, alla luce dei fatti( tre sconfitte nelle ultime 5 di EL, l’impossibilità ormai cronica di schierare il roster completo, il durissimo calendario da qui alla fine, il ritorno in gran spolvero di squadre che pensavamo per quest’anno non all’altezza) dobbiamo forse ridimensionare le nostre aspettative. Fondamentale la partita a Kaunas e comunque vada questa stagione, la certezza che un primo mattone per la costruzione di una grande squadra è stato messo, guardando con fiducia agli anni che verranno

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