Kaleb Tarczewski: Le mie cifre in calo? Per me contano solo vittorie e sconfitte

Kaleb Tarczewski commenta su la Repubblica-Milano il suo momento con Luca Chiabotti nella rubrica “Uomini e Canestri”

Kaleb Tarczewski commenta su la Repubblica-Milano il suo momento con Luca Chiabotti nella rubrica “Uomini e Canestri”.

SULLA SUA LUNGA MILITANZA

«Parlo per me ma credo di poter esprimere lo stesso concetto anche per Cincia: se siamo ancora qui è perché abbiamo sempre cercato di essere le migliori persone possibili, in campo e fuori. Né io né Andrea siamo mai stati i migliori della squadra in punti o rimbalzi o assist ma ogni volta che siamo scesi in campo abbiamo dato il meglio di noi stessi per aiutare l’Olimpia a vincere. Mi auguro che la stessa considerazione venga fatta anche dalla società nei nostri confronti»

SUL CALO STATISTICO

«L’unica statistica che conta per me sono, come diciamo in America, le W e le L, cioè le vittorie e le sconfitte della squadra ed è indiscutibile che il bilancio sia di gran lunga migliore rispetto alle scorse stagioni. In squadre con così grande talento e guardie tanto prolifiche in attacco, bisogna capire che non puoi toccare la palla ad ogni possesso. Le mie cifre sono evidentemente peggiori rispetto al passato ma spero che la gente valuti il lavoro che uno svolge, magari piccole cose: un rimbalzo, un blocco fatto bene per liberare i grandi tiratori, una stoppata. Ognuno deve sacrificare qualcosa di sé in questa Armani e la cosa bella è che nessuno mette davanti il proprio ego alla squadra»

18 thoughts on “Kaleb Tarczewski: Le mie cifre in calo? Per me contano solo vittorie e sconfitte

  1. Maaaaa… qui il discorso è molto, molto complesso, moto difficile da fare, ma anche molto importante, quindi cerco di farlo, spero senza sollevare troppe polemiche.

    È chiaro che anche quelli che amano Tarczewski – e io sono uno di quelli, molto affezionato a lui, al suo atteggiamento nella nostra squadra e verso la nostra squadra – quelli a cui piace si trovano davanti a un bivio, non da oggi, da sempre.
    Il bivio: con quel fisico meraviglioso che ha, va già bene il tanto che fa, ma porca miseria quanto di più potrebbe fare! – pensiamo noi.
    Il punto centrale credo sia questo per tutti.
    Se imparasse qualche movimento in più, se imparasse a piazzarsi a rimbalzo – perché il tempismo quello se non ce l’hai, come tragicamente non ce l’ha lui, non lo impari mai più – insomma se crescesse, sarebbe davvero una potenza, e il tassello finale della nostra squadra.
    Su quel fronte invece, quello del progresso in attacco, ci delude sempre, ma quelli che lo amano guardiamo ad altre caratteristiche del suo gioco, alle quali io sento di potere rinunciare con difficoltà, anche affettive.
    Però credo che si possa dire in modo oggettivo che nonostante i suoi difetti, non vorrei vederlo in un’altra squadra contro di noi, perché allora ci renderemmo conto del suo potenziale attuale, che in quanto nostrano alcuni faticano a vedere, mentre da avversario si noterebbe subito…

    Io, per esempio, sono tra quelli che credono che sia molto migliorato da quando è da noi, è migliorato nelle cose che sa fare, non in quelle che non sa fare, ma è migliorato. Quindi credo nel picchiarlo sulla testa e giù col lavoro.
    Un centro veloce, dinamico, atletico, ottimo nel gioco senza palla in attacco, spesso molto efficace nel difendere l’1/1, tanta roba!
    Un giocatore “intangible” per eccellenza, ma siccome i suoi 2,13 metri sono molto più che tangible, sono molto visibili, vorremmo tutti da lui quello che tutti crediamo di essere capaci di fare se avessimo il suo fisico! Vorremmo che superi la soglia dell’intangible e diventi un fattore.

    E, nota personale, non credo che si tratti solo del pubblico. In squadra tre dei giocatori fondamentali non sembrano avere molta stima di lui, o visione di lui: Delany, Shields e LeDay. Non sembrano averla in campo, chiarisco, non sembrano averla nel gioco che fanno, che lo ignora completamente, non certo per atteggiamenti non simpatici.
    Fin qui Tarczewski.

    Poi c’è il discorso Gudaitis, che amo e ho amato altrettanto, e allora l’attaccamento a Tarczewski dev’essere necessariamente ridiscusso, posto che con l’arrivo di Hines uno dei due doveva salutare.
    La decisione di Messina e staff di lasciare Arturas è molto difficile da spiegare, forse impossibile, decisamente appare come un errore, almeno da quanto si può giudicare dall’esterno.
    Di certo il sospetto che a Messina non piacesse c’era già l’anno scorso, quando ricordo bene una partita contro Venezia, nella quale perfino io avevo scritto prima dell’inizio che ci avrebbero massacrati con palla sotto a Watt, e così andò, e Messina inspiegabilmente lasciò Gudaitis in tribuna e scelse mi pare Roll.
    Gudaitis che si sarebbe alternato con Tarczewski per arginare Watt che invece diventò lo sperone che è entrato nei nostri fianchi fino a sfinirli.
    Non si vedevano altre ragioni, allora, che un rapporto personale tra allenatore e centro che forse, forse ripeto, non so davvero, non è mai decollato.
    E, nel lasciarlo andare, su questa base di rapporto non ottimale, o semplicemente di rapporto mai veramente acceso, probabilmente i dubbi sulla sua salute.

    La questione qui si amplia e si fa spinosa, perché Gudaitis ha giocato quest’anno tutte e 17 le partite di EL con la sua squadra, per 20,2 minuti di media a partita, e 9 partite di VTB con 19 minuti di media (qui le stats ufficiali https://www.basketball-reference.com/international/players/arturas-gudaitis-1.html), cioè sta benissimo e non ha problemi a giocare e siamo oltre la metà stagione.
    E allora devo considerare un altro che è andato via per sospetti sulla sua integrità fisica, Nedovic, che quest’anno ha giocato 18 partite di EL a 27 minuti di media!!!, e 8 partite del campionato greco a 20 minuti di media… (https://www.basketball-reference.com/international/players/nemanja-nedovic-1.html)
    Da noi si facevano male in continuazione. Allora qualche domanda sui metodi di preparazione devi farteli, e devi farti delle domande sulle capacità di valutazione dell’integrità fisica dei giocatori da parte dello staff, visto che quest’anno da noi, Delaney, Punter, Datome e Shields hanno avuto problemi muscolari.

    Da un punto di vista tecnico Gudaitis tra le altre cose ha anche un abbozzo, e forse più di un abbozzo, di quel gioco in post basso che l’Olimpia di quest’anno sembra cercare molto e di cui potrebbe beneficiare parecchio se anche il centro fosse capace di svolgerlo, quindi Gudaitis sarebbe stata la scelta perfetta.

    Questo però è il passato, ed è passato, non si può cambiare, ma nello sviluppo di una società in evoluzione un discorso ampio e privato sul reparto medico/fisioterapico forse si potrebbe fare, se non lo stanno già facendo.

    Tarczewski arriverà, mi sento di dirlo, e ci sarà quando sarà necessario, tra qualche mese nei vari po, ed è una buona scelta, ma certo non una scelta di vetrina.
    Se poi sul mercato dell’anno prossimo ci sarà a disposizione un centrone di grande valore – ma quanti ce ne sono davvero? – allora beh, gli argomenti dell’affetto non basteranno più a trattenere il grande Kaleb.

    1. Su Nedovic, penso che gli abbia giovato il lungo periodo di stop alle competizioni a causa Covid, che gli ha permesso di riposare, guarire completamente, preparare bene il proprio fisico in vista della ripresa. Lo scorso anno, da noi, accelerava il rientro per essere a disposizione il prima possibile durante la stagione, quindi non guariva mai bene e aveva ricadute. Aveva bisogno di potersi riprendere con calma, ma non c’era tempo, era troppo importante per la squadra per competere a determinati livelli. Poi lo stop per il Covid, tutto fermo, quindi lui ha potuto riposare e curarsi bene.
      Per quanto riguarda Gudaitis, che il fatto che sia superiore a Tarczewski in vari aspetti del gioco lo sanno tutti compresi i diretti interessati, però elencare i freddi numeri dei minutaggi sinceramente serve solo a poter dire “ok sta giocando con continuità” (e questo glielo auguravamo tutti, di non infortunarsi nuovamente), per il resto bisognerebbe capire come stia giocando, che intensità riesca a mettere in un salto verticale, in un salto laterale etc., che cosa gli chieda il suo coach attuale (le stesse cose che gli avrebbe richiesto Messina, cioè per esempio in difesa cambiare su tutti tenendo anche il primo passo delle guardie avversarie, cosa che Tarc riesce a fare a volte meglio a volte peggio ma di base è un qualcosa che è in grado di fare?).
      Sulla poca stima che alcuni compagni avrebbero, in campo, nei confronti di Tarc: a mio parere è un qualcosa che non sussiste, se Tarc viene servito poco è perchè il piano di gioco prevede di servirlo poco (e lui nell’intervista cerca di farlo capire…), a lui gli si chiedono altre cose e infatti Messina non è che lo lascia in campo più minuti o meno minuti in base ai punti che segna.

      1. Cap sono abbastanza d’accordo con te (spero di capitare nel “rispondi” al tuo commento) sui benefici che la pausa potrebbe aver portato a Nedovic, l’ho anche scritto qui qualche settimana fa, quando avevo cercato di lanciare il tema.
        Potrebbe essere così, spero che sia così, in ogni caso non permettergli mai di recuperare veramente, per abuso di utilizzo, non mi pare una gran scelta – avrebbero dovuto sapere meglio, ma non era facile, visto il suo valore, concordo.
        Gudaitis sta giocando piuttosto bene, ha circa 10 punti di media a partita in EL e quasi 6 rimbalzi.
        È vero che in difesa Messina non avrebbe potuto chiedergli tutte le cose che chiede a Tarczewski, ma molte sì, perché anche Guda scivolava non male.
        È anche vero che in attacco molte delle cose che finiscono per essere chieste a Tarczewski, nel senso di molti palloni che Kaleb riceve in aree dove non sa che farsene, o in post basso, Gudaitis le avrebbe salute fare molto bene, e questo avrebbe creato anche, di riflesso, una necessità difensiva di maggior attenzione e intensità sul nostro centro, togliendo energia nel pitturato agli avversari.
        Quindi mah. A me Gudaitis sembrerebbe, anzi, sarebbe sembrato perfetto per il gioco che esprime quest’anno l’Olimpia Milano Armani.

      2. Tutto vero, tutto giusto. Potrebbero essere tante cose. Potrebbe anche essere che Gudaitis abbia voluto andare via, per giocare di più o forse per avere un ruolo di maggior importanza nel roster o magari, visto che sono professionisti, per un contratto migliore. Concordo che oggi sia inutile dire che con questo o quello oggi saremmo più o meno forti. Non avremo mai la riprova e comunque mi sembra che i risultati stiano dando ragione alle scelte fatte. L’anno scorso si criticava il coach per alcuni errori nelle scelte (non tutte come si dice visto che sono arrivati Rodriguez, Roll e Moraschini che oggi hanno un ruolo importante) quest’anno bisogna dire che le scelte sono state ottime ed azzeccate. PS. Adoravo Nedovic e Gudaitis

  2. L’impegno e l’attaccamento alla maglia non si discute come la sua sincerità quando ammette che non sarà mai il migliore.

  3. Va bene il discorso retorico o no sulla squadra: tutti per uno, uno per tutti, rimane il fatto che Olimpia Milano non è un gruppo di amici che partecipa a tornei amatoriali per diletto, bensi caro Tarcisio un gruppo di professionisti lautamente pagati, te per primo che hai anche le spalle coperte da altri due anni di contratto, Ne consegue caro Tarcisio che non puoi nasconderti dietro i buoni risultati ad ora della squadra, ma rispondere in toto del proprio rendimento che sta ad ora in coda al gruppo. Serve ben altro e ben di più da te

    1. Commento quando ancora non ho visto il match, immagino, vista la frase sibillina, che il buon Tarcisio contro la Vanoli abbia fatto la partita della vita! Se cosi è, evviva: non posso che essere contento di ciò, magari attendendo conferme con avversari…..come dire? Più probanti? Che sò? Magari in EL? Allora diamo a tutti appuntamento giovedi sera contro il Bayern

  4. @fab tu analizzi, ce l’ho con chi lo definisce Pippone, mancando di rispetto a Tarczewski e a noi tifosi.

    1. Si si, il mio voleva essere un commento spericolato( non sapendo il risultato, ne avendo visto la partita) partendo appunto dalla piccola frase sibillina del tuo post, insomma un divertissment, dove credo di averci preso

      1. No ha solo fatto il suo come contro Varese se ti ricordi, ma lui secondo me, è il re degli intangibili un po come Brooks, un blocco ben fatto uno scivolamento veloce e adeguato contro la guardia avversaria etc
        Statisticamente non rilevate, ad esempio contro il Real chi ha tenuto Tavares lontano dalla palla permettendo a Moraschini così tanti rimbalzi. Cose così e certo che in giro c’è di meglio ma io che da guardia difendevo uno così lo vorrei sempre al mio fianco e non contro.

      2. Orlando secondo me molto ben centrato il punto di “aver tenuto Tavares lontano, permettendo a Moraschini di prendere 10 rimbalzi”.
        Avrei voluto dirlo io, perché lo credo fermamente, ma non ho mai trovato l’occasione in questi giorni.
        E magari non è stato proprio tutto Tarczewski, ma certo non pensiamo che Moraschini si svegli un giorno e prenda 10 rimbalzi di suo, no?
        Anche perché da allora, e dopo il disastro CSKA, a rimbalzo non abbiamo ancora mai subito…

  5. Blocchi, scivolamenti veloci, tagliafuori…. d’accordo, forse sarò un pò troppo ambizioso, ma palla in mano dal mio centro pretendo qualcosa di più

  6. Blocchi, scivolamenti veloci, tagliafuori…..d’accordo, forse sarò un po troppo ambizioso, ma dal mio centro, palla in mano, pretendo qualcosa in più

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