Olimpia Milano post Alba | “Beautiful game”? No, ma il sistema c’è, e cresce

Olimpia Milano post Alba che ci racconta di una terza vittoria in fila importante come mai in passato. Il momento è propizio

Olimpia Milano post Alba che ci racconta di una terza vittoria in fila importante come mai in passato. Il momento è propizio.

Folate di Olimpia Milano

Improvvise. Con l’Alba è ancora un parziale di Olimpia Milano a indirizzare il match. 13-2 tra la fine del primo quarto e i primi 3’ del secondo, e da -9 la squadra di Messina arriva al +10 poco prima dell’epilogo del primo tempo.

I secondi 10’ dicono 16-29, il tutto dopo aver toccato in avvio il -9. Ancora una volta, come con Valencia, tutto nasce da 3 triple, e 11 punti, di Gigi Datome. E’ importante ribadire non solo il valore del capitano di Italbasket, ma l’essenza stessa dei suoi tiri.

Le pagelle di ROM

Che non nascono dall’uno contro uno come Punter e Delaney, ma dalla circolazione di palla. E dalla difesa, che mette in ritmo la transizione. Oggi l’Olimpia Milano ha un gioco, e travolge gli avversari con un sistema.

Kyle Hines

I numeri in primo luogo. Kyle Hines viaggia a 8.4 punti di media con 3.9 rimbalzi in EuroLeague quest’anno, con 23.2’ in campo.

Non faceva meglio dal 2015-2016, ma è in linea con responsabilità e statistiche delle ultime stagioni. A 34 anni, il “Tir” del New Jersey non ha momenti di flessione, e con il suo ingresso in campo scuote la squadra come nessuno.

Le parole di Kyle Hines

Ieri sera ha toccato il +17 di plus/minus, cambiando volto al match al suo ingresso nel primo quarto, e mostrando una volta in più il suo valore in attacco: i 5 assist raccontano meglio di qualsiasi altro dato il ventaglio di soluzioni che offre dopo il blocco per il portatore di palla.

Il lavoro di Messina

In questo momento l’Olimpia Milano ha record 12-7. Un anno fa la squadra conosceva tre sconfitte in fila, e dopo il Bayern ne avrebbe incassate altre cinque. Due anni fa il record era 9-11, ma con lo Zalgiris si sarebbe aperta una striscia di 5 “W” in fila colme di speranze.

Insomma, che la squadra sia sempre venuta meno a gennaio è un colossale balla, ma certamente prima stagione di Jasmin Repesa a parte (tanti inserimenti dal mercato invernale ed EuroLeague conclusa in dicembre), i primi mesi del nuovo anno non sono mai stati amici dei colori biancorossi. 

La Visione del Guazz

Settimane in cui si prendeva atto definitivamente di pregi e difetti del proprio sistema. Settimane in cui ci trovava costretti ad adeguarsi al mai troppo felice concetto del «di necessità, virtù». O del #siamoquesti.

Oggi l’aria pare leggermente differente. I biancorossi, pur dominanti in Italia, sono ancora squadra in crescita, che percorre con sicurezza le proprie rotte di costruzione senza adeguamenti in corso d’opera.

E’ un “processo”, quello di Messina, che ci regala novità settimana dopo settimana. Perché parlando di giocatori, alla consacrazione di Kevin Punter abbiniamo una maggiore sicurezza di gestione nel Chacho Rodriguez, la crescita di Zach LeDay e l’apporto esplosivo di Gigi Datome.

Il tutto ha garantito tre vittorie in fila, contro avversari diversi uno dall’altro, e senza il giocatore che aveva maggiormente “marchiato” questa prima fase di stagione, Shavon Shields.

Di fronte, la sfida affascinante di riportare nelle rotazioni Vlado Micov, il miglior giocatore di EuroLeague milanese delle ultime tre stagioni, e difendere la scelta Kaleb Tarczewski. 

Se il “beautiful game” espressione dell’ultimo titolo Spurs è ancora lontano, lo “stay ready” che ha reso dinastia la gestione Popovich pare essere parte di questa Olimpia.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Alba | “Beautiful game”? No, ma il sistema c’è, e cresce

  1. Penso che i più attenti abbiano notato – ieri sera, ma anche in molte altre partite di questa stagione – un atteggiamento particolarmente di sostegno di Rodriguez nei confronti di Kaleb Tarczewski, come mostrato dalle riprese televisive – pacche, braccio sui fianchi, espressioni generali di supporto.
    Ho pensato che il Chacho sia un compagno fantastico, che ha a cuore la squadra, e quindi supporti in modo particolare chi si trova in difficoltà – e il Chacho è certamente tutte queste cose.
    Così come Tarczewski è chiaramente in difficoltà, anche se sta rimontando rispetto ai giorni più neri di qualche settimana fa.

    Faccio ora un piccolo salto logico, per tornare poi a bomba sul tema secondo me centrale della crisi di Kaleb, mi scuso dell’acrobazia, ma seguitemi…
    Il sistema della squadra di Messina di quest’anno, ha certamente il suo fulcro e il suo geniale interprete in Malcom Delaney. Il Chacho è la fiammata che manda il motore oltre il suo potenziale, ma il motore di base è indiscutibilmente Delaney.
    Delaney che di suo non ha una particolare tendenza a creare vantaggi per il p&r centrale, col pivot, perché si trova meglio ad aprire la difesa quando arriva in palleggio sul post alto, e quindi aprire per gli angoli.
    Oltre a questa sua caratteristica naturale, che “non gli permette” di vedere il proprio centro, appare ormai evidente che Delaney non si fidi per niente di Tarczewski, quindi lo veda ancora meno, anzi non lo veda per niente.
    Non ho tenuto una contabilità precisa, ma a sensazione direi che Delaney non gliela passa mai, se non a volte, quasi per sbaglio, in post basso, dove di recente Kaleb ha iniziato a mettere quel suo tiretto in sospensione un metro fuori dal pitturato.

    In realtà Tarczewski è molto bravo e molto dinamico nel liberarsi in area per ricevere l’assist, potendo volare a raggiungere alley oops molto alti, come dimostra la sua collaborazione in campo col Chacho, quando si trovano insieme, ma con Malcom in regia può scordarsi di ricevere (anche Hines ne vede pochini di quel tipo di assist).

    Ora: a parte i problemi psicologici di isolamento di un ragazzo di nemmeno trent’anni che si trova a vivere da solo in casa, e che non può uscirne a causa delle regole cittadine per il covid, problemi segnalati chiaramente di Messina, è chiaro che se tu sei il centro di una squadra il cui play titolare, quello con le chiavi in mano, non si fida di te, non ti vede e non ti considera, un problema ce l’hai e anche bello grosso.
    E se già sei in difficoltà di tuo a vivere, allora ci sta che soffri parecchio l’evidente poca stima e nessuna fiducia del tuo play, e che tutto si rifletta nel tuo rendimento.

    Sono totalmente mie speculazioni, basate solo sulle immagini televisive, ovviamente, ma potrebbe essere che in squadra ci sia un problema grosso, a livello di gioco, tra Delaney e Tarczewski – non un problema personale, ma un problema di gioco.
    Delaney non si fida di Kaleb e quindi considera i palloni per lui come dei palloni buttati, e quindi non li butta verso di lui. E Delaney è il motore centrale della squadra intera.
    Tarczewski non segna più, si preoccupa e si deprime, si innervosisce.

    Ecco quindi che il sistema Messina, di cui parla Maggi qui sopra, con al centro Delany, acuisce e colpisce in modo imprevisto la crisi di Tarczewski, che si trova escluso dal gioco, pur facendone parte. E quando per caso riceve, riceve in zone e aree dove non sa letteralmente cosa fare – anche se ora un po’ sta imparando.
    Cosa sta facendo Messina per ovviare? (prendendo spunto dalla sua ammirazione per le capacità dialettiche di Pop che “sapeva parlare con tutti i giocatori”).
    Prima ha tagliato i minuti di Tarczewski per fargli capire che è grande e grosso e deve reagire, ma poi continua a metterli insieme, lui e Delaney, sperando che l’uno si accorga dell’altro, e che l’altro si renda disponibile a operare dove l’uno riesce a vederlo.
    C’è una possibilità che senza forzare nessuno, ma a causa delle pure dinamiche del gioco, i due s’incontrino a metà strada, e noi ritroviamo il nostro centrone, al quale molti di noi sentono di dovere tanto.
    Certamente tanto dello spirito Olimpia!

  2. Ciao Palmasco tutto giusto, compresa l’intelligenza emotiva del Chacho che ne spiega la grandezza totale al pari di Hines e Gigi. Cosa che Delaney non mi sembra avere, per altro.
    Però c’è di più nel problema Tarci, che ho notato con attenzione ieri e già scritto nel post partita; neppure il Chacho gliela passa.
    Perché?
    Direi che qualcosa sugli schemi di attacco vada fatto, sicuramente ora che Tarci sembra tornato in fiducia vedremo novità in quella zona.

  3. Ero innamorato dell’accoppiata con Gudaitis, oggi mi sembra sinceramente che gli manchi sempre qualcosa. Nulla da eccepire sulla persona e rimane comunque un buon giocatore, ma deve fare molto di più per dimostrare il suo potenziale. Detto questo, stiamo proprio guardando il peletto nell’ovetto perché questa squadra al momento gioca a memoria con chiunque ci sia in campo o quasi.

  4. A proposito di sistema riporto alcune statistiche che possono aiutare la comprensione del gioco dell’Olimpia (la suggestione mi è venuta vedendo la partita di ieri con mio figlio che mi dice ma papà non ho mai visto un tiro al piccione così).
    I 5 giocatori che tirano di più da tre sono
    Wilbekin con 167 tiri e 33% di realizzazione, James con 135 tiri e 38%, Shved con 138 tiri e 37%, Nedovic con 133 tiri e 38% e Abrines con 95 tiri e 47%.
    Il primo tiratore dell’Olimpia Delaney è al 18 posto con 78 tiri e 41% seguito al 27 posto da Rodriguez con 75 tiri e 36%.
    Se prendiamo la statistica invece delle migliori percentuali di realizzazione abbiamo una sorpresa: nei primi 10 posti abbiamo tre dei nostri:
    al secondo posto Datome con 41 tiri tentati e 59%, segue al terzo posto Leday con 37 tiri e 54% ed al settimo Shields con 52 tiri e 48%.
    Abbiamo poi al 25 posto Roll con 39 tiri e 44% seguito al 35 posto da Punter con 64 tiri e un 42%.
    Praticamente una macchina da guerra.
    Quindi 5 giocatori nei primi 35 che tirano con medie pazzesche sopra il 40 percento e a poca distanza ci sono anche i due play che non scherzano.

    Quindi una squadra che ha sette bocche da fuoco difficili da fermare, non basta difendere su uno, c’è da farsi venire il mal di testa.
    Ma di chi è il merito: della bravura dei giocatori ? di chi li ha scelti sapendo quello che cercava? del sistema che permette ai tiratori di avere spazio e calma per prendere la mira? (perchè se rivedete le ultime due partite, Datome ha avuto una percentuale pazzesca ma erano quasi tutti tiri che non poteva sbagliare altrimenti lo avrebbero ammazzato). La risposta la lascio a voi

    1. Gran lavoro, ringrazio anch’io.
      Aggiungo che le nostre percentuali ottime sono anche figlie di un sistema che permette molto spesso, e speriamo ancora più spesso, di trovare tiri con buon vantaggio, oltre naturalmente alla precisione individuale dei tiratori.
      Un dato che si accoppia con l’altro, secondo me decisivo, del trattamento di palla: siamo secondi nella classifica delle minor palle perse…

  5. Grande analisi davvero Iellini. Una domanda per tutti noi tifosi : che strano leggere così pochi commenti dopo tre vittorie di fila, ma dove sono spariti tutti??! non erano tutti esperti, tutti tifosi, tutti sponsor del #messinaout e facciam ridere? Che bello leggere che siamo rimasti in 5-6, ma tifosi, rispettosi, appassionati e soprattutto intelligenti. Speriamo che si resti sempre così! Forza Olimpia !

    1. Non sono magari le decine di commenti, ma a differenza di quando i commenti erano decine, questi adesso sono tutti utili, tutti hanno contenuto di basket, tutti esprimono la voglia dei tifosi di condividere in serenità.
      Meglio pochi ma buoni, non c’è dubbio!
      (E avrei da obiettare che siano pochi, ma lasciamo perdere).

      1. Grazie Alessandro, molto più di quanto osavo chiedere.
        Ora sta a noi mantenere interessante il livello della discussione e soprattutto evitare polemiche di front a sporadiche intrusioni.

  6. In EL ci aspetta un trittico durissimo. #iotifopositivo e mi aspetto lacrime e sangue per gli sforzi di squadra nelle prossime settimane condite con la gioia immensa per un approdo storico, mi auguro che la strada per Colonia sia il nostro sentiero impervio che porta nei luoghi più ambiti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Keifer Sykes: Messina il miglior coach della mia carriera. ELPA? Non supporta

Keifer Sykes, ospite in video su bball-evolution.com, ha affrontati molti temi da Melbourne, dove è impegnato in NBL
Keifer Sykes

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
La Visione del Guazz
La Visione del Guazz | “Datome è vecchio, Hines è bonsai”

Alba Berlino caduta come il Muro nel 1989 grazie alle prove di due che, in quel periodo, già camminavano e...

Chiudi