La Visione del Guazz | “Datome è vecchio, Hines è bonsai”

guazzoni 20

Alba Berlino caduta come il Muro nel 1989 grazie alle prove di due che, in quel periodo, già camminavano e pensavano pallacanestro

Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.
Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.
Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.

Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.
Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.
Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.
Datome è vecchio, Hines è bonsai. Andate in mona.

Li vorrei nella mia squadra anche ultrasessantenni, zoppi, mutilati. La tranquillità che infondono a tutti, la serenità con cui giocano a pallacanestro con gli altri 4 in campo, la glacialità con cui maneggiano quell’arnese chiamato palla a spicchi. Ma qualcuno, scienziato o capiscers, aveva pure dei dubbi. D’altronde ci siamo “accontentati” per anni dei LaFayette, dei Dragic, dei Theodore, etc etc, normale non essere abituati a vedere quei giocatori che fanno davvero la differenza. Nei momenti e nei periodi chiave soprattutto, quando il calendario è una selva di trappoloni e quando le energie – gioco forza – iniziano a venire meno.

Malcolm Delaney

Datome, a freddo: 9 punti sui 16 con cui l’Olimpia ribalta la gara e saluta l’Alba. “Eh, ma è vecchio”. “Meglio puntare su gente fresca, motivata”. “Messina cosa fai? C’è Alessandro Gentile sul mercato…”. “Diamo 35′ a partita a Gravaghi”. Facepalm proprio. Per non parlare dell’importanza di avere un italiano di personalità a legare slavi, americani e chi più ne ha più ne metta. E’ il nostro mvp di gennaio al momento. Vecchio. Era il giocatore necessario. Punto.

Olimpia Milano post Valencia
Gigi Datome festeggia con Malcolm Delaney e Kevin Punter

Hines. Ovvero la definizione dell’asse play-pivot in un solo corpo. Contro l’Alba superbo. La visione del gioco è impressionante, la comprensione del gioco è allucinante. Attacco-difesa, quando si ferma alla lunetta e decide cosa fare per l’attacco o quando riapre al volo per il tiratore (lì ho gli occhi a cuoricino). “Eh, ma è nano, bonsai, lillipuziano”. “Bollito, troppo chilometraggio”. “Messina cosa fai? Abbiamo già Gudaitis”. “Diamo 35′ a Giovanni Tam” (sì, lo so che è andato in America a perseguire una carriera di alto livello). Altro facepalm. Io sarei andato a riprendere Stanko Barac per avere una bella torre in mezzo al pitturato. La chiave dei successi di questi primi 4 mesi. Credo che abbia un plus/minus di +456 miliardi (se qualcuno mi fornisce il dato che sono pigro offro un VodkaRedBull).

Kyle Hines

Comunque, altra vittoria in carrozza e nessuno stecca. Alba crollata come il muro nel 1989, tempo in cui sia Hines che Datome – per altro – già camminavo e pensavano al basket. La terza in fila (senza Shields). La quarta trasferta consecutiva con la W. Siamo quinti con una gara da recuperare. Unico appunto dell’ennesima gara in controllo: approccio soft. Ci capita quando non riteniamo l’avversario alla nostra altezza. O quando la diamo vinta troppo presto. Bravi ad accendere l’interruttore. Ma sarebbe meglio evitare. L’unico ago in un pagliaio di belle notizie.

Zack LeDay e la sua routine pre-gara

Ps. Guardate come gli arbitri – randagi, due falli in attacco a Tarczweski e Hines da codice penale – squadrano LeDay nella sua routine senza senso… Mi guardano come mi guardava mia madre a 18 anni quando tornavo giusto per la colazione del sabato mattina prima di andare dritto a scuola.

20 thoughts on “La Visione del Guazz | “Datome è vecchio, Hines è bonsai”

  1. L’ articolo è incompleto e reticente, io ci metterei anche un bel “Messia bollito”.
    Hines in effetti è l’unico caso di asse play-pivot racchiuso nello stesso corpo, ieri smazzava assist come caramelle.
    Anche su Datome che vuoi aggiungere? Poi voglio rivederlo quando tornano i “3” titolari, son curioso.
    LeDay aggiunge tasselli importanti ad ogni partita, ormai l’ultimo obiettivo da raggiungere è quello di farsi dare un tecnico prima del fischio d’inizio, le basi le sta mettendo.

    1. Ecco, il punto dei ritorni di Shields e Micov è bello importante… Datome e Micov insieme, secondo me, non possono stare… Shields può fare minuti da ‘2’ nel quintettone che mi esalta (come quello di Obradovic al Fener con Kalinic guardia). A Vlado va dato il ruolo di “cesellatore” per pochi minuti di qualità…

  2. Mi sarei potuto fermare al sottotitolo, che mi ha fatto scassare dal ridere.
    Guazz, non fomentare più gli animi degli assenti. Sono assenti…. auf wiedersehen, goodbye,
    Au revoir, adios! Il campo parla più delle chiacchiere.

    Sul discorso approccio, mi trovi poco d’accordo invece quando lo paragoni ai rilassamenti in corso di partita. Tante grandi squadre partono soft, poi entrano in ritmo e non le vedi più. Quante volte è capitato gli scorsi anni al Real e alle altre corazzate? (Ovviamente noi facevamo la parte del Berlino….). Queste stesse grandi squadre però, non si rilassano in corso d’opera. Mi allarma più lo stacco di testa sul +20 che la partenza a -8.

    1. Sì, anche a me allarmano più i parziali presi a gara in corso con Pana o Zalgiris o Efes. Però se parti “scarico” contro una squadra più forte dell’Alba vai sotto di 15 e diventano dolori…

  3. Buongiorno Luca,
    anch’io #Bonsai e #Gigione li ho sempre sognati ma se sono arrivati adesso,e siamo fortunati,c’è più di una motivazione sia economica che di oppotunità.
    Negli anni passati abbiamo avuto giocatori non eccelsi è vero ma forse era quello che il mercato,il portafoglio e la guida tecnica chiedeva.
    In casa forti ne sono cmq passati ma in un modo o nell’altro hanno cambiato aria o sono stati mandati via…e volendo potrei fare una lista.
    Per vincere servono un sacco di fattori,quest’anno rispetto all’annata passata c’è tutto per fare bene,ma è sacrosanto giusto che se c’è qualcosa che non piace con i dovuti modi ognuno può esprimere la propria opinione.

    1. Ciao, condivido che i fattori da considerare siano tanti, io cerco di riassumere il senso dei cambiamenti degli ultimi due anni nel concetto di “cultura organizzativa”, e spero tanto che Messina, una volta concluso il ciclo come tecnico, rimanga con responsabilità importanti in società.
      Sul fatto di esprimere la propria opinione mi trovi d’accordo, penso sia evidente che poter dialogare a partire da stimoli e visioni diverse possa arricchire.
      Ad esempio ho buttato lì quella di Datome da 3. Lui e Brooks fanno un giocatore in due (estremizzando Datome tutto produzione punti, Brooks difensore totale, scusate la semplificazione). Io con Datome da 3 e Brooks da 4 contemporaneamente in campo a guardargli le spalle e lasciargli la serenità di esprimere il potenziale offensivo, non li ho visti male. Però in campo si va in 5, e quando tornano Shields e Micov si dovrà ricambiare gli assetti (che poi sai che sfiga avere l’imbarazzo di inserire quei due…).

      1. Sono talmente un giocatore in due che, ieri sera, Datome, uscendo dal campo, aveva sulle spalle il nome “Brooks”.
        Semplicemente, c’era stato uno scambio di sovramaglie. Può essere un caso?

      2. Intanto buongiorno coach, è un piacere leggerti qui. Poi sulle sovra maglie che dire, è di certo la prova provata del gombloddoh!😉

      3. Ecco, quello che tu giustamente definisci “cultura organizzativa” è anche la ragione per cui i Datome, gli Hines, i Rodriguez accettano finalmente l’Olimpia… Non è solo una questione economica, è una ragione “reputazionale”…

      4. Domanda,
        da quando c’è in #Olimpia questa “cultura organizzativa”?
        Parto dal presupposto che sono contento che i Datome, gli Hines, i Rodriguez abbiano accettato di venire da noi forse con qualche anno di ritardo.
        Per il mio punto di vita solo il #Chacho è venuto per propria scelta, mentre #Gigione e #Bonsai sono venuti per altre motivazioni,il #Fene con problemi economici e il #CSKA per scelte tecniche.
        Magari mi sbaglio,oppure no m sono al settimo cielo che sono da noi.

      5. C’è un articolo interessante di settimana scorsa su Messina che spiega come sia stato preso con questa finalità. Certo ora la sua figura fa da garante per un work in progress, più che giustificare uno status raggiunto. E l’arrivo del Chacho, la scelta difficile ma netta su James, sono dei mattoncini. Il fatto che sia sempre stata sottolineata la durata almeno triennale del progetto, l’assenza di isterismi anche in una stagione difficile come la scorsa, l’uscita di giocatori che come Sykes oggi o Nedo ringraziano ecc. sono episodi sintomatici di una cultura in fieri secondo me.

      6. Abbiamo Pantaleo che è un manager del gruppo Armani di un certo livello, e garantisce sul lato aziendale senza mettere il becco sul lato sportivo. Il curriculum di Messina parla da solo, non tanto per le vittorie quanto per gli ambienti che ha frequentato e in cui si è formato dal punto di vista sportivo a 360° (tecnico ma anche organizzativo). Stavropoulos è un dirigente europeo top, autore del miracolo Olympiakos. Ecco, mi sembra che ci siano da un paio d’anni i presupposti per rendersi credibili quando si alza la cornetta per chiamare qualcuno, con tutto il rispetto (sostanziale) per Portaluppi e (formale) per Proli.

  4. È chiaro che sotto il pallone dell’Eurolega, subito prima della partita, Zach cerca dove si sia nascosto il Guaz!
    (e prima o poi lo trova 🙂 )

  5. Essendo assente mi ero perso, o non ricordavo, che Hines non fosse considerato un centro eccellente. Non male…

  6. Adoro le iperboli di Guazzoni, mi fa scompisciare che qualcuno le prenda alla lettera. Secondo me dentro lo zainetto di Zac c’è lui il Guazz nazionale che impreziosisce il sito ed ora anche il nostro piccolo dibattito. Grazie Realolimpiamilano.

  7. Guaz, ho ricontrollato il test della
    Palla a spicchi di Zack ed è concordato con l’arbitro di sinistra a cui Zack fa pollice su dopo il palleggio. Previsto dal regolamento in cambio della cioccolata che c’è nello zainetto.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Olimpia Milano post Alba | "Beautiful game"? No, ma il sistema c'è, e cresce

Olimpia Milano post Alba che ci racconta di una terza vittoria in fila importante come mai in passato. Il momento è propizio
Olimpia Milano post Alba

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Alba vs Olimpia Milano | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

Hines è il Re di Berlino, ma quanti protagonisti nella serata in terra tedesca: i voti ai biancorossi

Chiudi