Buon compleanno Ettore Messina: Parola d’ordine, il rispetto

Alessandro Maggi 6

Il compleanno di Ettore Messina nel racconto di Vladimir Stankovic: Ha fatto molto per il basket, in Italia e all’estero

Oggi Ettore Messina compie 61 anni, e EuroLeague gli dedica un profilo tratto da 31 Masterminds, volume di Vladimir Stankovic dedicato alle grandi firme della competizione. Ecco la traduzione.

Ettore Messina, il primo campione di EuroLeague

Ettore Messina avrà un posto nella storia del nostro gioco e, per me: sarà sempre il primo allenatore ad aver vinto l’EuroLeague nella nuova era.

Era il 10 maggio 2001. La Kinder Bologna di Ettore Messina, e il Tau Ceramica Vitoria, stavano disputando la quinta e decisiva partita della serie finale nella città italiana. Per la sua prima stagione, la nuova EuroLeague – organizzata e di proprietà dei club – aveva optato per il formato playoff piuttosto che per una Final Four, introdotta nella stagione successiva e conservata fino ad oggi. La formula per la serie finale al meglio delle cinque era 2-2-1, e il Tau era uscito da Bologna con la serie sull’1-1. Tuttavia, si arrivò comunque a gara-5 perchè la Virtus espugnò in un’occasione Vitoria.

L’ultima e decisiva partita finì 82-74 per la squadra di Messina. Antoine Rigaudeau segnò 18 punti, Manu Ginobili e Marko Jaric ne misero a referto 16 ciascuno, Rashard Griffith 14 e un giovane Matjaz Smodis 5. Dall’altra parte, Elmer Bennett guidò il Tau con 24 punti e Fabricio Oberto seguì a 15. I baschi avevano nomi come Luis Scola, Victor Alexander e Saulius Stombergas. Erano quelle che chiamo due grandi formazioni!

Allenatore a 17 anni

A 17 anni, la maggior parte dei cestisti pensa alla propria carriera da giocatore, ma Ettore Messina era già in panchina, alla guida dei giovani della Reyer Venezia.

Infatti, Messina, nato il 30 settembre 1959 nella città italiana di Catania, ricorda come si è conclusa la sua carriera di giocatore. Il suo allenatore dell’epoca, Tonino Zorzi, era stato brutalmente onesto con lui: «Non credo che potrai mai essere un buon giocatore, ma quando ti vedo allenare i ragazzi, penso davvero che tu possa essere un buon allenatore». È stata un’intuizione azzeccata e il club sostenne il primo anno di Messina alla scuola di allenatori.

In una e-mail che mi ha inviato Messina ha ricordato tutti i suoi insegnanti. Riconosce di aver imparato molto da Massimo Mangano, Piero Bucchi e, ovviamente, dai grandi Sandro Gamba e Dan Peterson. 

Messina sottolinea anche una «esperienza incredibile con Kreso Cosic, che è stato quello che mi ha aperto gli occhi sull’importanza dei giocatori più piccoli e del tiro da tre punti».

Messina ha anche scritto di aver avuto la fortuna di poter parlare tante volte con il “Professore” Aleksandar Nikolic, un vero saggio che «è stato molto gentile con me» e al quale «devo molto».

Essendo la persona molto educata che è, Messina non dimentica nemmeno tutti i dirigenti che hanno scommesso su di lui quando era ancora molto giovane. Era il direttore dello sviluppo dei giocatori per la Virtus Bologna a 23 anni, allenatore a 29 e allenatore della nazionale italiana a 33.

La vera carriera di Messina inizia nel 1989 quando diventa capo allenatore della Virtus Bologna, club ambizioso in espansione. Nella sua stagione da rookie, Messina vince il primo titolo: la Coppa Saporta. 

Nella finale, disputata il 13 marzo 1990 a Firenze, la Virtus sconfisse il Real Madrid per 79-74. Michael Ray Richardson condusse i vincitori con 29 punti con 4/6 da dietro l’arco. Claudio Coldebella ha aggiunto 16 punti e Roberto Brunamonti ha avuto un ruolo chiave nella gestione della squadra. 

L’allenatore del Real Madrid George Karl ha dovuto ammettere la sconfitta, nonostante i forti sforzi di Anthony Frederick (21 punti) e Mike Anderson (20).

Il grande obiettivo della Virtus era l’EuroLega, ma prima Messina e tifosi avrebbero dovuto aspettare un po’, e subire qualche delusione. Nella stagione 1991-92 il Partizan Belgrado sconfisse la Virtus nei quarti di finale vincendo la partita decisiva a Bologna. Fu allora che il Messina scoprì un giovane giocatore di nome Predrag Danilovic, che sarebbe diventato uno degli elementi più importanti della Virtus negli anni successivi.

In Italia cominciarono ad arrivare i titoli: la Coppa Italia nel 1990 e il Campionato Italiano nel 1993. Ma i tifosi volevano il titolo europeo. Quel momento arrivò finalmente nell’aprile 1998. 

Bologna aveva una squadra spaventosa con grandi giocatori italiani come Augusto Binelli, Alessandro Abbio, Alessandro Frosini, Riccardo Morandotti e Claudio Crippa, più alcune stelle straniere come Rigaudeau, Rasho Nesterovic, Hugo Sconochini, Zoran Savic e Danilovic , che era tornato per la seconda volta dopo un periodo in NBA.

Nella prima fase Bologna confermò le sue intenzioni con un record di 9-1 per finire prima, e dopo la seconda fase il suo record era di 13-3. Nei playoff, gli uomini di Messina superarono 2-0 l’Estudiantes Madrid al primo turno. Dopo di che, la vittima fu la rivale cittadina della TeamSystem Bologna, piegata sempre per 2-0, che valeva un biglietto per la Final Four di Barcellona.

In semifinale il Bologna ha battuto il Partizan 83-61, con Savic in testa con 23 punti. Nella partita per il titolo, la vittima è stata l’AEK Atene: 58-44 grazie ad una difesa agguerrita. I pochi punti realizzati sono stati condivisi tra tanti giocatori: Rigaudeau 14, Danilovic 13, Sconochini 10, Savic 7, Nesterovic 6. 

È stato un successo di squadra, una delle caratteristiche di Messina, anche se gli è sempre piaciuto avere una stella in grado di prendersi le responsabilità nei momenti chiave. 

Danilovic è stato uno di questi: il simbolo il tiro da 4 punti in faccia a Dominique Wilkins il 31 maggio 1998 nel derby di Bologna per lo scudetto.

Occhio e coraggio per i giovani

Messina è un allenatore molto meticoloso, prepara le partite nei minimi dettagli. Ma una delle sue caratteristiche che spicca è l’occhio clinico per individuare il talento, insieme al coraggio e alla pazienza di credere nei giovani e dare loro il tempo di ricambiare la sua fiducia. 

C’è una lunga lista di star che hanno raggiunto la gloria come allievi di Messina: Nesterovic, Ginobili, Jaric e Smodis a Bologna; Nikita Kurbanov, Alexey Shved e Andrey Vorontsevich al CSKA Mosca; Sergio Llull, Sergio Rodriguez, Ante Tomic e Nikola Mirotic nel Real Madrid, solo per citarne alcuni.

Il suo terzo e quarto titolo EuroLeague è arrivato nel 2006 e nel 2008 come allenatore del CSKA Mosca. Ha vinto la Final Four del 2006 a Praga contro il Maccabi Tel Aviv (73-69), il CSKA tornava a sorridere dopo 35 anni. 

Il titolo era dedicato al grande maestro Alexander Gomelskiy, scomparso poco prima dell’inizio di quella stagione. Quella squadra del CSKA era una forza da non sottovalutare, e aveva un leader in Theodoros Papaloukas (18 punti e 7 assist in finale).

Due anni dopo, l’Euroleague Basketball ha celebrato i 50 anni di competizioni europee di basket alle Final Four di Madrid e il CSKA ha sconfitto nuovamente il Maccabi, 81-77. 

Trajan Langdon è stato nominato MVP grazie ai suoi 21 punti, ed è stato supportato da JR Holden (14 punti), Ramunas Siskauskas (13), Smodis (13) e David Andersen (13). Messina è stato nominato allenatore dell’anno nella competizione, un premio che porta il nome di Gomelskiy.

Dopo molti successi nel CSKA, Messina si trasferì in Spagna per unirsi al Real Madrid. Per motivi che non sono mai stati del tutto chiari, il suo lavoro non ha mai prodotto i frutti desiderati, ed è stata l’unica volta nella sua carriera in cui Messina si è dimesso, lasciando nel marzo 2011. 

La stagione successiva era l’assistente allenatore di Mike Brown ai Los Angeles Lakers, quindi il ritorno al CSKA, con due Final Four senza titoli: nel 2013 a Londra, l’Olympiacos è stata la squadra migliore in semifinale, 69-52; un anno dopo a Milano, sempre in semifinale, il CSKA cadde al cospetto del Maccabi 67-68 in modo incredibile, partita che forse è il ricordo più aspro della carriera di Messina.

Nel 2014, Messina è tornato in NBA, questa volta a San Antonio per essere l’assistente di Gregg Popovich. Durante il pre-campionato, a causa dell’assenza di Popovich, Messina è diventato il primo allenatore europeo di una squadra NBA in una partita ufficiale. 

Successivamente è stato l’allenatore in due partite di stagione regolare nel novembre 2014, contro Indiana (106-100) e Sacramento (112-104), e successivamente ancora contro Indiana (91-99) e Minnesota (116-91). È stato uno spettacolo memorabile, vedere un europeo dare istruzioni a star come Tim Duncan, Tony Parker e il suo ex allievo a Bologna, Ginobili.

Messina ha vinto un totale di 25 titoli  (ore 26, ndr) per club: quattro EuroLeague, una Coppa Saporta, quattro Campionati Italiani, cinque Campionati Russi, sette Coppe Italia, due Coppe Russe e due titoli VTB League. Una Supercoppa.

È stato anche l’allenatore della nazionale italiana dal 1993 al 1997, vincendo la medaglia d’argento all’EuroBasket FIBA del 1997 a Barcellona. Ha perso con la Jugoslavia per 49-61 in finale contro un’altra leggenda delle panchine, Zeljko Obradovic, che è stato il più grande rivale del Messina negli ultimi due decenni.

Penso che la filosofia di Messina potrebbe rientrare in una frase:

“L’allenatore deve essere una brava persona; qualcuno che rispetti tutti gli altri, ma che deve anche avere abbastanza forza per far sì che tutti gli altri lo rispettino”.

Queste sono alcune delle sue altre dichiarazioni riguardanti il suo lavoro:

  • “Un grande giocatore o una grande squadra si vedono sotto la massima pressione”.
  • “Come allenatore, hai bisogno di tre giocatori consistenti”.
  • “I migliori giocatori devono avere empatia cestistica per i loro compagni di squadra”.

E un altro sull’etica e la responsabilità:

  • «Non dipendi dal tuo stipendio, ma da come vedi la tua vita in palestra».

Una volta disse: «Non puoi rendere tutti felici durante la tua vita. Ma se la maggior parte delle persone ti rispetta, forse hai fatto qualcosa di giusto»,

E non ha fatto solo “qualcosa”, ma tanto per il basket, per il suo Paese e per i club per i quali ha lavorato.

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6 Commenti
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Marco
Marco
24 giorni fa

Auguri Coach!

iellini
iellini
24 giorni fa

auguri coach
“il rispetto” quello che manca in questo blog

#AleCaptain5
#AleCaptain5
24 giorni fa
Reply to  iellini

Il rispetto mi pare ci sia, ma a volte per darlo bisogna riceverlo e cmq guadagnarselo.

GAE
GAE
24 giorni fa
Reply to  #AleCaptain5

Grande @AleCaptain5..condivido e sottoscrivo quanto scritto da te 👍👍👍

orlandoilrosso
orlandoilrosso
24 giorni fa

Buon compleanno Ettore

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