Olimpia Milano Mercato, Ethan Happ è un obiettivo?

Ethan Happ nel mirino di Olimpia Milano Mercato? Riportiamo il rumors e valutiamo le effettive quotazioni della trattativa in estate

Ethan Happ nel mirino di Olimpia Milano Mercato?

Sì, almeno per la Provincia, che riporta come il centro di Meo Sacchetti sia «entrato nel mirino biancorosso».

Ethan Happ ha iniziato la stagione in Grecia con l’Olympiacos, raccogliendo una sola presenza in EuroLeague. In realtà, solo 45’’ con un -1 di valutazione per il fallo speso.

Quindi, il passaggio alla Vanoli Cremona, con 29’ di media in LBA, 18.1 punti e 9 rimbalzi, senza dimenticare i 2.6 assist e le 1.9 palle rubate.

Il prodotto di Wisconsin ha firmato un biennale in estate con i greci, ed è in prestito alla Vanoli Cremona sino al 30 giugno 2020.

Olimpia Milano Mercato | La prospettiva Ethan Happ

E’ chiaro come, al momento, Ethan Happ sia solo uno dei nomi sul taccuino di Ettore Messina e Christos Stavropoulos per la prossima stagione.

Tante d’altronde le situazioni da valutare. Il futuro e l’effettiva tenuta fisica di Arturas Gudaitis, che ha ancora un anno di contratto (triennale siglato nell’estate 2018 e escape Nba anche quest’estate).

La situazione di Kaleb Tarczewski, che nel 2018 ha firmato un biennale, dunque in scadenza, ma è giocatore in crescita.

E la prospettiva Nikola Milutinov, che potrebbe agitare il mercato di quest’estate, con il Cska credibilmente in prima fila.

Ma Ethan Happ è opportunità molto interessante. Sarà il mercato dire la verità. Tra qualche mese.

12 thoughts on “Olimpia Milano Mercato, Ethan Happ è un obiettivo?

  1. Il nostro problema non sta principalmente nei centri dove saremmo assai ben coperti se Gudaitis tornasse almeno al 70/80 % delle sue potenzialita’.
    Concentrino le loro attenzioni su Shenghelia o comunque su qualche altro big,Milano per crescere non ha bisogno di mezze figure.
    Belinelli se ne stia lontano da noi qualche anno luce.

  2. D’accordo sulla prima parte riguardante i centri ( a parte se viene Milutinov)
    Completamente in disaccordo su Belinelli. Abbiamo bisogno di sei italiani forti se vogliamo vincere e questo è un punto cardine del tanto decantato progetto che la società ha detto in tutti i modi.
    Quindi ditemi voi se ancora per 2/3 anni Belinelli non rientra fra i sei più forti.
    Abbiamo bisogno anche di Hackett per tenere1vs1 che nessuno tiene (molto difficile) e di Melli che purtroppo per il momento non tornerà.
    Senza italiani forti non andiamo da nessuna parte con queste regole.
    Quindi io aspetto Belinelli come sesto uomo (alias Carroll) con trepidazione

  3. Datome, Melli, Belinelli, Hacket (che non amo particolarmente)…. tolti questi, quali sono i sei italiani forti? Moraschini lo abbiao già. AdV (con i suoi limiti) idem. Brooks speriamo resti (mi sembra abbia ancora un anno di contratto). Insomma: difficile accedere ai big (escluso forse il Beli). Altri in giro non ce ne sono…

  4. Ho gia’ scritto in altro post quello che pensò su Belinelli ed altri signori ( Datome in primis) e non mi ripeto.
    Aggiungo che per me l’unico in quel ruolo che dovrebbe veramente ritornare sarebbe A.Gentile che in un ambiente come quello attuale avrebbe tutte le possibilita’ per riposizionarsi a grandi livelli

  5. I tifosi di basket spesso si dicono orgogliosamente diversi da quelli del calcio. Poi si leggono di veti a giocatori o allenatori in base a dove hanno allenato o sono cresciuti ed è evidente che non c’è alcuna differenza. Non dico che chiunque non voglia certi giocatori o allenatori lo fa per campanilismo, ma chi lo fa non ha credibilità

  6. Chaco anni 35,Vlado 35,Scola 40,Datome 33,Belinelli 34,a questo punto perche’ non contattare pure Meneghin o D’Antoni.
    Qui non si parla di campanilismo ma di eta’,sulla quale non penso possa disquisire troppo pure qualche solone autoreferenziale che scrive su questo sito.
    Aggiungo poi che Datome ha rifiutato la nostra maglia per fare la riserva dai turchi percio’ neppure gratis lo vorrei.
    Qui bisogna costruire per il futuro e di ultratrentennali da sostituire nel breve/medio termine ne abbiamo gia’ troppi per aggiungerne altri salvo si chiami lebron.
    Tra l’altro Belinelli,venisse per assurdo domani,giusto per il campionato potrebbe ( forse) dare una mano ma in Eurolega manco nei primi 5 starebbe in questo momento e per quello che dovremmo pagarlo il valore aggiunto che darebbe a questa squadra sarebbe per esempio nettamente inferiore a quello di Shenghelia
    FORZA OLIMPIA

  7. Che si debba abbassare l’età media credo sia ovvio. Ma la logica del tesseramento degli italiani purtroppo è diversa. Devi per forza mettertene in squadra 6, la discriminante è anzitutto la presenza in roster. Il minutaggio che possono garantire è, purtroppo per come è regolamentato il campionato, secondario. Praticamente nessun squadra di successo di Eurolega vince senza i giocatori nazionali, e infatti l’Italia non è rappresentata recentemente.

    Benissimo puntare su giocatori con meno di 30 anni, ma giocatori come Della Valle e Moraschini, che se giocassero contro di noi in campionato ci farebbero un paiolo così, in EL non hanno ancora personalità, a parte per alcune partite in cui hanno fatto molto bene. Io li farei giocare molto di più e mi interesserebbe il giusto se sbagliassero tanto nell’ottica di un percorso di crescita, però capisco anche l’usato sicuro.

  8. Le notizie del mercato di Milano sui centri, mi lasciano piuttosto freddo.
    Sono certo che il management non rivela le sue vere intenzioni, ma quello che serve davvero da noi, secondo me, sono un paio di giocatori molto potenti nei ruoli 3 e 4, e un giovane esterno da far crescere come pilastro della società, possibilmente italiano.
    Un giovane da far giocare a lungo in campionato, al quale dare minuti in EL.
    Non ce ne sono in Italia al momento, vero, almeno sulla carta.
    Non è detto però che scegliendone uno e puntando su di lui, col lavoro in questa squadra, non se ne possa rivelare uno negli anni.

  9. Cominciamo a mettere nomi sul tavolo cosi’ la discussione esce da un ambito troppo generico:
    A .GENTILE e SHENGHELIA priorita’ assoluta.Se DREW conferma le prima buone impressioni parrebbe un prospetto valido pure per l’Eurolega percio’ questo spot con BROOKS e VlADO dovrebbe essere coperto,se poi si volesse prendere un italiano oltre POLONARA non andrei,ma il suo livello non e’ Europa.
    SCOLA se resta ancora un anno come insegnante lo accogliamo ancora a braccia aperte
    Centri piu’ che a posto se torna a buon livello ARTURAS e KALEB conferma i progressi.
    Nel settore guardie rimane il problema di un alter ego al CHACO ma non si trova certo dietro l’angolo,SYKES non e’ male ma fa un altro lavoro,
    Piuttosto servirebbe anche un tiratore puro tipo FREDETTE visto che Alessandro non ha nelle corde questa vocazione.
    Su DATOME e BELINELLI ho gia’ scritto altrove,ribadisco che stiano alla larga da Milano.

  10. Nomi è molto difficile farne, non ho lo sguardo sul panorama generale, come possono averlo i professionisti.

    Di certo quando penso a un italiano, non penso a Gentile, che secondo me non ha la testa per giocare a livello europeo, e in Italia andiamo più o meno bene come siamo.

    No, quando penso a un italiano da far crescere e che possa diventare il simbolo che trascina gli altri, penso per esempio a un Gabriele Procida, anno 2002, da mettere in campo sul serio in Italia, e per sprazzi non troppo ristretti in Europa.
    È un rischio? Certamente.
    E molti obietterebbero che è un rischio forse troppo grande anche per il ragazzo, per il suo futuro.
    Come obiezione ci sta, me ne rendo conto.
    Ci sta anche, però, secondo me, un nuovo corso in Italia, dove si prendono dei rischi come questo, e i ragazzi si fanno crescere sul serio, e non come vitelli garantiti, come succede adesso.

    Mi viene in mente Pajola di Bologna, che ho visto dominare e vincere la finale U20 di qualche anno fa, e che gioca bene anche nella Virtus attuale, nonostante abbia davanti, nel ruolo, due fenomeni.
    Come esempio contrario di giocatore apparentemente bruciato, almeno finora, mi viene in mente Andrea La Torre, che è stato anche a Milano, ora a Cantù, che ho visto anche lui vincere la finale U20, o forse giocare la finale, non ricordo bene, era qualche anno fa, e sembrava di un altro calibro rispetto a tutti gli altri nella Stella Azzurra di Roma, ma poi sembra essersi fermato, a livello professionistico massimo, per una certa mancanza di mezzi fisici.

    Dunque sono rischi.
    Per le squadre e per i ragazzi.
    Gli sloveni però li buttano in squadra, se hanno il talento, da subito, e raramente questi deludono.
    La matrice diversa, tra i nostri giovani e gli altri, mi sembra il fatto che gli altri, quelli dell’est – per essere comprensivi – sono abituati a prendere responsabilità in campo.
    Sanno che se a un certo punto il pallone arriva loro, DEVONO farci qualcosa di utile, mentre i nostri non sembrano avere quest’impronta mentale.
    È una generalizzazione, quindi non racconta il dettaglio, ma il quadro generale sì.
    Ed è anche vero che i giovani che vediamo qui, sono tra i migliori di quelli che vengono da altri vivai, ma l’impressione è quella.
    Prendere l’iniziativa senza bruciare palloni.
    Mentre i nostri, troppo spesso, o non prendono iniziative, o ne prendono troppe, bruciando palloni.

    Sarebbe il caso di provare a prenderne uno, Procida, e farlo giocare davvero, insegnandoli nel frattempo a trovare quell’equilibrio tra iniziativa e non spreco, ma facendolo giocare sempre, almeno nella nostra regolar season, che si potrebbe prendere come un teatro per questo genere di rischi calcolati.
    Un ragazzo di quasi due metri per 80 chili con un buon lavoro in palestra dovrebbe imparare a muoversi bene, e di lui ho letto che nei minuti in campo a Cantù ha mostrato buona personalità e iniziativa.
    Sono le caratteristiche che cerchiamo, secondo me, dai nostri giocatori.

  11. Il gioco dei nomi non appassiona neppure me.
    Ma sarei per la scelta giovane.
    Sognare per sognare, vorrei Mannion o Moretti da mettere sotto l’ala protettrice del Chacho e di Nedo.
    E poi, più facile e ovviamente meno suggestivo, a me piace molto Mezzanotte, da affidare invece a chioccia Scola.
    Lato over 30:0 su Belinelli sono freddino, su Datome entusiasta.

  12. Mettiamo un po di ordine:
    Devi costruire un progetto a lunga scadenza
    Devi vincere subito perché a Milano nessuno aspetta
    Quindi devi avere degli italiani performanti da subito.
    Allora puntare su Belinelli l’anno prossimo ed intanto investire su qualche giovane sono due strade che si incrociano, che hanno un senso.
    Poi i nomi fateli voi non è il mio mestiere

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