Flavio Portaluppi: EuroLeague estenuante, Milano paga anche gli infortuni

Flavio Portaluppi, ex presidente e GM di Olimpia Milano: Attenti alla Vanoli Cremona, con Sacchetti può succedere di tutto nella gara secca

Flavio Portaluppi, ex presidente e GM di Olimpia Milano, lancia la doppia sfida con la Vanoli Cremona per La Provincia.

Diciamo che Milano ha la potenzialità per portare a casa entrambe le gare, ma che il risultato non è chiuso. Soprattutto quello in Coppa Italia dove nella partita secca entrano in gioco altri fattori. Con Meo Sacchetti tutto può succedere

La stagione dell’Olìmpia è stata pesantemente condizionata dall’Eurolega. Una competizione estenuante, lunga e che non permette pause. Ovviamente brucia energie mentali e fisiche e si porta con sé tante altre problematiche. Milano sta pagando anche gli infortuni. Non solo, non è facile per un giocatore scendere in campo solamente in campionato mentre in coppa restare quasi sempre a guardare

Quattro partite in sette giorni. È ovvio che chi gioca contro Milano al termine di queste settimane ha più chances di poter fare il colpaccio. L’ultima di Eurolega sarà domani, in due giorni servirà recuperare le energie. Per questo motivo Cremona non parte battuta, nonostante un roster meno importante

Milano ha fatto una scelta con Messina a lungo termine. Sposterei la domanda se Sacchetti non possa allenare una squadra di Eurolega. La risposta è: assolutamente si. Meo è un coach che ha sempre lavorato con roster non di primissima fascia, ma ha sempre vinto tanto e in tutte le categorie. Sono stato allenato da luì tre anni a Castelletto e abbiamo vinto due campionati dalla B alla serie A2. Sono state stagioni memorabili che ancora ricordo con piacere

2 thoughts on “Flavio Portaluppi: EuroLeague estenuante, Milano paga anche gli infortuni

  1. Cerchiamo di capirci: la crisi attuale, che si è manifestata in pieno l’altra sera contro Berlino, non è soltanto di risultati.

    In nessun momento della partita Milano ha dato la sensazione di averla in pugno, di poterla controllare, di poterla vincere. La suspence giova allo spettacolo, e in questo senso è un paio di partite che ci emozioniamo e ci divertiamo.
    Pur essendo tutti sereni che questa non sia una squadra da F4, abbiamo sperato e creduto di potere mostrare un gioco che confermasse la sensazione che abbiamo avuto tutti, di essere da play off.

    Ne abbiamo il valore dei giocatori e dello staff, ne abbiamo l’ambizione, e le risorse finanziarie e di pubblico.
    Ne abbiamo avuto anche la classifica.
    Per una parte della stagione ne abbiamo avuto anche la conferma in campo, coi favolosi quarti quarti dell’Olimpia, spettacolari per gioco e risultati.

    Ci siamo accorti che qualcosa potesse scricchiolare, sotto la superficie lucida e brillante di quei tempi, quando invece in campionato abbiamo subito sconfitte che non sono state all’altezza del nostro entusiasmo, per quanto di valore quasi zero sul piano dei risultati.
    Guardando indietro in quei mesi, si vede in forma macro quello che oggi vediamo in forma micro in ogni partita: un distacco tra buoni momenti e perdita totale di concentrazione che può massacrare qualsiasi nostra prestazione, come si sarebbe potuto comprendere dall’antifona, secondo me.

    La mancata saldatura tra l’Olimpia da sognare che abbiamo visto in campo, e la squadra che agevola i 102 punti di Berlino senza difendere, è il luogo dove cercare le cause e le soluzioni della crisi.
    Sembriamo quello studente che la sera è convinto di sapere la lezione, che ha ripetuto un paio di volte a se stesso, mentre si scaldava la play station, e la mattina dopo all’interrogazione ha qualche sprazzo di memoria tra enormi lacune – e qualcuno qui parla per esperienza diretta.
    Dove gli studenti sono i giocatori, quelli che ancora mostrano di avere la lezione appiccicaticcia.

    Il lavoro in palestra, lo dicono tutti, è la soluzione: condivido.
    Mi sento di mettere la mano sul fuoco, però, che il lavoro in palestra con Messina c’è e c’è sempre stato, ogni giorno.
    Allora, forse, è la lezione troppo difficile, per questi giocatori, che va modificata.
    James da noi l’anno scorso ha subito lo stesso trattamento riservato oggi al Chacho dagli avversari: (e a Mason con Berlino – Mason che in italiano vuol dire fabbro – è stato permesso a Mason di fare il fabbro con lui, dagli arbitri).
    Tra noi si può dire.
    Spegnendoli si è spenta in gran parte la squadra, in entrambi i casi.
    Perché se dietro di te hai Real, e spegni Rodriguez, gli altri ti massacrano.
    Non è così a Milano.
    Tre quinti del quintetto – Gudaitis, Nedovic, Brooks – infortunati o in recuperi lunghi da incidenti gravi e ripetuti, le seconde linee preferite – Moraschini e Della Valle – infortunati, gli ultimi arrivati – Sykes e Crawford – che non hanno avuto il tempo di imparare la lezione, e vengono mandati spesso dietro la lavagna, da dove ogni tanto tirano delle palline di carta, facendo anche canestro qualche volta, ma 5 falli in venti minuti in due partite consecutive, le uniche, sono orecchie d’asino e non eccesso di cuore difensivo.
    La lezione del Mestro è difficile, niente da fare.

    La spaccatura, l’impossibilità del dialogo tra parte della squadra e lo staff allenatore, secondo me è l’area dove registrare meglio il grande lavoro che viene fatto e che viene richiesto in palestra.
    Non sarà un capolavoro, la gestazione delle ripetizioni in aula, ma preso come si prende un giocatore a gettone per finire la stagione, potrebbe restituirci la sensazione di essere anche forti, di controllare bene le partite non difficili, di restituirci la sensazione che sta vacillando – parlo per me, ma credo non soltanto – di finire bene la stagione.

    Squadra: parlatevi. E basta andare dal preside! 😏

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Gazzetta Power Rankings | Olimpia Milano quinta

Sale Olimpia Milano dopo il successo di Brindisi nel Power Rankings de La Gazzetta dello Sport
Andrea Cinciarini

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Stefano Sardara
Stefano Sardara: La Virtus Bologna la più forte, noi in finale

Il presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara ha parlato anche di tv: La mia idea sono tre gare in chiaro...

Chiudi