Olimpia Milano post Brescia | Si gioca male, la soluzione non è il mercato

La nostra analisi sul ko di Brescia di Olimpia Milano: i valori e i disvalori del match, l’atletismo ulteriormente abbassato, il mercato da evitare

L’Olimpia Milano cade a Brescia, e le polemiche riemergono immediate nel popolo biancorosso. Tre punti sul derby di ieri sera, che vanno anche oltre.

Brescia vs Olimpia Milano, la partita

Brescia è una squadra esperta, ben oltre il suo status, con la fisicità maggiore del campionato di LBA Serie A. Questo non è il dato di partenza, solo una constatazione. O il nostro giudizio.

La cronaca della gara

Il punto di partenza è che l’Olimpia Milano ha 7 ko in 18 gare di LBA, un dato impensabile a inizio stagione, senza precedenti nelle precedenti tre gestioni tecniche, anche nella Serie A migliore degli ultimi sette anni.

Poi, c’è la partita. L’Olimpia Milano ha difeso bene per 16’, in maniera eccellente sul lato debole, ma nel primo tempo non ha saputo allungare il suo vantaggio su una Brescia che impiegava un quarto e mezzo per segnare il primo canestro da 2.

La squadra di Ettore Messina ha poi saputo reagire allo scioccante avvio di terzo quarto, piazzando un parziale di 13-2 dopo aver toccato il -8 e riportandosi avanti. Questo è un valore.

I biancorossi hanno quindi giocato male i possessi decisivi, con troppa ansia e mancanza di lucidità, incappando in errori decisivi. Questo è un disvalore. Inatteso.

In tutto questo, Keifer Sykes è stato ancora il miglior marcatore, pur essendo arrivato a Milano a fine dicembre. Serviva un giocatore che trovasse la soluzione in isolamento in caso di giochi rotti in attacco. I giochi rotti in attacco sono molti, e Sykes è diventato prima opzione offensiva come fosse arrivato ad agosto. 

Significa che i giochi rotti sono tanti, dunque che la squadra attacca male. Ancora una volta, emerge come l’Olimpia Milano non sia cresciuta in questi mesi. Una squadra che voleva correre, ma che non sa correre.

Atletismo

L’Olimpia Milano manca di atletismo. E’ dato noto, ammesso dallo stesso Ettore Messina, e che denota una necessità a prescindere: servono muscoli per primeggiare, in Italia e in Europa.

Le pagelle di RealOlimpiaMilano

Ma, c’è un ma. Perché il già basso dato di atletismo, oggi, è ulteriormente penalizzato da alcuni dati di fatto fisici. 

Nemanja Nedovic non ha ancora le gambe per arrivare al ferro con continuità. Dimostrazione, la stoppata subita da Lansdowne nel quarto quarto. E neanche la lucidità per capire di avere un avversario alle spalle. 

Arturas Gudaitis idem. E mancava Jeff Brooks. Pazienza. Sono dati di fatto.

Mercato

Intanto, si continua a parlare di mercato. Non rinnegheremo la nostra missione primaria, che è dare voce ai tifosi e analizzare le trattative sul tavolo.

La nostra missione è anche parlare di basket, o provare a farlo. E allora dicamo: «Basta». Evidentemente Giorgio Armani, nella sua infinita passione e dedizione, ha involontariamente abituato la piazza a ritenere che la soluzione ad ogni problema fosse fuori dal seminato, a portata di portafoglio.

Le parole di Ettore Messina

Ma Giorgio Armani è anche e soprattutto sinonimo di lavoro. Duro lavoro. Ettore Messina è anche e soprattutto sinonimo di lavoro. Duro Lavoro. 

E’ tempo di lavorare, continuare a lavorare, per un roster di 14 uomini. Perchè l’Olimpia ha un roster di 14 uomini veri per l’obiettivo Lba-EuroLeague, con Luis Scola giunto subito a coprire le magagne di Aaron White e Shelvin Mack sostituito da Keifer Sykes.

Gli infortuni ci sono, sono reali e pesanti. Per Olimpia Milano come per il Maccabi Tel Aviv e il Baskonia oggi, o per il Khimki e altre squadre europee ieri. Intanto, si rinnega il valore di Christian Burns e si perde contro una squadra che concede 14’ a Zerini e 8’ a Laquintana.

Le risorse ci sono già. Serve solo lavorare.

Ps. Questa è opinione, non siamo a conoscenza di eventuali trattative di Olimpia Milano in corso. 

21 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia | Si gioca male, la soluzione non è il mercato

  1. Commento corretto e condivisibile, siamo giusti e siamo validi in ogni ruolo e la squadra è tale solo dopo essersi amalgamata con duro lavoro e la condivisione di esperienze dentro e fuori dal campo

  2. Al di là della partita di ieri le statistiche della prima parte del campionato dicono che: non abbiamo nessun giocatore nei primi 5 di ogni categoria (punti, rimbalzi, assist, etc). Il nostro miglior marcatore (Rodriguez) è 30° il secondo (Micov) 35°. Il nostro miglior rimbalzista (Kaleb) è 24°. Un po’ meglio negli assist dove Rodriguez è 6°. Come squadra siamo 8° nella percentuale da due e da tre, 7° negli assist e 6° nei rimbalzi totali.

  3. Correttissimo. Basta sentire chiedere dimissioni a Messina o altre lamentele. Lasciate lavorare la squadra in pace. A giugno si farà il bilancio e i correttivi, finalmente si spera nel segno della continuità e miglioramento.

  4. Al di là della partita di ieri le statistiche della prima parte del campionato dicono che: non abbiamo nessun giocatore nei primi 5 di ogni categoria (punti, rimbalzi, assist, etc). Il nostro miglior marcatore (Rodriguez) è 30° il secondo (Micov) 35°. Il nostro miglior rimbalzista (Kaleb) è 24°. Un po’ meglio negli assist dove Rodriguez è 6°. Come squadra siamo 8° nella percentuale da due e da tre, 7° negli assist e 6° nei rimbalzi totali.

  5. Analisi perfetta ma manca secondo me un pezzo. Manca completamente lucidità e calma. Ieri 63% ai liberi, e uno dice “Beh ma avranno fatto fallo su quelli scarsi”. Fra Micov e Della Valle, 2 su 8.

  6. C’è un fattore psicologico negativo. La squadra si arrende alle prime difficoltà, Messina per primo. Nessuno, come diceva il mitico Dan, “SPUTA SANGUE”. Manca completamente lo spirito di Squadra che praticamente significa DIFENDERE FORTE. Grande difficoltà a rimbalzo difensivo che si traduce in ZERO CONTROPIEDI. Va fatto un grande lavoro sulla testa dei giocatori.(molti dei quali, purtroppo, a certi livelli non possono competere nè fisicamente nè tecnicamente) Il President coach ne sarà capace ?????

    1. Come è possibile prendere sul serio delle critiche quando sono del tenore di “Manca completamente lo spirito di Squadra che praticamente significa DIFENDERE FORTE”? Milano è la terza miglior difesa del campionato. La critica non è un dire ad agosto “faremo schifo” o dire oggi “Milano non difende”. Il problema di Milano è l’attacco, la difesa è l’ultimo dei problemi.

      1. Caro mr Tate la vediamo in maniera diversa. Io rispetto le tue opinioni tu fai lo stesso con le mie. Grazie

  7. Pino, analisi perfetta, il president coach è in piena confusione mentale. Giochiamo peggio di ottobre. Non è riuscito a dare l’impronta a una squadra che Lui ha voluto. Ha fatto delle scelte scellerate e costosissime a inizio stagione ora sarà difficilissimo raddrizzare la situazione.

  8. Dobbiamo prendere un 4 che possa giocare da 3. Tutti fanno errori di mercato e le grandi squadre li correggono senza guardare al budget. Spero in un intervento.

  9. Sykes miglior marcartore, ok, ma ha il +/- peggiore di tutta la squadsra (-15). D altro canto, l altro Playmaker (Cincia), a fronte di soli 2 punti, ha un +/- di +15. Sta cosa dovrebeb fare riflettere, a mio avviso.

  10. Sykes è un buon solista, può dare un po’ di imprevedibilità ma non è un play nel senso classico. Non governa il gioco, in una grande squadra può dare 5 minuti di ritmo ma non può essere il perno. Andava benissimo ad Avellino, in Corea, ma tra le big di EL lo vedo poco. Meglio di Mack me non è quello che fa la differenza. Perché era a casa il Chacho? Se non tiene il ritmo perché si è puntato su di lui?

  11. Per me dobbiamo continuare con questo roster perché non sarà un giocatore a farci svoltare la stagione..anche perché campioni o presunti tali in questo momento non ci sono sul mercato..piuttosto.secondo me visto e considerato che non abbiamo un roster per competere adeguatamente nelle 2 competizioni principali è arrivato il momento di fare una scelta ossia puntare ai Play-Off di Eurolega o di provare a vincere il campionato italiano..a mio parere puntare ai Play-Off d’Eurolega non ha molto senso perché usciremmo cmq al primo turno incontrando una tra EFES o REAL MADRID o BARCELLONA o CSKA MOSCA o MACCABI anche perché per evitarle dovremmo arrivare nelle prime 4..pura utopia..invece se unissimo tutti i nostri sforzi per provare a vincere lo scudetto potremmo farcela perché ricordiamoci che è sempre bello poter alzare un trofeo a fine stagione piuttosto che rimanere a mani vuote..

    1. Concordo, al momento non vedo giocatori determinanti liberi e tesserabili, però confido che un esperto di mercato sappia trovare le occasioni giuste. Tuttavia non vedo chance di passare un turno di playoff in EL arrivando settimi o ottavi. Si rischia solo di ingolfare il calendario e bruciare energie preziose. Cerchiamo di arrivare terzi in LBA e poi vediamo.

  12. Sino ad ora è effettivamente la peggior regular season degli ultimi anni e i dati indicati da Roberto ne sono una conferma indiretta. Però sino a ieri si era tutti d’accordo con Pianigiani che diceva: la regular season è una cosa. Quello che conta è vincere nei play off dove arrivi in fondo solo se vinci in trasferta. Come dire: il fattore campo non è così importante.

    Io insisto col dire che gli acquisti sbagliati (se così possiamo definirli) ci stanno, eccome. E non colpiscono solo Milano.

    Il nostro problema più grosso è l’attacco. C’è poco bilanciamento tra il gioco fuori e quello sotto, quasi inesistente (anche perchè i nostri lunghi sono dinamici ma non sanno giocare spalle a canestro – escluso Scola). E le percentuali non aiutano. Voglio dire: se sbagliamo così tanti tiri aperti e anche i tiri liberi vuol dire che c’è un problemino mentale, soprattutto. Su questo il coach deve lavorare e, sinceramente, da li mi aspetto tanto su questo fronte, sul quale sono mancati clamorosamente Repesa e soprattutto Pianigiani.

    Maggi, tu che hai contatti con la società, non credi che questi infortuni siano un po’ troppi? Voglio dire: è vero che li hanno tutte le squadre di EL però i nostri mi sembrano tutti simili, ovvero strappi con lesioni muscolari. Non sono un medico ma la domanda sorge spontanea: non è che la preparazione è errata? Si gioca molto e ci allena pochissimo, questo è vero, ma mi sembra che siano un po’ troppo simili l’uno all’altro.

    Cambiare e tornare sul mercato ora non mi sembra avere molto senso, si troverebbero solo gli scarti e non uomini in grado di farci fare il salto di qualità. Il nuovo play-guardia è stato comunque un buon innesto. Per il resto, giù la testa e lavorare, lavorare, lavorare!

    1. Certo U.Fo che la stagione regolare è una cosa e i play-off sono un’altra ma se ci giochiamo al massimo delle nostre possibilità l’Eurolega per arrivare tra il sesto e l’ottavo posto alla fine arriveremo spremuti ai play-off del campionato italiano..questo è il rischio che corriamo..

      1. Io credo che chi dice che ha senso non competere non abbia mai fatto sport a livello competitivo o pseudo-competitivo. “Non giochiamo forte queste partite tanto non andiamo da nessuna parte” è una cosa che possiamo dire al bar ma che non esiste nel mondo agonistico e fra i professionisti. Se pensi che “tanto non conta”, la stagione è finita.

    2. Vorrei vederti a fine stagione Mr Tate quando gli altri festegeranno e noi a mani vuote..perché sai benissimo che in Eurolega al massimo arriveremo al primo turno

      1. Anzitutto per me sport non è aspettare giugno per esultare o deprimersi al fischio finale. Per me lo sport è ogni singola partita. Chi ragiona nell’ottica di “a fine stagione…” fa prima a non guardare nessuna partita, tanto se tutto lo scopo di seguire uno sport è solo vedere se una squadra vince il campionato o meno basta vedersi l’ultima partita.

        Dopodiché, il discorso sull’Eurolega manca di alcun senso: ci sono 6 squadre in EL che possono vincere, ragionevolmente, le altre al massimo arriveranno al primo turno. Allora perché giocano? Boh, mi sembra folle discutere i principi dello sport agonistico e della competizione, pensavo che chiunque capisse che in una competizione si gioca anche se si pensa di non poterla vincere.

        Detto questo, è irrilevante dove arriviamo in Eurolega, semplicemente non puoi chiedere a un atleta di non competere. E se è lui a chiederlo, non dovrebbe avere posto nella tua squadra. Un conto è conservare energie nella partita prima di una sfida importante, un conto inizia a dicembre a non giocare una competizione.

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