Il giusto tributo a Alessandro Gentile, il tributo a chi ama l’Olimpia Milano

Domani un nuovo ritorno a casa per Alessandro Gentile. Un uomo che divide, ma un uomo che ha sempre amato i colori dell’Olimpia Milano

Olimpia Milano vs Trento di domani pomeriggio è, in primo luogo, un nuovo ritorno a casa per Alessandro Gentile. Perché Milano, il Forum d’Assago, sarà sempre e per sempre LA casa di Alessandro Gentile.

La casa del capitano, la casa del simbolo di uno scudetto atteso 18 anni, la casa di un ragazzo che ha sopportato grandi pesi sulle spalle, sempre a testa alta, a volte sbagliando, come sempre capita a chi mette il cuore prima di tutto. 

«Sì, sono rimasto troppo male per come è andata a finire, con l’Olimpia ho avuto un legame emotivo e sentimentale molto intenso, ma ormai è il passato» disse il 20 febbraio scorso a La Gazzetta dello Sport, prima del Mondiale, prima di Trento.

Alessandro Gentile è una persona che divide. Lo ha sempre fatto. Perché ha avuto degli atteggiamenti sbagliati. Perché ha commesso tanti errori. Perché ha reagito anche in maniera strampalata a provocazioni ambientali. 

Alessandro Gentile è questo. Appunto. Una persona che divide. Perché ha il talento dei predestinati. Perché ha la forza di smuovere montagne. Perché ha la capacità di rendere tutto possibile. Perché ha la potenzialità per stare sul piano dei grandi.

Alessandro Gentile non è «karma»: quello era lo sfogo di un amante abbandonato, anche per colpe proprie. Alessandro Gentile è quello del dito sullo scudetto, delle lacrime contro Sassari: un uomo che ha sempre amato la sua Olimpia, un uomo che ancora oggi ama la Sua Olimpia.

Ecco perchè domani è giusto tributare ad Alessandro Gentile il medesimo scroscio di applausi udito per Daniel Hackett, David Moss o Jasmin Repesa. Loro, quei colori, non li hanno amati così tanto: erano partner occasionali, non compagni d’altare della nostra Olimpia Milano.

In bocca al lupo Capitano, e bentornato, per un pomeriggio, a Milano. Io quel giorno lo aspetterò sempre. Quel giorno in biancorosso. Di nuovo.

30 thoughts on “Il giusto tributo a Alessandro Gentile, il tributo a chi ama l’Olimpia Milano

  1. Concordo su tante cose, forse anche sul suo amore per l’Olimpia. Resto convinto che sia un discreto giocatore, convun buon talento ma assolutamente “senza testa”. E non conosco grandi giocatori senza testa. Senza fisico magari si’, senza un gran talento ma con tanto cuore si’, ma senza testa per me uno non potra’ mai essere un GRANDE di questo sport.
    E’ comunque un buon professionista e questo gli va riconosciuto.

    1. Dopo anni personalmente non ho ancora capito il perché della sua epurazione? Perché fu degradato da capitano a soldato semplice e poi mandato via come un indesiderato? Proli ha deciso e mai spiegato realmente. Anni di involuzione tecnica, ora sta tornando ad alti livelli. Io penso che il suo posto sia l’Olimpia, con la n. 5.

      1. Gentile lo rivorrei anche io in maglia Olimpia. Il grosso problema degli ultimi anni è la meccanica di tiro che è regredita clamorosamente. Da 3 è osceno e in lunetta poco meglio..

  2. Anche secondo me Alessandro Gentile è un giocatore caparbio e talentuoso senza una grande visione di gioco, ci mette l’anima, anche troppo e ne ha pagate le conseguenze, non è stato precisamente epurato ma pare non abbia voluto sottostare alle condizioni propostegli, quindi,molto a malincuore ha deciso di cambiare, Comprensibile, era stato osannato come il migliore e si è trovato degradato e, secondo lui, sottoutilizzato. Pare che quando in campo commettesse degli errori volesse avere sempre il tempo per rimediare, non riuscisse ad accettare di essere richiamato in panchina, pare abbia voluto parlarne civilmente con allenatore e presidente e non abbia ottenuto quanto desiderato così la sua avventura a Milano finì ma in futuro potrebbe ricominciare, oggi un’ala piccola con il suo fisico ci farebbe molto comodo e, non solo tra i tifosi, ha lasciato molti buoni ricordi.

  3. Forse stanno maturando i tempi di un ritorno. Sembra maturato. Come cambio di Micov l’anno prossimo ci potrebbe stare. L’errore più grande lo fece Proli innalzandolo a leader assoluto della squadra (in cui giocava un tal Langford) per poi degradarlo e quasi rovinarlo. Il solito errore: promuovere qualcuno prima del tempo lo esponi al rischio di bruciarlo se il personaggio non ha abbastanza umiltà (e Gentile non ne aveva). Sul tiro da 3 impressionante l’involuzione ma ora lo ha capito e non lo usa quasi più.

  4. Buon pomeriggio,
    come prima cosa vorrei sottolineare il giusto titolo del pezzo di Alessandro Maggi!
    E’ la seconda volta che #AleGent torna da avversario contro la sua #Olimpia,ma rispetto alla prima volta datata 05/11/2017 questa volta non avrò il cuore diviso a metà tra #AleGent e l’Olimpia.
    Sarà tutto per #AleGent,
    sarò egoista per la prima volta verso la mia #Olimpia…
    Parto dagli albori,se sono tornato con entusiasmo e cuore lo devo al quel ragazzo col numero “25”,che mi ha rifatto innamorare e fatto ritornare l’entusiasmo per il “gioco” per l’Olimpia.
    Ha sempre avuto quell’atteggiamento da o lo Ami o lo Odio,
    ma questo è #AleGent!
    Uno che ha sempre messo cuore e faccia nei momenti belli e in quelli meno belli,
    lo scudetto 2014,tutto si ricordanto solo di #TheShot,ma ci sono anche i suoi 23 punti-7 rimbalzi-2 palle recuperate ed una persa,il pianto dopo la sconfitta con Sassari del 2015.
    Ed è sacrosanto che domenica non il pubblico,ognuno ha le sue simpatie ed antipatie,ma la società dovrebbe ringraziarlo per quello che ha fatto.
    Lo spero ma non ci credo….
    Lui è stato e sarà sempre il #MioCapitano.

    Luca

    1. Luca, sono stato spesso in disaccordo con te, ma su Alessandro Gentile sottoscrivo tutto.

      Anche io ho ricominciato a vedere l’Olimpia con lui.

      Anche io penso che lo scudetto sia per grande parte suo.

      E anche io non dimenticherò mai l’impegno e la passione con cui ha cercato di raddrizzare la maledetta serie con Sassari.

      Sempre nel cuore nonostante i difetti e gli errori di un ragazzino di 21 anni mal consigliato.

      Lo rivorrei in Olimpia sempre, a cominciare da domani.

  5. Ok, la voce divisiva sarò io, stavolta.

    Ho assistito personalmente alla scena tristissima di Nando Gentile che all’intervallo venne a insultare pesantemente l’osservatore degli arbitri (non ricordo come si chiama), perché secondo lui non tutelavano abbastanza il figlio in campo con la maglia di Milano.
    Gentile si porta dietro il clan, questa è forse la sua debolezza maggiore.
    Il clan è nefasto e pericoloso, soprattutto per l’ambiente, inteso come il team, la squadra.
    Sembra ormai accertato che sia stato il clan a volere l’allontanamento di Banchi, che aveva centrato la F8, perché non valorizzava abbastanza Gentile, secondo loro.
    Un pericolo e un atteggiamento che secondo me noi come società non ci possiamo permettere.

    Sul giocatore in particolare, che vive sulle spalle dell’uomo che con la coppa dello scudetto ancora in mano ha dichiarato che non sapeva se sarebbe restato – e come si fa a chiamarlo amore? – sul giocatore in particolare dico che magari in squadre minori dove ha libertà totale può brillare, ma non ha la testa o il temperamento per stare in un sistema complesso, anche se ne avrebbe l’intelligenza cestistica, lo riconosco.

    Io poi mi sono convinto di una statistica che però non ho verificato con puntualità: ogni volta che fa 20 punti o più, la squadra perde. Perché è un giocatore dispendioso, sprecone.
    Motivo per cui non può stare in un sistema.
    Inoltre, dai tempi delle giovanili a Treviso, come giocatore è abituato al vantaggio del suo fisico possente e potente, vantaggio che diminuisce col passare dell’età e degli infortuni che subisce.
    Senza più quel vantaggio fisico, che comunque non gli ha permesso di essere né un grandissimo, né un vincente, è un giocatore normale, dal futuro per squadre minori che può infiammare con la sua ossessione di vincere da solo.
    Ossessione che è tutta sua, ormai, non più imputabile al clan, che, ricordo, è la prima minaccia che si porta dietro.

    Sono valutazioni troppo dure?
    Forse, ma non ingiuste.
    Sono valutazioni di un tifoso tradito?
    Probabile, ma questo non le rende meno esatte.
    E mi porta a concludere che il suo arrivo peserebbe più sul male che sul bene per la squadra.
    Una partita, quella del suo ritorno, che mi pare ancora aperta, temo moltissimo.

    1. Ciao Palmasco, ben tornato!

      Non far cadere su di lui le colpe del padre, la storia del clan la conosco e confermo dalle mie fonti che ha fatto gran danni. Quella squadra era fantastica e Banchi un ottimo allenatore.

      Così come so da fonti certe che Ale non ha vissuto la fama in modo equilibrato, in altre parole nell’anno post scudetto faceva parecchie cazzate.

      Sempre lato uomo, non gli darei però molte colpe per quelle dichiarazioni di Reggio perché a sua volte ne aveva subite parecchie dalla società e anche dal pubblico, ti ricorderai i fischi quando si era infortunato.
      Senza dire chi avesse ragione, come potremmo mai saperlo, ricordo però che aveva ottimi rapporti con giocatori importanti come Cerella e Hackett e non sembrava avere atteggiamenti di superiorità da superstar.
      Non mi sembra insomma uno alla James. Certamente è più empatico.

      Tecnicamente parlando, riconosco la giustezza di alcune tue osservazioni ma non tutte e meno di tutte quella sul far giocare male la squadra, se non quando la squadra giocava male già da sola. L’anno magico dello scudetto girava tutto alla meraviglia e lui segnava difendeva e passava. È stato mvp dei playoff e questa è una statistica che contraddice la tua teoria, mi sembra.

      L’anno successivo e poi ancora quello dopo c’è stata una progressiva involuzione tecnica e soprattutto umana, credo sia in quel periodo che abbia sbagliato molto fuori e dentro la pallacanestro.
      Ma l’ha anche pagata cara e penso abbia imparato la lezione.

      Ora, forse, è un uomo più equilibrato e può essere un ottimo giocatore.

      Mi piacerebbe che Messina gli facesse un “colloquio” per verificare se è maturato o no. E se passasse quel colloquio, sono certo che sarebbe ancora molto utile alla nostra Olimpia.
      Mi piacerebbe che facesse pace con quella parte del Forum che gli addossato molte colpe e molte non erano sue.
      Mi piacerebbe rivederlo con la maglia dell’Olimpia, non il numero 5 che è ormai intoccabile, ma un numero qualunque per ricominciare.

      Mio sogno romantico? Può darsi.

    2. Un ragazzo che ha vinto 2 scudetti da protagonista e non da comprimario a 22 e 24 anni per te (Palmasco) non è un vincente..Tu poco tempo fà hai scritto che non sempre si deve rispondere invece tu faresti bene a non scrivere se poi scrivi queste eresie..

  6. gentile nel sistema messina? se messina ha mollato james (giocatore puro senza clan alle spalle) per questioni di egoismo in campo, per l’uso spericolato dei social e senza nemmeno aver calciato il cesto della monnezza… beh non vedo come possa “regolare” alessandro gentile. suerte.

  7. Il discorso su Gentile non mi appassiona, è la tipica minestra riscaldata: c’è a chi piace, a chi no.
    Riconosco a Gentile un ruolo importante nell’Olimpia di qualche anno fa. Credo che abbia dato molto e questo gli va riconosciuto e va applaudito per quello che ha fatto su campo. Ora non credo sia importante ricostruire quello che è successo fuori dal campo.
    La domanda da porsi è : il Gentile attuale è un giocatore utile alla nuova Olimpia? la mia risposta è no anche se riconosco che giocatori italiani forti in giro non ce ne sono molti e quindi un Gentile “disciplinato” sarebbe utile, ma qui veniamo alla seconda domanda : Gentile sta in un sistema dove tocca pochi palloni? la mia risposta è no.
    Magari sbaglio e Messina vede altre cose chissà.
    Comunque nel caso tornasse io lo applaudirò (anche perché penso che non si valuta nessuno senza aver visto e provato…)

  8. Capisco l’emotività dell’argomento, le forti passioni che genera, a partire dal tono del nostro generoso ospite, Alessandro Maggi, incluse le mie, purtroppo di segno negativo.

    Chi è, però, Alessandro Gentile oggi, nei fatti?
    Beh… la classifica di Trento non parla a suo favore.
    Non è male come squadra: Craft, Blackmon, Forray, un Pascolo ormai in declino, ma pur sempre un Pascolo, sono gente da mezza classifica, se raggruppati intorno a un giocatore che ha avuto il suo valore – eppure sono ben lontani da quel traguardo.
    Se poi guardi i dati della stagione, trovi una sorpresa: Gentile è il secondo peggiore di squadra per plus minus, con -54.

    Dice: sarà perché gioca più di tutti, in una squadra che perde più di quanto vinca.
    Ma neanche questo è vero!
    Quelli della squadra che giocano minuti paragonabili ai suoi, hanno plus minus intorno al -6/-7, Craft addirittura ha un +16, solo Forray va in doppia cifra negativa a -40, ma ben lontano da Gentile.
    Secondo me questo dice qualcosa.
    E… sì Tom! Dice qualcosa del suo egoismo e di quanto gravi sulla squadra – perché lui i suoi punti comunque li fa…
    Le statistiche complete, di Legabasket, sono qui, per chi voglia controllare http://web.legabasket.it/team/tbd.phtml?from=2019&to=2019&club=TN&type=d2

    A parte le mie emozioni negative nei suoi confronti, quindi, un giocatore così involuto, e per ragioni ben precise e riconoscibili, può servire a Milano?
    Un giocatore che non sa tirare da 3 e si ostina a farlo (19 tiri in 11 partite)?
    A me pare veramente di no.

    L’argomento però è delicato e divisivo, quindi mi fermo qui.

  9. Grazie Palmasco, ci rifletto perché certamente su Gentile ho difficoltà ad essere obiettivo.

    In ogni caso è bello che siamo tornati a ragionare tranquilli, sempre interessante.

  10. Mi sembra un giocatore che pensa di essere molto di più di quello che è e il suo gioco ne risente. Personalmente no, non lo rivorrei a Milano puramente per l’aspetto mentale, tanto più se deve essere un cambio: se devono arrivare nomi, meglio che siano giocatori che ci fanno cambiare passo.

    Detto questo, per me il giocatore in campo non si discute, semplicemente personalmente è quel tipo di giocatore che per me non ha il giusto rapporto costi/benefici. Per un giocatore che doveva finire in NBA, a detta del suo camp, la carriera post-Milano non lo ha definito come un giocatore che squadri importanti sono andate a cercare. Ma la mia è una analisi con zero cuore e capisco chi invece la fa con l’affetto e la passione, anche se dissento.

  11. Tom.tutti chi? Só di passare per antipatico perché scrivo quello che penso ma a me non interessa avere dei “mi piace”..mi dispiace se io non la penso come voi..

    1. Devi cambiare i toni Tom, non i contenuti. O qui non ci sarà purtroppo più spazio per te. Motiva meglio le tue posizioni e non iniziare una frase con una denigrazione del tuo “rivale” di turbo

      1. Caro Alessandro io non ho iniziato una frase con una denigrazione verso Tom ma era solo una domanda perché lui in precedenza aveva scritto che io avevo annoiato un po’ tutti e gli ho chiesto ironicamente chi erano questi “tutti”..só che a volte i miei commenti possono apparire duri ma non sono mai offensivi ma al massimo ironici..poi se per te quelli che non la pensano come te e gli altri non possono più scrivere me ne farò una ragione ma ognuno di noi visto che viviamo in un paese dove vige la democrazia ha il diritto di dissentire ed esprimere le proprie opinioni ovviamente educatamente e io credo che lo sia sempre stato..è vero che a volte ho usato toni duri ma sempre con educazione e poi cmq anche altri mi hanno attaccato ma mica mi sono mai lamentato perché è normale in un blog discutere e controribattere..

  12. Si può esprimere posizioni diverse senza essere aggressivo verso gli altri.

    I tuoi post a volte sono così.
    Mia opinione.

    1. Direi di sdrammatizzare la nostra discussione, in fondo riguarda solo un gioco di 10 lungagnoni che corrono dietro ad una palla.

      E propongo di concentrarci sui peluche per i bambini della De Marchi.
      Io ne ho decine da portare e lo farò.

      Mia figlia in quella clinica c’è stata per due settimane nel novembre 2016, i primi giorni sono stati di terrore, poi tutto si è risolto in niente di troppo grave.
      Ma per noi resta un posto speciale che ha cambiato il nostro modo di vedere la vita, un luogo pieno di dolore ma anche di speranza, di persone fantastiche che lottano con coraggio e caparbietà, ogni giorno.
      Non hanno palle a spicchi da inseguire ma cancro e malattie rare da combattere.

      Oggi, esattamente tre anni dopo, sarò al Forum a vedere la partita con lei, mia figlia, tifosa acerrima e appassionata di Brooks (sì, di un difensore che lotta su ogni pallone, chissà se è un caso… )
      Saremo felici e in salute.
      Tre anni fa tutto questo non sarebbe sembrato così ovvio e possibile.

      Quindi andate a vedere la partita, portate peluche e soprattutto gioia di vivere.

      1. Divertente: leggo di involuzione al tiro, di poca visione di gioco, di taglia fisica non piu’ dominante come nelle giovanili eppure qualcuno lo vorrebbe di nuovo qui, e come cambio di Micov? Perdonatemi ma non sono d’accordo.
        Sposo integralmente il Palmasco pensiero, compreso il discorso sul clan. A volte i genitori danneggiano un po’ i figli….

  13. Se Gentile e’ quello di ieri (forzare sempre l’uno contro uno con 6 palle perse in 26 minuti) non capisco come possa essere utile all’ Olimpia. Credo che palmasco abbia purtroppo ragione. Quindi grazie per quello che ha fatto ma finisce qui

  14. D’accordo avevo nel cuore i ricordi degli anni 2014 2016 quando Ale era più di una promessa, oggi ritengo che abbiate ragione e clan a parte l’involuzione del giocatore è sotto gli occhi di tutti

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