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Ettore Messina: Una grande vittoria, ma l’obiettivo restano i playoff

Fabio Cavagnera 7

La soddisfazione del coach biancorosso, dopo Olimpia Milano vs Maccabi Tel Aviv: è la settima vittoria dei biancorossi in Eurolega

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Un soddisfatto Ettore Messina commenta l’importantissima vittoria in Eurolega contro il Maccabi Tel Aviv, il settimo successo della stagione nella massima competizione continentale, nella notte dedicata alla leggenda Dino Meneghin, con la leggendaria maglia numero 11 ritirata durante l’intervallo. 

Congratulazioni ai miei giocatori e un grande ringraziamento ai tifosi, che ci hanno aiutato molto in questa serata. È stata uno sforzo di squadra, una partita difficile, contro una squadra atletica. Abbiamo avuto tanti buoni momenti, in parte rovinati dalle palle perse, abbiamo usato più varietà rispetto al solito in attacco. È stata una grande vittoria, ora abbiamo un’altra partita durissima, ma ora dobbiamo solo pensare a recuperare

LA GRANDE GIOIA DI RODRIGUEZ E SCOLA

Cinismo una chiave di questa vittoria contro la formazione israeliana? “Forse in qualche momento ho avuto l’impressione che riuscivamo a fare questo, qualche altra volta un po’ meno. Siamo stati attenti ed abbiamo avuto la pazienza nel trovare i punti deboli del Maccabi, inoltre la squadra è stata un po’ più sciolta”.

Arrabbiato nel terzo quarto? “Mi hanno dato fastidio le palle perse. Tutti hanno lavorato con una voglia e un’umiltà notevole, costruire dei vantaggi e poi buttarli via così non è bello”.

Obiettivo dell’Olimpia in Eurolega? “Il nostro obiettivo non possono che essere i playoff. In questa Eurolega non ci vuole niente a perdere tre o quattro partite di fila. A noi ora mancano due giocatori importanti e non averli è abbastanza un casino, perché in alternativa abbiamo quintetti leggeri. Detto questo, il buon inizio non ci deve far pensare cose diverse. Se continuiamo bene, se perdiamo qualche partita non dobbiamo allarmarci“. 

Il pensiero va anche alla Serie A: “Dobbiamo recuperare un po’ di strada in campionato. Se in Eurolega possiamo lottare fino all’ultimo per i playoff e poi eventualmente vedremo, in Italia siamo una squadra dove dobbiamo lottare per vincere. Pensare che siamo già ad un livello importante, non vorrei ci facesse perdere il lume della ragione“. 

Il commento su Shelvin Mack, dopo l’assenza per turnover contro la Fortitudo: “Non l’ho escluso a Bologna, mi hanno detto che non poteva giocare per la storia dell’adduttore. Oggi in attacco ha fatto un paio di penetrazioni, ma ha difeso come un matto ed ha tolto un po’ di pressione anche a Sergio Rodriguez“.

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7 thoughts on “Ettore Messina: Una grande vittoria, ma l’obiettivo restano i playoff

  1. Grande Ettore. Parole saggi e misurate come sempre.
    E una stoccata a noi commentatori della domenica che abbiamo costruito castelli sull’assenza di Mack a Bologna…
    Anche Rodriguez ci ha risposto: alla fine della partita non smetteva più di dare pacche sulle spalle a Nedovic. Altro che litigare.
    Insomma mi sa che stiamo diventando famosi e tutta la squadra ci legge 🙂
    Grande prova di maturità, l’ennesima volta che mi sorprendono perché stasera ero davvero pessimista come molti di voi.
    Forza Olimpia, che lo spirito di Dino sia con te….

  2. Per me il dato più significativo è che si parlano molto tutti insieme. Mi danno l’idea di essere squadra con una certa resilienza nell’affrontare i momenti critici e con la capacità di colpire i punti deboli dell’avversario

    ,…poi arrivano le grandi giocate di Nedovic 8 punti fondamentali, di Rodriguez che vedo non viene fatto giocare più di 25 minuti quindi si può permettere di correre come un matto e creare 11 assist e 18 punti, Scola e Brooks che si sono fatti valere sotto canestro e dato un contributo importante anche in attacco.

    Ma tutto questo e la vittoria è anche merito degli altri ( cito solo alcune difese incredibili di Mack e i 4 punti di Biligha) che hanno portato il loro mattone fondamentale.

    Oggi hanno giocato in 10 fra i 10 e 25 minuti, le partite che l’anno scorso di perdevano al quarto quarto oggi si vincono perché arrivano con energie alla fine e si fidano di tutti e nessuno forza la mano.

    Solo una considerazione a margine. Vedendo Nedovic penso che l’anno scorso Pianegiani sia stato molto sfortunato.

    Dopodomani ne abbiamo un altra altrettanto dura per cui poi rilassiamoci sui giudizi in campionato nel caso si perda. Non sono macchine

    1. Bravo “Giulio” , 🙂, penso anch’io che la triste storia dell’anno scorso vada riscritta, e che a Pianigiani vada riconosciuta la sfortuna di perdere due dei giocatori più importanti per un tempo troppo lungo, insieme alle colpe che ha avuto, tra cui quelle di spremere tutti gli altri.

  3. Ok Tom, mi prendo volentieri la frecciata, ci sta.
    In una notte come questa poi, la notte di Meneghin e della grande vittoria su Maccabi, ci sta tutto, anche la dimostrazione che la squadra ci legga 🙂🙂🙂

    Resto però della mia idea.
    Ho visto anch’io il grande abbraccio, insistito, del Chacho a Nedovic, alla fine della partita con la squadra riunita a centro campo.
    Nemanja però è rimasto piuttosto freddo su quell’abbraccio, e quando è andato a salutare Armani come tutti, la sua faccia era piuttosto scura.
    Per il Chacho invece, direi, è stato piuttosto facile essere generoso: è stato immenso, e questa certamente è stata la sua serata, con 11 assist di cui alcuni da ritiro della maglia…

    Resta il fatto che sia andato a dargli quell’abbraccio molto significativo, da vero leader, da grande agonista, ma anche da campione, vero uomo squadra.
    Un gesto bellissimo e molto significativo.
    Significativo di cosa?
    Ma proprio del fatto che di quell’abbraccio c’era bisogno, se uno è una persona responsabile e leader vero come Sergio, e proprio l’enfasi di quel momento, significa che c’era bisogno di lanciare un forte messaggio di cameratismo.
    E perché il Chacho ha sentito, giustamente, quella necessità?
    Perché nella sera in cui lui ha dominato il match – non mi stupirei se fosse MVP di giornata in EL – Nedovic aveva cominciato malissimo, era nervoso, ha sbagliato molto, anche le scelte, prima della fiammata che ha stroncato Maccabi nel momento che aveva messo avanti il muso.

    Notato anche che nei pochi minuti in cui hanno giocato insieme, i due si sono spiegati a lungo sul perché Sergio non gli abbia dato la palla in quell’occasione del terzo quarto.
    Erano a centrocampo durante i liberi di non ricordo bene chi.
    Nedovic chiedeva ragione, e Rodriguez gli faceva il gesto di doversi allargare di più, se vuole ricevere.
    Era una comunicazione amichevole e molto sentita, la comunicazione di due campioni che sentono la rivalità, ma che sentono ancora di più la squadra, e stanno cercando tra loro di fare quadrare il cerchio, che al momento non entra perfettamente nei confini necessari.

    Vederli lavorare sul problema è una felicità per il tifoso attento, una vera felicità, una prova di grande spessore umano di entrambi.
    Ma, Tom, proprio per questo è il segno che tra loro ci sia qualcosa su cui lavorare.
    🙂

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