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Olimpia Milano vs Brindisi | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano vs Brindisi, Le pagelle di RealOlimpiaMilano. Terribile impatto per Tarczewski e White, Rodriguez prova a vincerla da solo

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Della Valle 6 – Non è attualmente nelle grazie di Messina, e soprattutto per sue responsabilità. 6 punti e 2 rimbalzi in 16’ con +8 di plus/minus. Volitivo, ma come sempre leggero nei contatti fisici a livello di volontà.

Micov 6.5 – La condizione è quella che è, e lui deve giocare altri 20’. 14 punti e 6 rimbalzi con +7 di plus/minus.

La cronaca della partita

Biligha 6 – Nel pitturato dominato da Brindisi prova almeno a metterci grinta. 4 punti, 3 rimbalzi e 2 stoppate.

Moraschini 5 – 5 punti, 4 rimbalzi, 4 assist e +6 di plus/minus. Numeri tutt’altro che catastrofici, ma in 21’, contro la sua ex squadra, doveva dimostrare di essere Eccellenza, non Gregariato.

Roll 4 – Un paio di triple nel momento caldo, ma per difesa e approccio è lontano anni di luce dal suo valore. Soffre il doppio impegno ravvicinato. Troppo.

Le parole di Ettore Messina

Rodriguez 7 – 28 punti con 7 triple, 4 rimbalzi e 5 assist. Quasi la vince da solo. Lui c’è, sempre. 

Tarczewski 4 – Preso a schiaffi nel pitturato da Stone come da Brown. Non riesce a imporre quelle doti fisiche che nessuno in Italia ha.

Cinciarini 4.5 – 11’ di scarso valore per un giocatore che al momento non riesce ad essere “scossa”. In Italia, quello che deve essere.

Burns 5 – Poteva essere la sua gara, vede il campo per 4’ soli minuti. 

White 4.5 – L’energia vista in EuroLeague è un lontano ricordo. 11’ con 4 punti e 1 rimbalzo, nel pieno del parziale di Brindisi. Mediocre.

Brooks 6 – Dopo i fuochi di EuroLeague, domenica a passo lento ma incisivo più di molti compagni. 8 punti, 5 rimbalzi e +4 di plus/minus.

Scola 5 – Ha bisogno di rifiatare, ma l’organico oggi è quello che è. 4 punti, -6 di plus/minus, in 14’ osserva Brown e Stone.

Coach Messina 4.5 – Si prende tutte le responsabilità per una squadra che non difende e non corre, perdendo la bussola sempre nei momenti importanti della gara. Dopo il successo con lo Zalgiris, un netto passo indietro: due gare perse, in casa e in Lba, non si vedevano da tempo. Le assenze, oggi, non sono alibi. Anzi, sono doppia bocciatura.

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5 thoughts on “Olimpia Milano vs Brindisi | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

  1. Peggio della sconfitta, secondo me, è l’osservazione sempre più evidente che senza El Chacho la squadra non ha luce.

    Con lui in campo si vedono idee e movimenti d’attacco, senza di lui si vedono compitini eseguiti a memoria, tenuti insieme con lo sputo, come dicevano le vecchie maestre.
    Sarebbe però folle pensare che Rodriguez possa giocare 29 minuti a partita ogni due giorni, come ha fatto in questo fine settimana.

    Lo dico con grande serenità, e con la convinzione che bisogna avere pazienza, però davvero sarebbe il caso che gli altri esterni si sveglino: il Chacho in serie A dovrebbe giocare una decina di minuti, tanto per far brillare la torcia, dare l’abbrivio, poi sedersi mentre i suoi compagni giocano e vincono.
    I suoi compagni dovrebbero vincere facendo semplicemente il loro, con passione e dedizione, senza pensare di potersi nemmeno avvicinare a una stella come lo spagnolo.
    Non voglio vedere le mani di Moraschini che tremano mentre fanno un passaggio così lento che Brindisi non solo l’ha intercettato, ma erano già in tre in avanti.
    Non voglio vedere Della Valle cercare di nascondersi, o invece provare a fare magate per cui semplicemente non ha il fisico.

    Sul caso White ho qualcosa da dire, in critica verso Messina: è un giocatore da movimenti senza palla, da tagli sul lato debole – nei quali è fortissimo, come lo abbiamo visto a Kaunas.
    Non ha 1/1, e ha molto poco tiro, non puoi farlo giocare palla in mano.
    Voglio dire: non puoi farlo giocare così se hai preso lui. Perché perfino io so che White può rendere, e molto, solo facendo l’unica cosa che sa fare, e la fa benissimo.
    Ma inserito nel gioco così, palla in mano, hai voglia aspettarlo, non arriverà mai.
    Non può.

    Ho da dire anche su Scola.
    Perfino io so che grandissimo come pure è, a 40 anni non può giocare due partite in tre giorni: e non è che io sia un grande osservatore. Bastava seguire il recente mondiale: immenso in semifinale, poi in finale, due giorni dopo, ha bucato la partita.
    E non perché non abbia testa, o grinta, o voglia: semplicemente il fisico a quell’età ci mette tutta un’altra dimensione del tempo per recuperare.
    Mi stupisco che non lo sappiano loro.
    Che non lo sappia il medico, il performance team, e che non lo sappia Giustino Dainesi, col suo annuale lungo elenco di infortunati muscolari…
    (E sul preparatore atletico non aggiungo altro).
    Hai lî Burns: in Italia Scola deve stare seduto, e anche bello comodo.
    Sprecarlo non serve.
    Non dovrebbe servire.

    I difetti sono comunque sempre quelli, come nell’era Pianigiani: massacrati a rimbalzo d’attacco; fermi in attacco (senza il Chacho); capaci di generare sempre un fenomeno avversario che ci distrugge, come stasera Stone con un 6/8 da tre, del tutto irreale.
    E poi: dov’è finito lo scarico sui centri, sul quale in preseason in Italia pasteggiavamo a champagne?
    Fatichiamo molto a difendere il tiro da tre. Contro tutti.

    Il dato positivo, secondo me,, sono le tante, troppe palle perse.
    È brutto, lo so, bruttissimo.
    Ma significa, nella sua esagerazione, che una certa idea del coach fatica a essere eseguita. Quando la capiranno, e si capiranno, spero bene di vederli giocare meglio, e vincere bene, in EL e in Italia, per quanto senza Chacho e Scola.
    Che servono altrove.

    Nedovic manca parecchio, inutile far finta che non conti.

    Altra nota che non si dovrebbe, ma la faccio lo stesso: a Lanzarini, capo arbitro, mi piacerebbe dire che il metro arbitrale dovrebbe essere lo stesso.
    E che ho saputo subito, da quando l’ho visto a bordo campo, che invece non lo sarebbe stato.
    Per lunga frequentazione a Milano, dispiace dirlo.
    Meno male che in EL…

  2. Partite cosi ne ho viste troppe l’anno scorso e mi piacerebbe non vederle più. Così come non vorrei rivedere uno che tenta di risolverla con il consenso dei compagni, perché l’anno scorso siamo morti di james dipendenza e quindi non rifarei lo stesso errore con il chaco. Certo che gli italiani devono crescere e non hanno neanche l’attenuante che non vengono fatti giocare.
    Aspettando gli assenti che ci servono come il pane, direi che allo stato attuale non siamo in grado di tenere l’intensità necessaria in due partite a distanza di due giorni. Detto questo la pazienza è la virtù dei forti

  3. Banalmente è più facile controllare che rimontare, ma il disastro difensivo ha molti padri, forse il metodo Messina per alcuni, per ora, è troppo dinamico e complicato, ad eccezione di Brooks e Biligha che si sono sforzati di interpretarlo al meglio, gli altri sono stati sempre in ritardo sulle uscite e sulle linee di passaggio. Anche in attacco forse, vista la permissività arbitrale unilaterale, non verso l’Olimpia, gli spazi avrebbero dovuto essere più chiusi. Per fortuna siamo a ottobre e Brindisi e Brescia, pur essendo ottime squadre, non penso possano essere due contender per i PO

  4. Le lacune offensive di Chachodipendenza le posso accettare stante le assenze(mancano uno degli scorer principali,il lungo”offensivo” titolare e il play che dovrebbe smezzare i minuti col Chacho).
    NJon concepisco,e gli ultimi 6′ stanno a dimostrarlo,l’atteggiamento difensivo e l’incapacità di “adattamenti” rapidi” a una squadra che ti sta trivellando

  5. La sconfitta brucia e i motivi ci sono, primo fra tutti i punti (troppi) subiti.
    Le assenze pesano; ricordiamoci che manca soprattutto il nostro play titolare (Mack). Pero’ in lba gli italiani devono dare di piu’. Anzi: io sarei per non far giocare Scola e Rodriguez per risparmiarli per l’eurolega, cosi’ come Micov. Cincia, Della Valle, Moraschini, Burns: devono essere la nostra forza.
    Comunque, anche se perdere in casa e’ sempre brutto, il campionato lo si vince ai play off. Avanti con serenita’, dunque.

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