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Mercato Olimpia Milano | Paul Biligha e Bruno Cerella aspettando il grande obiettivo Luigi Datome?

Il centro Paul Biligha è un obiettivo di Mercato Olimpia Milano. In cerca di un 6+6 credibile per la prossima stagione, Ettore Messina si farà avanti

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Il centro Paul Biligha è un obiettivo di Olimpia Milano. In cerca di un 6+6 credibile per la prossima stagione, Ettore Messina si farà avanti per il suo ex pupillo azzurro ormai ai margini delle rotazioni di Umana Reyer Venezia.

Mercato Olimpia Milano | Paul Biligha

Paul Biligha sarà infatti free agent al 30 giugno 2019, e in questa difficile stagione ha prodotto 4.1 punti di media in 29 presenze in Serie A e 3.2 punti in 14 presenze in Basketball Champions League.

Spettatore in finale scudetto, secondo Sportando è destinato ad aprire le trattative con Olimpia Milano dopo la chiusura delle LBA Finals.

Come avevamo anticipato dunque, Paul Biligha è un obiettivo più che credibile in un panorama italiani dove rientrano già Andrea Cinciarini, Amedeo Della Valle e Jeff Brooks.

Mercato Olimpia Milano | Le trattative sul mercato italiani

Con l’addio probabile a Simone Fontecchio, possibile che le nuove aggiunte siano Bruno Cerella e Paul Biligha, con quest’ultimo a sostituire Christian Burns atteso da squalifica per l’uso di Clostebol.

Resterebbe quindi un posto libero per il grande obiettivo Luigi Datome, che oggi chiuderà la sua stagione in Turchia con gara-7 di finale tra Anadolu Efes e Fenerbahce.

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15 thoughts on “Mercato Olimpia Milano | Paul Biligha e Bruno Cerella aspettando il grande obiettivo Luigi Datome?

  1. cerella? 33 anni. lasciamo stare. si parla di una squadra da playoff e f4 di eurolega e sinceramente di cerella farei a meno. piuttosto, giusto per fare il nome di un ottimo difensore, riprendo charles jenkins.

  2. Italiani forti non ce ne sono moltissimi. Cerella regala garanzie. Si potrebbe pensare a Tonut, che e’ giovane e puo’ crescere. Ma ha spesso infortuni e poi e’ un po’ piccolino, specie per l’eurolega, anche se fisicato. Ma gioca in un ruolo gia’ occupato da altri.

  3. Cari realolimpia,
    qui mi aspetto da voi un po’ di sana autocritica.

    Perché Obradovic ha fallito la finale euroleague, e ha perso lo scudetto turco.
    Per come è costruita la squadra, un fallimento totale, ingiustificabile, per usare le parole che avete usato voi per l’Olimpia di Pianigiani.
    O avete due pesi e due misure?

    O anche voi, come tutti, dopo aver bruciato Banchi, Scariolo, e Pianigiani, siete pronti a bruciare anche Messina come se niente fosse.
    Ma tenendo Obradovic come un mito, qualsiasi cosa perda?

    Vi invito a un po’ di serietà, e di sana autocritica.
    E soprattutto, come direste voi, a uno stesso metro arbitrale.
    Via Pianigiani? Via anche Obradovic!

    Con tutto il rispetto che ho per Messina, e con tutto l’entusiasmo che mi ha dato il suo arrivo…

    (palmasco)

    1. Una premessa: chi scrive non ha il culto di Obradovic, e non credo di aver mai scritto un articolo nella mia vita su di lui. In alcun senso.
      Detto questo… vogliamo paragonare le due gestioni? Due anni contro cinque, uno scudetto contro quattro, zero playoff in EL contro quattro e un titolo. Quest’anno entrambi ko in patria, uno 0-3 con Sassari l’altro 3-4 contro la finalista di EuroLeague.
      Potremo in futuro fare autocritica su Pianigiani ma non certamente in riferimento alla stagione di Obradovic. Perchè si può perdere, ma si deve costruire. Pianigiani non l’ha fatto.

    2. In effetti Efes (squadra di Eurolega da 20 milioni di budget) e Sassari erano proprio due avversari dello stesso livello…

  4. la mia, gentile maggi, era solo una provocazione. credo che cerella sia si un ottimo difensore, ma credo abbia fatto il suo tempo. sinceramente non saprei chi proporre così, al volo, però non lasciamoci prendere dalla nostalgia.

  5. La costruzione di un roster come di qualunque team di lavoro si basa su un mix corretto di diverse qualità tecniche, umane, sociali. Nel caso dello sport va incluso anche il rapporto con il pubblico tra le qualità importanti. Per questo motivo, mandare via Cerella è stato un errore e riprenderlo sarebbe una mossa azzeccata. Anche a 32 anni, anche con i suoi limiti tecnici. E’ solo la mia opinione.

  6. si è vero che non si può paragonare i risultati di Obradovic e Pianegiani ed è anche probabilmente vero che Pianegiani non aveva in mano la squadra per cui è ragionevole (non giusto che è un concetto che non capisco) mandarlo via. Cio’ non toglie che contro l’allenatore dell’Olimpia (questo soprattutto, ma anche i precedenti) si sia scatenata una campagna contro che non ha fatto bene a nessuno.

    Comunque guardiamo avanti se abbiamo bisogno di bandiera viva Cerella, se abbiamo bisogno di costruire forse meglio qualcuno più giovane.

    Ricordo anche se le squadre sono il risultato di desideri , di vincoli, e di possibilità che alle volte si realizzano altre no. Lasciamo lavorare Messina, sperando che la sua fama attiri giocatori che si ritengono utili al progetto.

  7. Due pesi e due misure, su Pianihiani e Obradovic. Noi tifosi Olimpia non vogliamo la vittoria, vogliamo lotta, ginocchia e gomiti sbucciati, buona pallacanestro. E anche la vittoria, si intende. Concordo con il blog: costruire un gruppo, una squadra, un ciclo. Questo vuole il tifoso Olimpia. Pianigiani ha avuto soldi, buoni giocatori e un pizzico di sfortuna ma na ha certo costruito granche’. Ho visto le finali di lba: due gruppi di giocatori, due modi di giocare. Ecco: questo e’ il basket che io, tifoso Olimpia, gradisco.

  8. Intanto Pianigiani ha costruito il gruppo dal quale partirà Messina – gruppo di giocatori e non le figurine che prendevano gli altri prima di lui.
    Non è veramente riuscito a lavorare sul gruppo che ha creato, perché è stato sfortunato: ha perso il suo miglior giocatore, Nedovic, quasi subito, e a febbraio il centro determinante.
    I pesi e le misure del gruppo sono cambiati totalmente.

    Ciò detto, e detto chiaramente, io sono d’accordo che Pianigiani non sia riuscito a gestire la situazione quando s’è messa di traverso: non ha saputo reagire agli imprevisti.
    Quella è stata la sua colpa.
    Per questo è stato punito, dai risultati prima, dalla rivolta dei giocatori poi, infine nella sua carriera.
    Amen.

    Del resto quest’anno pare che nessuno dei grandi sia riuscito a reagire agli imprevisti: non Obradovic, che per gli standard dei campioni che ha, ha sbagliato la stagione almeno quanto Pianigiani, né Golden State, che ha perso una finale che a detta di tutti era vinta prima di cominciare.

    Non ho visto fioccare, però, le critiche anche troppo cattive che ho visto abbattersi su Pianigiani.
    Forse il basket è cambiato e lo stiamo vedendo succedere sotto i nostri occhi, senza capirlo ancora: il livello s’è talmente livellato, che senza i campioni in buona salute non c’è più sistema o allenatore che possa fare la differenza.

    Non è una difesa di Pianigiani, che, ripeto, ha certamente sbagliato la gestione dell’imprevisto, ma è l’affermazione che attaccarlo con cattiveria, potrebbe impedirci di vedere dove sta andando il basket.

    Ed io tengo molto di più e mi diverto molto di più a comprendere e apprezzare il gioco, che sfogare le mie antipatie o simpatie di tifoso…
    Del resto altrimenti non sarei su questo sito, dove si discute e si cerca sempre di capire.

    (palmasco)

  9. Ragionando a bocce ferme continuo a non essere in grado di difendere più di tanto Pianigiani.
    Visto che è saltato fuori l’esempio Obradovic sarebbe opportuno guardare le partite della serie finale turca dove un Fenerbache (penalizzato da infortuni, giocatori in stato fisico precario) ha portato a gara 7 la finalista di Eurolega lottando su ogni singolo pallone e presentando tantissime varianti tattiche per “scombinare” il piano partita di una squadra decisamente più in palla.
    In sostanza il Fenerbache mi è sembrata una squadra che ci ha provato ma non ci è riuscita.
    .
    A Pianigiani riconosco ampiamente che nei play-off italiani la squadra era nel peggior momento fisico dell’anno (infortuni, giocatori non al meglio) ma se poi guardo come sono state affrontate le partite mi vengono i brividi: difesa assente, gioco di squadra assente, gestione ultimi possessi folle, guida tecnica senza presa emotiva. Vanno bene tutte le scusanti del mondo ma subire 100 punti di media con Stefano Gentile e Polonara che sembrano Curry e Durant mi sembra davvero troppo …. (soprattutto visto che nella serie successiva con una buona difesa di Venezia a 100 punti Sassari non ci arrivava nemmeno con 10 minuti di gioco in più).

    Da adesso in poi massimo supporto a coach Messina, la figura carismatica che potrebbe aiutarci a salire di livello (come mentalità in primis).

    ps…… volevo sempre scriverlo ma poi mi sono sempre dimenticato….. nella mia (scadente) carriera cestistica e nella mia (lunga) carriera di tifoso ho sempre visto allenatori crocifiggere chi forzava ed incoraggiare chi sbagliava un buon tiro… mi ha sempre fatto specie che Pianigiani sfanculasse apertamente chi sbagliava un tiro a prescindere che fosse uno contro cinque o una scelta corretta…..

  10. Giusto quello che dice Miked8: guardiamo avanti.
    Mi permetto solo di aggiungere che oltre alle simpatie bisogna essere un po’ equilibrati nel dare giudizi (che poi, quello del tifoso, non è un giudizio sempre tecnico e puntuale, ma dato anche di “pancia”). Se Milano è arrivata ai play off in stato psicofisico pessimo non si possono ravvisare responsabilità di chi ha gestito un roster nato per giocare sessanta gare (30 in Italia e 30 in Europa, post season escluse) facendo giocare solo sette o otto giocatori?
    In lba si doveva dare spazio a Cinciarini, Bunrs, Della Valle e anche Fontecchio. Certo, non metterli tutti insieme contemporaneamente in capo ma dare loro tati minuti per acquisire sicurezza e far riposare i big. Facile? NO. Ma coach e staff devono fare anche queste valutazioni. Non avremmo vinto la regular season? Poco importa. AI play off avremmo avuto una squadra più in forma e ci saremmo potuti togliere qualche soddisfazione in più.
    Ma guardiamo avanti. Messina ha polso per gestire anche giocatori un po’ “difficili”, come ce ne sono in molte squadre. Ed ha già reclamato difesa e voglia di lottare. Vinceremo qualcosa? Lo spero. Ma questo già mi basta per ipotizzare una stagione interessante.

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