Sull’orlo del baratro. Più di là che di qua. Quel che si voglia, per dire che venerdì la stagione dell’Olimpia Milano potrebbe concludersi ad Avellino. Incredibile, pensando ai colpi estivi, al quel record 6-2 in avvio di EuroLeague con l’impresa del Pireo. Ma una stagione è figlia di percorsi, scelte, momenti da cogliere e altri da ben analizzare. Il prologo può essere ben diverso dall’epilogo.

A Milano i processi si sono sempre fatti, spesso in anticipo. Noi non li faremo. Non oggi, non domani. Ne abbiamo abbozzato uno prima dei playoff, ma non ci fasceremo la testa prima di essercela definitivamente rotta. Non siamo per questo ciechi: l’Olimpia sta soccombendo contro l’unico avversario che stia peggio di lei, con un coach esordiente a questi livelli, con una stagione disastrata sulle spalle, capace di passare in gara-3 con un parziale di 13-0 firmato da due triple di un Ariel Filloy che pareva sulle gambe da ottobre, pronta a rimettere in campo un lungo fermo da marzo.

Terribile. Ma non sarebbe logico, nè giusto, per nessuno, fare il funerale prima del tempo. Finchè c’è vita c’è speranza, ma servono dei segnali. Altrimenti nulla sarà possibile.

Livio Proli

Ricordiamo con nostalgia quelle ore tra gara-5 gara-6 della finale scudetto con Siena del giugno 2014. Livio Proli prese la parola: «In caso di sconfitta, rassegnerò le dimissioni da presidente». Lo fece comunque, poco dopo, ma fu un messaggio, una presa di responsabilità, perché inevitabilmente successiva ad un duro e netto confronto negli spogliatoi. 

I silenzi, non ci sono mai piaciuti. Forse perchè facciamo questo mestiere, e viviamo di dichiarazioni, certamente perchè i silenzi non rassicurano, non sono mai sicurezza d’azione. Noi non interpreteremo a modo nostro i silenzi verso l’esterno delle prossime ore, perchè probabilmente tali saranno. L’Olimpia ha scelto questo, e lo rispettiamo: ma siamo certi che Livio Proli sarà ad Avellino a dire la sua, a chiamare ogni elemento alle sue responsabilità, a chiedere come mai chi è rimasto a guardare un’EuroLeague intera, Andrea Cinciarini, sia sempre e comunque esempio, mentre altri vivono solo di alibi.

Ne siamo sicuri. Questo avverrà. O al PalaDelMauro possiamo anche evitare di scendere in campo.

Mike James

Troviamo a dir poco riduttivo considerare gli interventi di Mike James su Twitter al solo: 

come ha fatto la Gazzetta dello Sport. Mike ha detto anche altro:

Ma conta quel che conta. L’Olimpia Milano è una società professionistica, questo è basket professionistico, non roba da oratorio. Se Mike James vuole lanciare un messaggio di coraggio ai compagni lo faccia chiaramente.

Mike James, insomma, si presenti ad Avellino, zoppicante, lasciando il cellulare nelle tasche, e stia vicino ai compagni. Vicino nelle parole, private, dirette, anche violente. Sia esempio, per fare i live su Twitter ci siamo già noi.

Simone Pianigiani

Lo ribadiamo, non è il tempo dei processi. Simone Pianigiani è stato scelta impopolare, e per questo ha dovuto incassare critiche violente, spesso ingiuste o affrettate, altrettanto spesso corrette e circostanziate.

Ma Simone Pianigiani ha anche vinto, anche a Milano, e oggi come oggi non c’è nessuno che possa portare questa squadra fuori dal limbo. Un limbo a cui ha contribuito in prima persona. 

Basta alibi. Servono confronti decisi, anche individuali, nel silenzio delle palestre di Avellino. Servono segnali, come quello di Nemanja Nedovic di ieri sera (la sola presenza in campo), e momenti di condivisione.

Sì, condivisione. Perché a prescindere dagli alibi, in molti non l’hanno avvertita in questo roster, evidentemente. Che Milano affronti questa potenziale ultima sfida come squadra. Come un insieme. Condiviso. Perchè in caso di sconfitta, non ci saranno colpevoli maggiori e minori. Solo colpevoli.

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11 Comments »

  1. Ciao a tutti,

    Purtroppo invece a mio avviso i processi vanno fatti, perché é assurdo che una squadra così sia in questa situazione. Contro Avellino (a cui va il mio massimo rispetto)…..dopo aver quasi “toccato con mano” i play off di Eurolega.

    Non ci sono alibi, ci vogliono solo Palle e Volontà, quelle che già più volte durante l’anno abbiamo invocato, preteso, sperato di veder tirare fuori ai nostri campioni (o presunti tali). Io non dubito di nessuno ma voglio vedere “gli occhi di tigre e il fuoco nelle pupille” dei nostri ragazzi, del nostro coach, del nostro presidente.

    In questo momento rivorrei la squadra operaia di coach Lardo che quasi “toccò con mano lo scudetto”, che perse ma che mi fece spellare le mani dagli applausi e perdere la voce per i cori da stadio.

    Con affetto, dai ragazzi!!!

    Matteo

  2. Per dare la scossa e vincere stasera ci sarebbe voluto un atto fuori dalle righe. Licenziamento Pianigiani oggi. Squadra S Cancilleri e Fioretti e la di ports a casa. Mi sembra ovvio che la squadra non è con lui. Un disastro simile non ha scusanti mentre lui continua a far ridire con le sui dichiarazioni. Mai vista una situazione del genere. Francamente meglio uscire così ce ne liberiamo.

  3. Bilanci, critiche: chiamatele come volete ma non si puo’ tacere’ oggi. Ma che c’entrava Nedovic, zoppo e senza fiato? Brooks e’ inesistente, specie in attacco. Certamente ha problemi fisici. Jerrels, come previsto, ne fa una buona e tre no. Gli italiani (Cincia escluso) sono inutilizzabili. Kuzminskas sembra un turista di lusso. Come diavolo e’ possibile tutto cio’? Avellino ha giocato meta’ gara senza centri di ruolo ma ha fatto quello che doveva. Ecco la vera differenza: Milano, nelle difficolta’, non ha certezze se non il tiro da tre (che piu’ giochi, piu’ sei stanco e meno ti entra, specie se hai paura). Avellino ha i suoi uomini chiave, i suoi automatismi dove si rifugia nei momenti difficili. Ogni tanto basta; a volte, come in gara due, no. Ma senza la certezza nel proprio gioco, nei propri schemi, nelle proprie capacita’ e nei propri punti di forza non si fa assolutamente strada. E si fanno davvero tante, tantissime figuracce. Nemmeno la Milano di Repesa dell’ultimo anno era cosi’ molle, disunita, impaurita, scarica, senza voglia. Ma abbiamo la scusa degli infortuni, delle trenta gare di eurolega, eccetera, eccetera, eccetera (Questo il Pianigiani pensiero). Leggete invece quello che dice il coach irpino: parla di anima, cuore, aggressivita’, ferocia. Parla di gruppo. Da noi cosa si e’ costruito quest’anno?  Non nego qualche soddisfazione europea ed i play off sfiorati ma tutto il resto? Coppa Italia: figuraccia. Scudetto: figuraccia. Certo: abbiamo vinto la supercoppa, facciamocala bastare…..

    • Mi trovi concorde su tutta la linea.
      E ti dirò che tutto ciò è stato reso possibile dalla pessima gestione del coach senese, che ha scelto 8 giocatori e gli altri li ha lasciati allo sbando, satelliti lontani di un progetto che è rimasto piccolo e troppo dipendente da James.

      Poi l’articolo ha ragione su due aspetti/quesiti: perché James non segue la squadra? Perché gli italiani, capitano escluso, non hanno mai dato cenni di orgoglio?

      E qui le colpe diventano anche della Società, che dovrebbe strigliare in queste situazioni e durante tutta la stagione, i propri dipendenti cui comunque elargisce un buon stipendio…

  4. I mancati playoff di eurolega sono solo uno specchietto per le allodole; non abbiamo mai avuto gioco, non abbiamo mai costruito delle certezze (offensive o difensive che siano) nelle quali rifugiarci nei momenti di difficoltà, non abbiamo mai costruito in vero gruppo nel quale tutti si sentono partecipi e conivolti (seppur con compiti e minuti ben differenti) Quando costruisci il nulla poi bastano gli “ingredienti” elencati dal coach irpino per far saltare il banco: anima, cuore, aggressivita’, ferocia!
    Da tifoso e appassionato sono anche stufo di sentire Pianigiani elencare sempre mille scuse e alibi dopo ogni sconfitta…. hai un roster nettamente superiore ai concorrenti se non sei stato in grado di valorizzarlo da settembre in avanti la colpa di chi è?
    Non so se essere piu amareggiato per le parole di Pianigiani o per il fatto che nessuno in conferenza stampa gli fa notare che magari alcune dichiarazioni sembrano essere una presa per i fondelli! Un po di sana “onestà intellectuale” citata da Mourinho non farebbe male…

    Saluti
    Matte

  5. Perfettamente allineato con te. In tutti gli sport di squadra il “manico” e’ FONDAMENTALE. Milano non ce l’ha e si crea un effetto a catena: no gioco, no difesa, no squadra, no gruppo. Certo, anche i giocatori hanno le loro responsabilita’. Ma se il direttore d’orchestea non da l’attacco, ognuno va per i fatti propri, rompendo i timpani (ma vorrei scrivere altro) agli spettatori.
    Ora spero davvero in un cambio di coach.

  6. Un “roster nettamente superiore ai concorrenti”???
    Coi nostri tre migliori giocatori fuori dal roster?
    Parliamo di quello che si vede, di quello che c’è, o parliamo per luoghi comuni?

    Cinciarini, Jerrels, Micov, Nunnally, Tarczewski, Brooks, Kuzminskas e qualche tuffo sporadico di Della Valle. Questo è il nostro roster attuale.
    A quale altro sarebbe superiore?

    Con Nunnally costretto in un ruolo, del go-to-guy, che non è il suo, come dimostrato. Gran giocatore, ma solo se inserito in un collettivo in grado di dargli dei vantaggi, non certo uno che può da solo prendere la squadra e portarla a vincere.
    E non dovrebbe nemmeno farlo, ci fossero Nedovic e James.

    Con Micov che è obbligato a stare in campo – perché se esce tocca a Fontecchio… – e ci sta alla grande, il buon Vlado, alla grandissima, ma ha pur sempre una media di oltre 30 minuti in stagione, dopo tante altre stagioni.

    Con Jerrels e Cinciarini che sono costretti a riproporre un playmaking che l’anno scorso ha vinto lo scudetto, ma che non hanno la capacità di fornire a questa squadra gli spazi e i punti che s’era abituata a ricevere dal playmaking di James.
    Cambia proprio l’assetto. E poi l’anno scorso c’era Goudelock su quel playmaking, non un giocatore da squadre minori come DV.

    Insomma io il roster superiore non lo vedo affatto.
    Vedo una squadra che deve giocarsi ogni partita, e per il momento non le riesce molto bene.
    Perché in campo c’è Avellino, che invece sta facendo tutto bene.
    Forse perché nessuno si aspetta con prepotenza che vincano, forse perché nessuno ha la cecità di considerarli favoriti, forse perché i loro tifosi sono contenti di vederli in campo è li supportano sportivamente.

    Ci sono altre due partite forse, io spero di vedere in campo la mia squadra giocarsela alla pari, e fare quello sforzo in più per vincere.

    • Stiamo giocando contro Avellino, squadra disastrata da inizio anno, che aveva fuori a inizio serie per infortunio Green, Nichols, Costello, e a cui si sono rotti durante la serie pure entrambi i pivot, e stiamo qui a parlare di infortuni? In una squadra gioca 20′ Campogrande, nell’altra ne giocano 4-5′ Della Valle e Kuzminskas, il roster milanese non sarebbe enormemente superiore? Va bene che ognuno ha la sua opinione, ma qui ai rischia di sprofondare nella comicità (che non fa ridere, anzi).

  7. Gli infortuni li sta avendo anche Avellino oltre a tutti i problemi societari che si protraggono da mesi; perdonami ma io continuo a pensare che con una gestione del roster diversa da quella fatta, non saremmo in questa situazione e la serie sarebbe finita ieri sera.
    Gli infortuni fanno parte del gioco e ci sta che se si fa male un tuo top player la qualità del gioco ne risente ma da una situazione del genere allo schifo che invece stiamo producendo direi che di acqua sotto i ponti ne passa eccome.
    Concordo anche io che ADV non è MJ ma prima di venire da noi giocava tanti minuti con tante responsabilità e proprio brocco non mi pareva; oggi non riesce a stare in campo con l’ottava qualificata!

    Onestamente non sono per nulla fiducioso e non mi rimane che appellarmi alla fortuna per portare a casa questo benedetto scudetto

  8. “Cinciarini, Jerrels, Micov, Nunnally, Tarczewski, Brooks, Kuzminskas e qualche tuffo sporadico di Della Valle. Questo è il nostro roster attuale.
    A quale altro sarebbe superiore?”

    Risposta semplice: a tutti.

    PS: mancherebbero Omic e Burns, per esssere precisi. 2 che tu nemmeno consideri, ma che sarebbero stelle in qualsiasi altra squadra italiana. E questo dice molto.

  9. Palmasco ha sempre una visione positiva, che apprezzo perche’ produce un tifo sano, spontaneo, che fa bene alla squadra. Roster superiore o no, quello che manca a questa versione di Milano e’ la consapevolezza, lo spirito di sacrificio, la voglia di lottare, il gruppo (oltre al gioco, alla difesa, ecc.). Credo che tutti quelli che scrivono qui si lamentino proprio di questa inconsistenza, di questo perdersi in una bolla di sapone. Alla prima difficolta’ ci si e’ accorti che nulla e’ dtato costruito, che manca soprattutto il gruppo, il senso di appartenenza, la voglia di vincere. Poi ci sono anche tutti gli aspetti tecnici da valutare ma quo il progetto squadra e’ naufragato miseramente. Amen. Sara’ per il prossimo anno, sperando in una societa’ piu’ presente, un coach piu’ capace, giocatori disposti a lottare e…. un pizzico di sfortuna in meno.

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