L’Olimpia Milano chiude la stagione regolare con 23 successi e 7 sconfitte, che sarebbero state 6 senza l’errore, in corresponsabilità con Lega e Federazione, del «caso» James Nunnally. Di fatto una stagione sempre condotta al comando, con qualche passaggio a vuoto soprattutto figlio dell’impegno europeo. Ma cosa resta del 93-88 inflitto all’Alma Trieste?

Amedeo Della Valle

Poco da dire, il contatto con l’Alba Berlino è avviato e per alcuni addetti ai lavori la trattativa avrebbe buone chance di chiudersi felicemente. Ma il classe 1993 di Alba (sì, non è uno scherzo), che solo dai tifosi di Milano può essere considerato un giovane viste le 26 primavere, dà un bel segnale al pubblico cercandone anche il sostegno. 21 punti in 21’ in cui stride solo l’1/5 dall’arco. Nei playoff, viste anche le condizioni di Nedovic e James, sarà fondamentale.

La squadra

Dopo il ko con Brescia l’Olimpia Milano ha superato Avellino, Trento e Trieste, ovvero tre squadre che parteciperanno ai playoff, e che nei 40’ cercavano punti fondamentali per la loro rincorsa. Un dato di cui tener conto per un roster che ha avuto problemi fisici importanti e che in settimana ha lavorato per rilanciare la condizione in vista della post-season. Un segnale, di cui tener conto.

Nemanja Nedovic e Mike James

L’Olimpia Milano affronterà la serie con Avellino senza Mike James e con un Nemanja Nedovic da valutare. La situazione fisica del serbo viene visionata «giorno per giorno», ma se a sei giorni da gara-1 Simone Pianigiani ha dubbi, diventa arduo scorgere positività nel futuro prossimo. Mike James, apparso zoppicante al Forum, potrebbe tornare a lavorare seriamente solo in una decina di giorni. Inutile farsi illusioni prima delle semifinali. Per ora.

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3 Comments »

  1. Della Valle ha piazzato la miglior gara della stagione proprio adesso: il trasferimento in Germania deve certamente essere uno stimolo incredibile, quello che probabilmente gli è mancato qui a Milano. Certo che non è un giovane: proprio per questo resta incomprensibile il suo scarso utilizzo in lba.
    James fuori per un bel po’, Nedovic probabilmente definitivamente (i dubbi fanno pensare ad un problema ben più grosso di quel che poteva apparire): non si preannunciano play off sul velluto, considerando anche abbiamo un solo centro fisicamente importante e che la squadra ha costanti amnesie difensive. Di sicuro non abbiamo un roster lunghissimo e non sarà dunque facile arrivare fino in fondo (speriamo!) con soli 8-9 uomini da ruotare (non consideriamo Nedo e, per motivi diversi, Fontecchio e Omic). Il bello dei play off, però, è proprio l’imprevedibilità e la stanchezza che deriva dal dover “performare” ogni due giorni può portare a grandi sorprese.

  2. Non riesco a essere ottimista sulla prestazione di Della Valle.
    Ha fatto 21 punti, certo, e non è facile per nessuno, ed è indice della classe che lui ha certamente.

    Ha giocato però alla “sua” maniera, ovvero con abbondanza di palloni e iniziative, che sono tipiche delle squadre minori in cui ha giocato finora.
    Questo fa di lui un buon giocatore, uno però non adatto alle squadre con ambizioni grandi, che devono giocare una pallacanestro efficiente e molto più controllata, con spazi e palloni molto più limitati.
    Peccato per lui che sembrava un ragazzo intelligente, peccato che non abbia voluto imparare, che non abbia voluto fare un salto, che non abbia provato a contenere la sua classe in un vestito più stretto, che gli sarebbe stato fatto su misura, e nel quale tutti speravamo di vederlo calarsi.

    Nessuno si deve offendere per l’uso che faccio del termine “squadre minori”.
    Pianigiani stesso ha detto, al termine della partita con Trieste, che Milano non è questa, e che si sono dovuti adattare a tutta un’altra idea di squadra, causa le assenze pesanti di due dei leader.
    “Abbiamo dovuto giocare col playmaking degli scorsi play off”.

    Intendeva anche dire, io credo e sostengo, che anche se abbiamo vinto, non è questo il modo di giocare della sua squadra, non quello che vorrebbe.
    Un modo da squadra minore, appunto, dove c’è spazio per un giocatore buono, ma non decisivo, di scorazzare.
    Brutto da vedere per un allenatore, penso, e sicuramente per alcuni tifosi, tra cui io.

    Il playmaking dell’anno scorso ci ha dato lo scudetto, ricordo, quindi va bene così, ma vedere gente che scorazza per il campo e tira male non è bello da vedere, neanche se fa più di venti punti.
    E come lo dico per Della Valle, l’ho detto per il James della seconda parte di stagione, forse esaurito dalla pressione e dalla fatica, e dalla sua inesperienza come leader assoluto, nei momenti in cui s’è messo a scorazzare per il campo tirando male, anche se i punti li faceva.
    Tutt’altra cosa dal primo James.

    A parziale difesa di Della Valle, mi sento di aggiungere che probabilmente lui soffre i leader più leader di lui, come succede di solito a quelli abituati a prevalere in contesti minori.
    Ieri infatti non soltanto ha avuto più spazio in generale nei piani della squadra, ma soprattutto non c’erano Nedovic né James: due totem ai quali quando sono in campo con lui, il buon Amedeo sembra non sapere fare altro che passare subito la palla, non so se l’avete notato anche voi.
    Come se lui per primo non si fidasse delle sue scelte, e voglia scaricarsi delle responsabilità.
    Ieri che loro non c’erano proprio, accettata qualche responsabilità, non ha fatto male.
    Ma appunto: sono forme mentali da squadre minori, che lui purtroppo non ha voluto combattere in se stesso per tutto quest’anno, e gli hanno compromesso la grande occasione di carriera che ha avuto a Milano.
    Almeno per quest’anno…

  3. Ottima analisi! Concordo in pieno su ADV.
    E hai ragione anche sul primo periodo di James, scorrazzare non e mai sinonimo di bella pallacanestro…

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