Ci siamo, la grande serata è giunta. E’ la notte da non fallire, la prima di tre, dove la terza è ancora da scegliere. Intanto l’Olympiacos, in campo alle ore 20.45 con diretta su Eurosport 2.

I greci rappresentano, per la gara di andata, uno dei punti più alti della storia recente europea dell’Olimpia Milano. Gara concreta e coriacea, decisa con la fuga del terzo quarto innescata da Nemanja Nedovic.

L’Olimpia Milano riparte da questo, quindi da un qualcosa di totalmente differente rispetto all’ultima uscita con il Cska. Il peso della prestazione di Mosca non sta nella sconfitta, ma in un dato a rimbalzo esplicativo non solo di un’inferiorità (che non è colpa, quando si parla di Cska) bensì di una scarsa attitudine alla lotta. Che a questi livelli si deve reggere metro su metro, leggendo le situazioni e sfruttando ogni centimetro lasciato libero.

E l’Olympiacos, di centimetri liberi, ne dovrà lasciare. Perchè ha letteralmente fallito il mercato estivo (l’ultima presa di responsabilità la cessione di Janis Timma in prestito), perché non può permettersi di vivere minuti in campo con la coppia SpanoulisWilliams Goss (assente in difesa, in netta difficoltà fisica contro Mike James e Nemanja Nedovic), perchè alla fine sono sempre gli stessi uomini a prendere per mano la squadra.

Fin qui le belle notizie. Perchè David Blatt lavora duro. Briante Weber, ultimo colpo di mercato, ha portato grande aggressività sui portatori di palla. Axel Toupane e Zach LeDay garantiscono grande atletismo nel reparto lunghi, Nikola Milutinov e Georgios Printezis (in crescita) peso ed esperienza che può creare grandi difficoltà a Kaleb Tarczewski, soprattutto con un Alen Omic che sparisce al cospetto di giocatori «più intelligenti».

L’Olympiacos, se non ci si dimentica anche di Sasha Vezenkov e Kostas Papanikolaou è il classico “pessimo cliente”: difficile da scoutizzare, con tanti giocatori in grado di segnare e mettersi in striscia, ricolmo di quintetti differenti, visto che proprio i due sopra citati possono giostrarsi da “3” come da “4”.

Le armi dell’Olimpia Milano? L’attacco e il ritmo. Sul reparto esterni James Nunnally chiude un trio (con Nedovic e James) su cui solo Briante Weber può pensare di difendere: l’unica soluzione però si chiama “corsa”, perché gente come Mindaugas Kuzminskas, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski rischia di avere poche possibilità se serviti in post basso in un attacco “di posizione”. Correre significa minare le certezze di una squadra, l’Olympiacos, che di certezze ne ha già pochissime. Qui sta la sua vulnerabilità.

Talento, la parola d’ordine. Se sarà dato spazio al talento, l’Olimpia Milano avrà la sua chance.

Alessandro Luigi Maggi

Annunci

1 Comment »

  1. Notte da non fallire, come dici giustamente. Diverso è invece per i greci, che hanno calendario decisamente più abbordabile e possono “permettersi” di perdere. Spero che questo “peso” non condizioni troppo i giocatori, anche se ho fiducia nella voglia di vincere di James, Nunnally e Nedovic.
    Il reparto lunghi soffrirà certamente da qui alla fine della stagione europea, corta o lunga che sia, perché Gudaitis ha lasciato un vuoto incolmabile.
    Concordo sul fatto che questa gara (ma anche le prossime) si potrà vincere unicamente se si avrà voglia di lottare su ogni pallone, piegando le gambe in difesa, facendo i tagliafuori e saltando a rimbalzo d’attacco. Lottando, insomma.
    Infine, non dimenticherei Micov. Nell’ultimo periodo è apparso un po’ in ombra ma difficilmente sbaglia gare del genere, ed è sempre e comunque uno dei nostri punti forte, in attacco, in difesa e anche come presenza in campo, luce per i compagni, terrore per gli avversari.
    Forza Milano, dunque.

Rispondi