Mvp del mese di febbraio, Mike James ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni al sito di EuroLeague: «Non siamo la stessa Milano degli anni passati, e credo che anche questo riconoscimento lo dimostri».

SU ARTURAS GUDAITIS

«Perderlo è stata dura. E’ uno dei nostri migliori giocatori, e uno dei migliori in assoluto quest’anno. E’ stato un campanello d’allarme, stavamo giocando migliore e tutti siamo stati chiamati a dare qualcosa di più. Ed è quello che stiamo facendo».

SUL SUCCESSO CONTRO IL KHIMKI

«Ci fidiamo l’uno dell’altro, e l’ultimo minuto ne è stato l’esempio. Nedovic ha guidato l’azione, e dato il pallone a Micov per il tiro decisivo. Gli ultimi passaggi difensivi ne sono un altro esempio».

SUL PROSSIMO CONFRONTO CON IL CSKA

«Siamo in condizioni migliori rispetto all’andata, e questo cambio tutto. Abbiamo una possibilità. Difendendo e correndo tutto può succedere».

SU NICK CALATHES

«E’ la mia stagione migliore, statisticamente, perchè ho più libertà che in passato. Negli anni scorsi dovevo dividere il mio tempo con Nick Calathes, uno dei migliori play in Europa. Quest’anno ho la libertà di fare quello che voglio, e ho dei compagni che credono in me anche quando prendo la scelta sbagliata».

SULLE FINAL FOUR

«Ci sono andato come parte di un insieme, senza sentirmi il giocatore migliore, e aiutando quelli che avevano maggiori responsabilità. Ora voglio andarci come giocatore di riferimento, avere tutto il peso sulle mie spalle. Amo queste situazioni, amo la pressione, voglio sperimentarla. Voglio arrivare alle Final Four, e vincerle».

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5 Comments »

  1. Secondo me tra i suoi meriti enormi, va ricordato anche l’immensa pressione che mette sulle difese avversarie, anche senza palla in mano, costringendole a tirar via un uomo, spesso il miglior difensore.
    Quando poi la palla gli arriva lo stesso, gli spazi sono ormai pronti per il suo devastante 1/1 – nei risultati del quale dobbiamo mettere anche il numero di assist importante, oltre ai punti realizzati.

    Un grandissimo giocatore, un agonista terrificante, un conoscitore profondo del gioco, con l’ambizione assoluta di determinare da solo i propri comportamenti – come dice lui stesso nell’intervista riportata.
    Questo significa anche, purtroppo, restare attardato sotto il canestro avversario quando è scontento del comportamento arbitrale nei propri confronti.
    Un suo difetto che di certo non gli ha guadagnato la simpatia degli arbitri in generale, e in particolare quella specie di protezione che nel basket tutti gli arbitri tendono a concedere ai grandissimi – che forse è proprio il motivo per cui si lamenta tanto con loro, non sentendosi attribuito da loro lo status di grandissimo, e soffrendone.
    Che dei suoi difetti soffra, si vede bene a ogni tiro che sbaglia, i liberi in particolare, quando si autorimprovera duramente in modo eloquente.

    Una parte del pubblico milanese, quella degli appassionati piuttosto digiuni di basket, l’ha criticato e perfino messo seriamente in dubbio per quei difetti, come se fossero definitivi.
    Una svista dei tifosi che si spiega col fatto che il basket è gioco difficile da capire.
    Non si erano accorti, per esempio, che James giocava senza la squadra che era stata costruita per lui, in particolare senza Nedovic, col quale condividere le responsabilità maggiori.
    Costretto quindi, James, insieme a Micov, a un impiego esagerato di minuti e di responsabilità e di pressioni, e di attenzioni difensive: in quelle condizioni, a volte, James in effetti ha esagerato in agonismo e tigna, ma che altro può fare un campione come lui in quelle circostanze, in cui le partite scivolavano via come sabbia tra le mani?
    Guarda Shved, per esempio contro di noi l’altro giorno, e capisci di che parlo.
    (se vuoi la prova di quanto ho detto, guarda quanto è salito il rendimento di Jerrels, sempre in doppia cifra, ora che: tieni James, tieni Nunnally, tieni Nedovic, tieni Micov, per lui restano aperte praterie, e The Shot è giocatore capacissimo di pasturare a fauci aperte! 😏)

    Adesso che la squadra è tornata ad essere quella che doveva essere, vedi che le sbavature di James sono tornate a essere inesistenti, non solo per le alternative ora possibili, ma anche perché giocando quasi 8 minuti in meno a partita, Mike James è ovviamente più fresco, più lucido, più letale quindi, meno esposto.
    Un grandissimo giocatore, che con la sua squadra ha già cambiato questa stagione, ma soprattutto promette di cambiare la prossima, se il roster resta quello che è, se gli infortuni ci daranno una tregua, e ultimo, se Gudaitis resta!

    Per intanto un enorme GRAZIE JAMES, da parte dei tifosi appassionati, con qualche comprensione del gioco.

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  2. Qualche critica gliela ho riservata anche io, più che altro per l’atteggiamento difensivo. Vero che fino ad oggi ha dovuto sobbarcarsi più del preventivato in attacco, sacrificando un po’ la difesa. Purtroppo però, senza una difesa decente in EL non si vince nemmeno contro le più deboli.
    Ora che la squadra è al completo (ma manca sempre Arturas) credo che James potrà rendere ancora di più, anche dietro. E, in questo senso, credo che anche la partita di stasera potrebbe riservare qualche gioia inattesa. Resta una “gara impossibile” ma senza avere la pressione di dover vincere per forza (servirebbe per la classifica, of course, ma una eventuale sconfitta in casa del CSKA non si può certo definire clamorosa o inaspettata) magari si riesce a giocarsela sino in fondo. E con la mente libera, James, Micov e Nedovic giocano davvero un ottimo basket.
    E’ quello che mi auguro.

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  3. Ciao, non era contro chi lo critica, ci mancherebbe, ben venga il dialogo e gli umori diversi!
    Era per quelli che se ne volevano disfare, quelli che quando è in campo li sento urlare: cambialo!

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  4. giocatore sopraffino il nostro mike. unico neo, come giustamente precisava Palmasco, il suo atteggiamento spesso polemico o stizzito nei confronti degli arbitri. è vero che subisce spesso falli non fischiati, ma per entrare tra i “grandissimi” dovrà rendere gli arbitri trasparenti.i see through, come disse qualche decennio fa doc j riferendosi ai referees.

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