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Un anno dopo si torna a parlare del futuro di Cerella. Perchè Milano? Perchè Reggio Emilia?

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Bruno Cerella, lo scorso mese d’agosto, mise nero su bianco un nuovo accordo con l’Olimpia Milano sino al 30 giugno 2019. Fu una trattativa, più che lunga, dilatata nei tempi. Non si capiva quale sarebbe stato il futuro di Alessandro Gentile, tra Milano ed Nba. Ma soprattutto non si comprendeva bene il valore reale dell’argentino nel «progetto Repesa», pur dopo un playoff (soprattuto la semifinale con Venezia) da protagonista di primo piano.

Alla fine, gli interessi collimarono in un sorprendente triennale, colmo di garanzie per entrambe le parti. E un anno dopo, la questione è sempre la stessa: Bruno Cerella resterà a Milano?  

La stagione dell’argentino di Bahia Blanca è stata inferiore a quella di un rincalzo: 20 gare a referto, media minuti inferiore ai 9’, 27 conclusioni tentate in tutto (0/1 in EuroLeague da 2). A pochi giorni dal 31esimo compleanno, dunque, la stessa domanda si pone per entrambe le parti.

E di questo, Milano e Cerella, stanno parlando. Bruno può accettare un ruolo così sottodimensionato? Pianigiani ha necessità, in fondo alle rotazioni, di un uomo che non si senta da fondo delle rotazioni? Perché spesso, gli stimoli, sono più necessità per un comprimario, che per un primo violino.

Il tutto in uno scenario di massima serenità, perché il giocatore non ha fatto mai mancare professionalità (figlia anche di una struttura di interessi saldamente legata al capoluogo) oltre che attaccamento, e l’agenzia (di Vittorio Gallinari) mantiene proficui rapporti con la dirigenza, visti i contratti in essere dei vari Simone Fontecchio, Awudu Abass e Mantas Kalnietis.

Sullo sfondo, Reggio Emilia. Amedeo Della Valle è in uscita da settimane, ma i 250.000 euro di buyout avrebbero allontanato anche l’Alba Berlino secondo i media reggiani. In caso di mutamento dello scenario, l’assalto a Cerella sarebbe immediato (sempre media reggiani ipotizzano un supporto milanese per l’ingaggio), con ottimi motivi di persuasione, vista la necessità di un quinto italiano oltre a Mussini, De Vico, Cervi e Candi). Ma oltre a Reggio, chi potrebbe avere stesse potenzialità di persuasione?

Alessandro Luigi Maggi

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Alessandro Maggi

alekmaggi@gmail.com Giornalista Professionista, direttore responsabile presso Be.Pi Sport, collaboratore presso Sportando, cronista per Il Giorno
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Andrea
Ospite
Andrea

Non esiste cederlo Cerella e la bandiera dell^Olimpia sarebbe una cazzata

U. Fo
Ospite
U. Fo

Purtroppo nello sport professionistico non c’e’ piu’ spazio per le “bandiere” e i sentimentalismi…. Anche a me dispiacerebbe perderlo ma vista la sua non piu’ givane eta’ gli auguro di trovare una squadra che gli dia lo spazio che si merita. Ciao

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