Eredità e aggiornamenti in direttissima in vista di Capo d’Orlando

Non vi è nulla di scontato in un successo, neanche se ti chiami Olimpia Milano, neanche se si chiama Supercoppa Italia. Ma per un popolo sin troppo abituato alla sconfitta, la somma di vittorie non ha rischi di indigestione, e allora la squadra di Jasmin Repesa torna al lavoro con una serie di certezze.

Cremona è stato prima di tutto un successo offensivo, perchè la difesa si è sì rialzata nella ripresa, ma la produzione palla in mano non è mai calata se il primo tempo si è chiuso a 50 punti. Contro Avellino, assente Miroslav Raduljica, Jasmin Repesa ha fiutato la presenza di Kyrylo Fesenko, e accettando l’uno contro uno ha preferito lavorare sulle linee di passaggio chiudendo l’area lungo i confini. Joe Ragland e Levi Randolph, per fare due nomi, hanno così avuto maggiore facilità palla in mano, ma di fatto la pressione milanese non ha concesso altro, isolando i centri di Pino Sacripanti nel mero p&r alto, e costringendo l’avversario a pessimi tiri. Pessimi tiri che, come noto, sono i migliori amici della transizione. Un ritmo cui Milano sta cercando di abituarsi anche forzando i tempi, correndo sin dalla rimessa dal fondo. Un ultimo aspetto riguarda il ruolo di Krunoslav Simon, a prescindere dalla prestazione in sè dell’mvp di Supercoppa. Particolarmente funzionale pare l’accoppiata con Cincarini. In caso di transizione è il play italiano a condurre i giochi, sfruttando le sue ottime letture in questo fondamentale. In caso di attacco a difesa schierata, è invece il croato a dare il là all’azione sfruttando una migliore lettura-tenuta del p&r, da sempre punto debole del nuovo capitano del Forum d’Assago.

Rimangono le prestazioni individuali, di cui si è già a lungo dibattuto, e pare dunque utile soffermarci su alcune situazioni «critiche». Mantas Kalnietis si è presentato al Forum in calo di condizione dopo alcuni freschi acciacchi, e ha dunque lasciato ad altri maggiore proscenio. Milan Macvan era forse il più malridotto, ma ha saputo rispondere con un’ottima lettura degli attacchi e dei tagli centrali dei compagni. Ben gestito è stato Rakim Sanders, che da tempo lavora anche individualmente per recuperare da un problema alla coscia: credibile un pieno, totale e risolutivo recupero nel giro di poche settimane. Alessandro Gentile non pare invece trovare pace: dopo lo stop di Bormio i problemi alla schiena del post Cremona. Problema comunque risolvibile in vista di Capo d’Orlando, dove sarà assente Miroslav Raduljica.

La situazione fisica del giocatore serbo è stata già ampiamente narrata da sportando e dal sito ufficiale della società. Di fatto nella mattinata di domenica Raduljica si era sottoposto ai «raggi X» che non avevano rilevato fratture alla caviglia sinistra. Lunedì nuovi esami hanno poi accertato una semplice distorsione, che prevederà una decina di giorni di riposo. Il giocatore sarà quindi rivalutato a metà della prossima settimana e, in mancanza di amare sorprese, verrà aggregato per l’anticipo della seconda giornata (si gioca a mezzogiorno) contro Avellino. Una volontà dello stesso Repesa per evitare che Radujica sia gettato nella mischia, nell’atteso esordio di Eurolega contro il Maccabi Tel Aviv del 13 ottobre, con soli 11 minuti di basket ufficiale alle spalle nel giro di venti giorni.

Alessandro Luigi Maggi

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